"Liberate Jacqueline" il grido dei Francesi

Francois Hollande concede la grazia

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"Signor Presidente, nostra madre ha sofferto, per tutti i lunghi anni del suo matrimonio è stata vittima del potere di nostro padre, uomo violento, dispotico e incestuoso". Così hanno scritto Sylvia, Carole e Fabienne figlie di Jacqueline Sauvage, nella richiesta di grazia in favore della madre, presentata al Presidente francese Francois Hollande. Era il 10 Settembre 2012, dopo essere stata picchiata ancora una volta dal marito in seguito ad una lite che aveva coinvolto suo figlio Pascal (che nello stesso giorno si suicidò) Jacqueline prese il fucile, lo caricò, raggiunse il marito sulla terrazza, chiuse gli occhi e sparò tre colpi alle spalle uccidendolo.

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La Francia si è mobilitata, dopo la condanna a 10 anni di carcere con questo slogan "Liberate Jacqueline" e grazie alle associazioni femministe, a personalità di diversi settori e a esponenti politici, sono state raccolte online 400.000 firme. Si è anche costituito un comitato di sostegno.

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Hollande ha concesso la grazia. Ripercorriamo brevemente la storia di questa donna vittima. Jacqueline figlia di una donna che a sua volta subiva violenza dal marito senza mai denunciare, ancora adolescente conosce Norbert Marot. I due si sposano hanno 4 figli. Dopo il matrimonio Jacqueline diventa vittima di violenze domestiche, in 47 anni di matrimonio era stata ripetutamente picchiata, addirittura dal 2007 al 2012 quasi 3 volte a settimana. Le sue figlie anche loro erano state vittime di abusi e violenze, ma la mamma non lo sapeva.Nel villaggio dove abitavano tutti sapevano. Un vicino chiamato a testimoniare così si rivolge all’accusata alla sbarra "Vi ringrazio, ci avete fatto un favore. Ora siamo tranquilli".

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E’ avvilente trovarsi sempre a parlare del tema della violenza sulle donne, quasi non fossero trascorsi secoli di storia e di evoluzione dei diritti umani. I dati sono allarmanti 102 donne hanno perso la vita in ambito familiare, 60mila hanno subito lesioni dolose, 3600 violenze sessuali, oltre 10mila atti persecutori, questa è storia di tutti i giorni.

cms_3417/foto_5_.jpg"Vi sono momenti nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo, un dovere civile e morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre" O. Fallaci. Il silenzio è il peggior nemico delle donne che soffrono violentate da uomini nella maggior parte dei casi da mariti, compagni o padri che si fanno forti proprio di quel silenzio. Aiutiamo queste donne a trovare la voce, incoraggiamole a reagire, facciamo in modo di essere la loro voce. Solo quando non dovremmo più piangere una donna uccisa o abusata proprio da chi dovrebbe amarla, solo allora questo urlo di dolore si trasformerà in urlo di gioia.

Tina Camardelli

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