"UOMINI E DONNE OVER"

IL SENTIMENTO NELL’ETA’ MATURA

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Quando, in orario di forzoso relax nel dopo pranzo, si ricerchi un programma televisivo che induca alla distensione, può suscitare qualche perplessità imbattersi in un intrattenimento popolare come quello condotto da Maria De Filippi, “Uomini e Donne Over”, una colorita rappresentazione dei rapporti sentimentali fra i due sessi in età matura. Molte le derive che sembrano essere andate oltre una semplice caduta di stile, portatrici di alti livelli di audience in una fascia oraria seguita da spettatori di ogni età. Manifestazioni che, se sottoposte all’attenzione di eventuali spettatori in età formativa, potrebbero veicolare esempi di dubbio valore sociale, dunque scarsamente educativi.

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Tra i tanti "naufragi" sentimentali che si sono susseguiti nel corso delle stagioni, emerge protagonista la paradossale soap opera portata avanti da Giorgio Manetti – subito auto-soprannominatosi “George” e qualificatosi anche come “gabbiano” per paragonarsi al volatile del libro di Richard Bach, il famoso Jonathan Livingston, in cui si identificherebbe la natura estremamente libera e indipendente – e Gemma Galgani, che ha per analogia assunto il nome di “Gem”. Mentre si avvia a festeggiare sessantadue “primavere”, il Manetti continua a galvanizzare la scena del programma in un continuo tira e molla con le "coraggiose" signore, aspiranti principesse in attesa di vivere una nuova e spensierata fiaba d’amore.

Proprio la fine della relazione fra George e Gem, in seguito alla improvvisa decisione della stessa signora di piantare quel sempre "svolazzante gabbiano", ha inciso in modo significativo sul programma, trasformatosi oramai nell’arena in cui Gemma potesse recuperare il proprio nome dalla storpiatura “Gem”, divenendo in compenso bersaglio di motteggi, sberleffi e persino ingiurie (tra cui l’epiteto di “mummia”, a mortificazione dell’età). L’autrice di tali atti è quasi sempre l’opinionista Tina Cipollari, che parteggia apertamente per il "gabbiano" apparso, comunque, spiazzato dalla fine di quel rapporto che lo gratificava per il darsi reciproco in una “esclusiva” che, soprattutto da parte sua, aveva insito un termine temporale in attesa di incontrare e selezionare altre potenziali compagne di vita.

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Però non c’è stata nessun’altra “principessa”, nonostante il via vai di aspiranti apparse sempre poco consce di non essere in grado, ognuna per il suo verso, di soddisfare in un sol colpo le mire di Giorgio Manetti, presumibilmente tendenti alla nuova conquista di una donna attraente ma anche colta, autonoma se non addirittura in posizione agiata, libera da legami familiari e dotata di femminilità unita a un porgersi con eleganza.

Tutto ciò per cui Gemma Galgani rimane ancora l’unico vero fiore all’occhiello di un pretenzioso “gabbiano” sembrerebbe aver fatto puntare, al tempo stesso, anche alla “demolizione” di lei, in quanto “principessa” decaduta ma sempre scomoda per la sua ragguardevole e indomita presenza, il cui cimentarsi, sia pure nell’essersi esposta come orpello di conquiste di paglia, fa da contraltare agli inconcludenti “svolazzi” del “gabbiano” rimasto ormai solo.

Allo scotto da far pagare alla stessa signora, rea di averlo messo in cattiva luce, sembra appunto provvedere soprattutto l’opinionista Tina Cipollari che, nella reciprocità di convenevoli con il “gabbiano”, verso lo stesso ha una ragione di gratificazione nel sentirsi chiamare “passerotto”: sembrano infatti “cinguettii” quelli contraccambiati spesso a Giorgio Manetti, difendendone anche certe ambiguità e prese di posizione.

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Di contro, appaiono vere e proprie “manate” quelle che, sia pure scansate quando ne sia stato fatto cenno addirittura a livello fisico da Tina Cipollari, vengono inferte alla dignità e all’amor proprio di Gemma Galgani che, a più riprese, viene presa di mira dal punto di vista sia intellettivo che fisico. Da ricordare, a tal proposito, l’episodio in cui la Cipollari ha chiamato a raccolta le donne di "taglia over" presenti fra il pubblico, per fare da supporter nello show tendente ad incensare, soprattutto, la sua stessa fisicità, contrapposta a quella più longilinea della Galgani.

Comunque, l’accanimento dell’incontenibile opinionista sembra fare da sfondo all’ambiguo porgersi dello stesso Giorgio Manetti che, pur volendo dare a intendere di essere fuori dal gioco persecutorio della opinionista, in realtà ha sempre continuato a fare leva sulla fragilità emotiva di Gemma Galgani che, com’era facile intuire, sarebbe stata ancora molto influenzabile, non avendo affatto smaltito il sentimento su cui aveva cercato di far valere la ragione, al fine di troncare il rapporto con il “gabbiano” che, per lei, sembrava senza sbocchi.

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E’ stato anche sin troppo evidente il motivo per cui Gemma Galgani abbia avuto l’ingenuità di tentare una nuova “disperata” conquista del “gabbiano”, spinta dal sentimento non ancora spento ma, soprattutto, da una speranza più volte “incoraggiata” dal Manetti con ammiccamenti vari e dalla Cipollari con inviti diretti a convincere Gemma a concedersi una cena all’insegna di un rilassato superamento di quanto ancora non chiarito con il “gabbiano”. La stessa era stata indotta precedentemente a un ballo che, solo per lei, era stato rievocativo di una passata emozione, laddove persino una struggente missiva, scritta e letta da una Gemma in lacrime, non aveva sortito altro se non indifferenza nell’ex compagno.

Poiché per la indomita Gemma Galgani il risultato è stato sempre quello dell’essersi esposta ad una nuova pioggia di spietati giudizi, soprattutto da parte della solita Tina Cipollari pronta ad irriderla per l’illusione coltivata invano, l’augurio da farle per il 2018 potrebbe essere di seguire il saggio detto secondo cui: “ Pensando allo sdegno, l’amore passa”; lo stesso che sembra avere suggerito di cercare un programma diverso anche agli spettatori che si divertivano a seguire “Uomini e donne over” sino a quando non hanno avuto la sensazione di assistere a discutibile “presa a soggetto” di una malcapitata preda.

Rosa Cavallo

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