"LA LAVADORA" DI JERRY CALA’ E GINO CAPONE - EDIZ. BIBLIOTHEKA

In esclusiva per l’International Web Post

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A più libri più liberi 2021 ho avuto il piacere di intervistare Jerry Calà e Gino Capone, autori del libro “La Lavadora”. Edizione Bibliotheka

cms_24101/0.jpgUn antico detto cubano recita “Cuba es la isla donde nada està aislada” ossia nessuno a Cuba resta isolato. E’ difficile viverci perché la gran parte dei cubani sono poveri e anche se è tutto proibito, si può fare tutto.
Il libro è molto descrittivo e il lettore si cala nella scena, sente la musica, l’odore di salsedine che arriva dal mare, il caldo umido delle notti d’agosto. I due protagonisti Fulvio e Juanita sembrano i fidanzatini di Peynet. In amore non c’è nulla da capire, si ama e basta. La Dea della discordia è rappresentata dalla Lavadora (La Lavatrice) che Juanita vuole a tutti i costi per far sì che la mamma smetta di lavare a mano.
La storia è raccontata senza giudizio e senza pregiudizio,
scorre veloce e porta il lettore alla grande sorpresa che arriva nel finale.

Come nasce l’idea del libro?

Jerry Calà:E’ nata da un viaggio a l’Avana che ho fatto insieme a Gino Capone a metà degli anno ’90. Rtavamo ad un Festival del Cinema e ci hanno ispirato varie cose. Avevamo pensato di scrivere una storia per il Cinama ed era rimasta incompiuta.

C’è tornata in mente durante il lockdown perchè medici ed infermieri cubani sono venuti a prestare aiuto a noi italiani nonostante i loro problemi.

Il lockdown vi ha dato una mano per finirla!

E’ stata l’unica cosa positiva del lockdown.

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La Lavadora nasce dal desiderio di una ragazza cubana che come unico sogno voleva acquistare una lavatrice che a Cuba costa tantissimo!

E’ stato lo spunto per costruire la storia in cui abbiamo inserito tutto ciò che avevamo vissuto nel nostro viaggio che abbiamo fatto non come turisti ma come ospiti! Siamo entrati nel vivo della cultura dell’isola, nelle case della gente. Abbiamo avuto delle belle esperienze e da lì è nato questo libro.

Come siete stati da ospiti?

Jerry Calà: Ospiti ben accetti perché ci hanno fatto entrare nell’anima vera.

Gino Capone:hanno capito che le nostre intenzioni erano autentiche. Una volta fatta la sceneggiatura, una sera l’abbiamo fatta leggere ad un gruppo di ragazzi e qualcuno ha pianto. Ha capito che la storia era veramente calata nella loro quotidianità.

Jerry Calà:

cms_24101/00.jpgEra dalla loro parte. E’ un romanzo scritto sulla loro vita, le loro abitudini.
Hanno apprezzato perché avete raccontato il vero, purtroppo molto spesso i cubani vengono raccontati attraverso la povertà in cui vivono.Questo romanzo si può descrivere con una commedia di Eduardo de Filippo “Miseria e Nobiltà”.
Che cosa avete provato quando una professoressa ha chiesto ad un ragazzo cosa voleva fare da grande e ha risposto “Lo straniero”? Vogliono proiettarsi nel nostro mondo!

Gino Capone: Lì la vita è bella soprattutto per i luoghi. Qui abbiamo tutto ma non abbiamo niente!

Come lo definireste questo libro?

Jerry Calà: E’ un libro di fantasia ma ispirato in gran parte dalla realtà.

Il tema centrale è il viaggio. Immagino che siate stati a Cuba più di una volta. Qual è stata la differenza tra la prima e l’ultima volta?

Gino Capone: La seconda ci ha dato delle certezze confermando quello che pensavamo. Se hai delle conferme, vuol dire che hai lavorato bene.

Jerry Calà: nel secondo ci siamo sentiti veramente a casa.Torneremo a Cuba molto volentieri, stiamo aspettando di poter viaggiare tranquillamente perché abbiamo proprio voglia di viaggiare, di tornare in questo Paese e ritrovare degli amici.

C’è comunque l’idea di farne un film?

Jerry Calà: C’è già qualche produttore interessato. Vedremo…

Elisabetta Ruffolo

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