È RIVOLTA IN PERÙ!

Dopo i morti tra i manifestanti pro Vizcarra, si dimette anche Merino

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cms_19986/Martín_Vizcarra.jpgLa situazione politico sociale peruviana è diventata alquanto drammatica. Da diversi giorni migliaia di manifestanti scendono in strada per protestare contro la destituzione per “incapacità morale” del Presidente della Repubblica, Martín Vizcarra accusato nel settembre scorso di corruzione (presunta) e di aver ostacolato un’indagine nei suoi confronti. E nelle ultime ore, la violenta risposta della Polizia, a Lima, ha causato la morte di due studenti universitari ventenni, facendo salire la tensione tra la popolazione.

cms_19986/manuel-merino.jpgIntanto, 13 ministri su 18, si sono dimessi nella giornata di sabato, precedendo le dimissioni invocate da Luis Valdez (Presidente del Parlamento), di Manuel Merino, nominato solo una settimana fa ad interim al posto di Martin Vizcarra. Lo ha rivelato, intorno alle 20:00 italiane, l’agenzia di stampa “Andina”, secondo il quale Merino ha annunciato le sue "dimissioni irrevocabili" durante un discorso alla Nazione

cms_19986/00.jpgA dare forza alle proteste dei manifestanti a favore dell’esponente di Azione Popolare, successore nel 2018 di Pedro Pablo Kuczynski, sembrerebbe ci sia l’incostituzionalità dell’azione di impeachment del congresso dovuta alla mancanza di prove e all’assenza di una inchiesta. Ad accrescere la popolarità di Vizcarra sin dalle sue elezioni, è stata la politica di riforme referendarie riguardanti la Corte Costituzionale, la regolamentazione del finanziamento ai partiti e il divieto di rielezione immediata dei parlamentari. Referendum votati a larga maggioranza dai peruviani, ma osteggiati dal Congresso. Da quel momento fino a oggi, lo status politico del Perù, è stato caratterizzato da una forte instabilità istituzionale; con le forze in campo, schierate l’una contro l’altra, quasi tutte di stampo conservatore e di destra.

cms_19986/Mario-Vargas-Llosa.jpgAnche lo scrittore peruviano Premio Nobel della Letteratura 2010, Mario Vargas Llosa, si è espresso contro il processo di destituzione di Vizcarra dicendo che il Congresso (Parlamento unicamerale) "ha violato la Costituzione". In una intervista al quotidiano El Comercio, Varga Llosa, l’autore di best seller come “La Città dei Cani” e “La Casa verde”, ha definito l’accaduto “deplorevole come hanno segnalato molti giuristi peruviani, fra cui l’ex premier Pedro Cateriano, il quale ha bollato il comportamento del Congresso di autentico colpo di Stato". Vizcarra è stato destituito il 10 ottobre scorso con 105 dei 130 voti del Parlamento per "incapacità morale permanente" riguardante per presunte tangenti ricevute quando era governatore di Moquegua nel 2011. A tal proposito, Vargs Llosa ha aggiunto che secondo la Costituzione peruviana “un presidente può essere accusato, ma può essere indagato solo al termine del suo mandato, e con tutta evidenza il Parlamento ha violato la Costituzione con la sua azione”. Di soluzioni all’orizzonte ne vedo poche. Forse l’unica può essere quella di indire nuove elezioni per costituire una nuova maggioranza parlamentare che sia espressione, anche, di un leader capace di mettere d’accordo tutti: popolo, partiti e affaristi. Almeno questa, è la via più democratica che esista, e che fugherebbe qualsiasi tentativo golpista dei partiti dell’estrema destra supportato dalle forze armate.

Umberto De Giosa

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