"Il male degli angeli"

Il nuovo thriller di Luisa Gasbarri, edito da Baldini+Castoldi-Milano

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Per fare un buon libro non basta possedere gli ingredienti giusti.

È miscelarli bene, il segreto. E qui la fusione, nonostante una certa audacia nella scelta dell’argomento, riesce davvero convincente.

cms_18727/FotoGasbarri.jpgStiamo parlando del nuovo thriller di Luisa Gasbarri, Il male degli angeli, edito da pochi giorni da Baldini+Castoldi. Un romanzo che fa suoi ingredienti anche solo rischiosi da maneggiare: uno sfondo storico nevralgico quanto la Seconda guerra mondiale, la suspense del thriller associato al mistery, i retroscena dell’esoterismo legato alle logge segrete insieme al femminile meno esplorato.

Impossibile sottrarsi al fascino della vicenda narrata, che si muove su due piani temporali differenti, al presente in seno all’Interpol di Roma e, con un tuffo nel passato, nella Berlino degli anni Quaranta.

Ogni elemento di questo libro sembra rovesciarsi in un oscuro doppelgänger: se l’amore filiale non fosse quello che ci hanno insegnato fin da bambini? Se l’obbedienza, anche nei riguardi di un regime implacabile, celasse in realtà il suo contrario? Se il fuoco fosse la metafora fisica di ben altro…?

E infine: se il Novecento non fosse il secolo che abbiamo conosciuto e per accostarci alla sua verità dovessimo immaginarlo tutto da capo? Se alla comprensione profonda di un evento come la Seconda guerra mondiale mancasse per esempio un tassello essenziale, capace di smuovere in merito tutte le nostre certezze?

La Storia ci mostra come persino il male più raffinato finisca in taluni contesti per apparire indistinguibile dal bene, e a covare con maggior evidenza tale contraddizione fu nel ‘secolo breve’ proprio la Germania nazista. A partire dagli anni Venti, le SS radunarono a Berlino donne dotate di singolari doti congiungendone il non ordinario destino alla società esoterica allora più esclusiva e potente. Di che donne stiamo parlando? Cosa le rese note in quegli anni e cospira invece tuttora per avvolgere le loro imprese nel silenzio?

Piuttosto complesso sintetizzare la trama di un libro così articolato e denso di rivelazioni: il rischio di rovinare la sorpresa e smarrire la tensione della scoperta è in agguato. Forse più opportuno concentrarsi sullo stile: l’autrice adotta una prosa scorrevole, come nella miglior tradizione del ‘page turner’ poliziesco, dove espressioni più letterarie affiorano con eleganza accanto a citazioni, in genere ironiche, soprattutto se rivolte alla cultura camp anni Ottanta, non lontane da certi richiami culturali alla Giorgio Vasta.

cms_18727/image001.jpgSul contenuto del libro, sveliamo soltanto un dettaglio: ciò che volgarmente denominiamo sesto senso, nelle giovani donne di cui sopra, gli ‘angeli’ del titolo, veniva sviluppato e moltiplicato fino a trasformarsi in qualcosa di assai diverso. Fu questo che le condusse a instaurare progressivamente rapporti inquietanti dapprima le une con le altre, poi con i gerarchi nazisti. E poiché non c’è mai fine allo stupore che i retroscena della Storia ufficiale possono provocare, in pieno conflitto mondiale assisteremo al loro allearsi col più incredibile e innominabile dei partner.

In merito si suggerisce al lettore di porre attenzione, terminata la lettura, anche ai materiali in appendice, che approfondiscono quanto raccontato nel romanzo e ne offrono a conferma una chiave di lettura addirittura più temibile.

Se il nucleo del racconto degli avvenimenti contemporanei è la scomparsa in tutta Europa di donne accomunate ancora dal medesimo, antico segreto, non meravigli che a condurre in seno all’Interpol di Roma un’indagine a tal punto sconveniente Gasbarri abbia posto un’irriducibile detective ebrea, una delle scelte più azzeccate del libro: le scabrose rivelazioni attuali della CIA deviazionista non sono mai sembrate tanto credibili.

Redazione

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