«SIAM SERVI INUTILI!»

Francesco parla ai suoi collaboratori

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Il periodo non è dei migliori e il natale che andremo a vivere sarà diverso, ma questo non ci deve ingannare perché l’essenza di questa festività è racchiusa in una semplice nascita. Certamente si parla tanto di decreti e di come riuscire a vivere giorni di festa, ma il problema e ben più grande. Come ben sappiamo, sono state tante le polemiche anche sulla classica veglia natalizia, vedendo molti credenti schierati nel ribadire la loro fermezza sullo orario, come se Dio avesse un orario prestabilito. La gioia sconvolgente del natale, sta proprio in una semplice nascita di un bambino che cambierà le sorti del mondo. A tal proposito, Francesco richiamo all’ordine gli addetti a lavori ricordando loro che questo non deve essere un periodo di critiche ma di profonda riflessione. I punti toccati dal pontefice sono stati molti, soprattutto l’umiltà che di questi tempi scarseggia molto all’interno delle alte sfere vaticane. Bergoglio ha dovuto fronteggiare molte situazioni imbarazzanti come il caso del cardinal Becciu, che hanno mostrato una chiesa ancora troppo fragile sul concetto di trasparenza. Sappiamo bene l’ardore di Francesco nel rivoluzionare una chiesa agonizzante, ma a quanto sembra la battaglia si prospetta lunga e tortuosa.

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Tornando al discorso tenuto ai collaboratori, Francesco senza troppi giri di parole rammenda alcune cose a suo avviso fondamentali: “In questo momento di smarrimento, troviamo il posto giusto solo se siamo disarmati, umili, essenziali”. Un appello importante che invita calorosamente a seguire le orme del vangelo, la magna carta di ogni credente. Gli scandali in questo momento difficile, sembrano aver destabilizzato un ambiente già molto fragile. Per questo il Papa evidenzia la debolezza umana, citando anche le sacre scritture: “A volte le nostre analisi ecclesiali sembrano racconti senza speranza, Dio continua a far crescere i semi del suo regno, come dimostrano i molti che nella Curia hanno una vita umile rivolta al Signore”. Ovviamente, l’errore da non commettere mai è quello di generalizzare perché la chiesa aldilà di ogni sospetto è testimone di vite straordinarie, che hanno donato tanto per il prossimo. L’augurio più grande va oltre ogni formalità, perché la nascita di un bambino di umili origini in condizioni precarie ci deve letteralmente sconvolgere. Tutto passa così in fretta mentre noi restiamo servi inutili di un mistero più grande.

Giuseppe Capano

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