‘LA BELLEZZA SALVERÀ IL MONDO!’

“Carpino Street Project – L’arte urbana non esclude”: quando l’arte valorizza i luoghi, stimolando la riflessione su inclusione e accoglienza

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La bellezza salverà il mondo”, scriveva Fëdor Dostoevskij. E mai quanto adesso, le parole dello scrittore e filosofo russo diventano provvide quando volgiamo il nostro pensiero a quanto sta accadendo nell’Est Europa. Uno scenario di distruzione materiale e morale, dove diventa difficile, o addirittura impossibile, sopravvivere con lo sguardo a un futuro che si presenta tutto in salita. La società, con tutti i suoi beni materiali e immateriali, va sempre preservata da fame, povertà e guerre, se vogliamo vivere pacificamente tra popoli diversi. Pertanto, bisogna sempre auspicare a quella bellezza interiore, raggiungibile anche attraverso la bellezza della natura che ci circonda e dei luoghi in cui viviamo, se vogliamo costruire, preservandola, una società migliore e pacifica. Bisogna Far si che i luoghi attorno a noi diventino posti in cui poter vivere, condividendo, grazie alla cultura e all’arte, sensazioni, emozioni e, soprattutto, temi come l’inclusione e l’integrazione culturale tra etnie diverse.

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Questo è lo scopo del “Carpino Street Project – L’arte urbana non esclude”, stimolare la riflessione su inclusione e accoglienza grazie anche alla valorizzazione dei borghi del Gargano attraverso l’arte urbana che esalta il patrimonio materiale e immateriale. Il progetto, finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito di Sthar Lab, coordinato da DDuMstudio insieme all’Amministrazione Comunale di Carpino, al sindaco Rocco Di Brina e al RUP e progettista ing. Nicola La Macchia, pone l’attenzione sull’arte urbana come mezzo per includere e rileggere i valori della tradizione con una veste contemporanea. I temi scelti dagli artisti Saba Mat, DDuMstudio e Team Art, sono tre: musica, acqua e cibo.

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L’idea è di unire il patrimonio paesaggistico e quello delle tradizioni di Carpino, un piccolo centro agricolo nel Parco Nazionale del Gargano, adagiato su due colline e posizionato tra il Lago di Varano e la Foresta Umbra, rappresentandole artisticamente. Le opere degli artisti – arrivati nel borgo garganico il 25 marzo, dove rimarranno fino ai primi di aprile – delineeranno un circuito che, attraversando il paese, porterà alla fruizione di tre luoghi culturali: Palazzo Baronale, Chiesa di San Cirillo e Piazza del Popolo. Si partirà dalla porta di accesso alla città (su via Mazzini) dove un muro lungo circa 32 metri ospiterà un murale di Seba Mat sul tema della musica, chiaro riferimento ai celebri Cantori. Per la cronaca, Carpino è, per il Sud Italia, il regno della musica popolare e, grazie al Carpino Folk Festival, il paese ha vissuto una vera e propria contaminazione artistica che, negli anni, ha portato da un lato i Cantori di Carpino dalle campagne ai palchi, dall’altro diversi artisti della scena internazionale a esibirsi nel paese garganico.

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Sempre su via Mazzini, in prossimità dell’incrocio con la SP50, DDuMstudio e Roberta Gravina cureranno una installazione urbana sul tema dell’acqua, elemento che abbraccia la piana di Carpino, con il Lago di Varano e il mare Adriatico divisi da un sottile lembo di terra. L’acqua plasma il paesaggio di Carpino ed evoca le traversate per raggiungere una “terra promessa” che non può non essere accogliente e inclusiva. All’ingresso del paese in direzione Foresta Umbra, su via Padre Pio, Team Art realizzerà un’opera murale sul tema del cibo ispirata al forte legame tra Carpino e il paesaggio agricolo, in particolare all’olio extravergine di oliva, prodotto dalla pregiata cultivar dell’Ogliarola garganica, e alla coltura della fava, presidio Slow Food. Da sempre elemento di unione e socializzazione, l’atto agricolo rappresenta un collante importante per il paese. Carpino accoglie nuove comunità che trovano proprio nell’agricoltura il primo punto di contatto con il luogo e con la gente del posto.

Nicòl De Giosa

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