“JESUS CHRIST SUPERSTAR”

Cinquant’anni dall’intramontabile opera che ha segnato un’epoca, gratis su youtube

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Ultimamente si discute molto sulla figura di Gesù Cristo come icona spirituale anche del mondo laico e miscredente. Grazie al vicariato di Papa Francesco, il figlio di Dio è diventato, per molti che considerano la Chiesa un’inutile istituzione, una sorta di ‘superstar’ (rivoluzionaria) portatrice del vero significato della carità cristiana, troppo spesso dimenticata nelle omelie o da quegli uomini che hanno una visione delle fede solo per propri usi e consumi. Quella di “divo” ante litteram, è probabilmente l’immagine di Gesù che avevano in testa Andrew Lloyd Webber e Tim Rice quando decisero di creare un capolavoro della musica internazionale: “Jesus Christ Superstar”. Alla vigilia di Pasqua, giorno in cui si celebra il passaggio di Gesù da uomo a spirito (transizione molto significativa per i credenti che intendono avvicinarsi ai sacramenti della confessione e comunione), in tutto il mondo si celebra il cinquantenario dell’uscita del doppio album che nel 1970 fece scalpore per aver avuto l’ardire di raccontare la passione di Cristo con una visione più terrena che religiosa. Le 26 tracce contenute nell’opera raccontano l’ultima settimana di vita del figlio del Signore, (l’arrivo a Gerusalemme, la Passione e la Crocefissione), dal punto di vista di Giuda Iscariota. Le canzoni furono registrate con l’ausilio di una orchestra sinfonica di 85 elementi, 6 musicisti rock e 3 cori. La parte di Gesù venne interpretata da Ian Gillan, già leader dei Deep Purple.

Il fatto curioso è che tutto ebbe inizio in Liguria. Nel 1969,AndrewLloyd Webber (musicista) e Tim Rice (paroliere) creano Superstar, la prima delle 23 hit, nel giardino della villa della zia alla Mortola, vicino a Ventimiglia. I due amici, con un futuro pieno di successi mondiali come Cats, Evita, Il Fantasma dell’Opera, di li a poco, portano in sala di incisione anche Murray Head nella parte di Giuda, Yvonne Elliman come Maria Maddalena e l’attore Barry Dennen come Pilato, completando un’opera che in pochi mesi scala tutte le classifiche del pianeta.

Nel 1973, invece, arriva il film diretto da Norman Jewison, girato in Israele. Fu un successo stratosferico che valse perfino la nomination ai Golden Globe a Ted Neeley e Carl Anderson nei panni di Gesù e del Giuda nero. Ma non poche furono le polemiche. La BBC definì l’album “sacrilego” e lo bandì dalle sue trasmissioni. In Sud Africa furono vietate le proiezioni perché “colpevole” di raccontare un Gesù troppo uomo, oggetto di desiderio carnale da parte di Maria Maddalena. A teatro, l’opera di Webber e Rice, è stata rappresentata ininterrottamente per otto anni, per un totale di 3350 spettacoli. E da 40 anni continua ad andare in scena in tutto il mondo.

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Per il 50° anniversario dalla nascita di “Jesus Christ Superstar” era stata prevista una tournée celebrativa di quest’opera, dalle coinvolgenti note rock, funk e pop, che ha segnato un’epoca fatta di bigottismo e censure, e che continua ancora oggi il suo indiscusso cammino costellato da consensi e successi. Comunque, In occasione della settimana santa, per gli amanti dei musical e per i tanti curiosi che vorranno per la prima volta godere di uno spettacolo più unico che raro, grazie a Sir Andrew Lloyd Webber sarà possibile guardare gratuitamente, a partire da stasera per le prossime 48 ore, “Jesus Christ Superstar” sul suo canale youtube (The Show Must Go On), nell’edizione del 2012 con Tim Minchin, Melanie C e Chris Moyles. Mentre il sito in streaming BroadwayHD, da questa sera propone il “Jesus Christ Superstar: Live Arena Tour”. Evviva Gesù! Evviva Cristo “superstar” sia in cielo che in terra!

Umberto De Giosa

 

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