170mila vittime nel mondo.

24.648 i decessi in Italia dall’inizio dell’emergenza. "Perdita olfatto sintomo precoce, isolare subito i pazienti"

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Sono 170.261 le vittime del coronavirus in tutto il mondo. E’ l’ultimo conteggio fatto dalla Johns Hokinks University, secondo cui i casi sono quasi 2,5 milioni, per la precisione 2.501.156. Il Paese che registra il maggior numero di vittime sono gli Stati Uniti, con 42.295 decessi, poi l’Italia, con 24.114 morti, e la Spagna, con 20.852.

Classifica che vede l’Italia invece terza per contagi con 181.228 casi. Mentre al primo posto si confermano gli Usa con 788.110, seguiti dalla Spagna con 204.178.

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cms_17175/5.jpgSono 534 i morti in Italia per Coronavirus nelle ultime 24 ore, per un totale di 24.648 decessi dall’inizio dell’emergenza. I dati forniti dalla Protezione Civile confermano però che la situazione dei contagi e negli ospedali italiani continua a migliorare.

In questo senso, spicca per il secondo giorno consecutivo la diminuzione dei casi attualmente positivi. Se ieri la riduzione del numero dei malati era stata di 20 unità rispetto al giorno precedente, oggi si registrano ben 528 contagiati in meno. Il totale degli attualmente positivi scende così a 107.709. Cala in maniera significativa anche il numero delle persone ricoverate con sintomi: sono 24.134, con un decremento di 772 unità nelle ultime 24 ore. E continua a scendere il numero dei pazienti in terapia intensiva, 102 in meno rispetto a ieri per un totale di 2.471. In isolamento domiciliare 81.104 persone.

I guariti sono in tutto 51.600, di cui 2.723 nelle ultime 24 ore (nuovo record). Dall’inizio dell’emergenza i casi totali sono 183.957 (+2.729). In tutto, sono stati eseguiti 1.450.150 tamponi.

cms_17175/bilancio_2104.jpg

cms_17175/università-padova-wecanjob.jpgLe alterazioni dell’olfatto o del gusto come sintomi di Covid-19 sono segnalati sempre più spesso da pazienti poco sintomatici, e a volta come segnale precoce della malattia, e per questo sarebbe necessario un immediato auto-isolamento, in attesa del tampone, per evitare che queste persone diventino importanti diffusori della malattia. E’ quanto emerge da uno studio, pubblicato sul ’Jama’, condotto da ricercatori dell’Università di Padova insieme a colleghi britannici.

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L’indagine è stata condotta su 202 pazienti Covid-19 in isolamento domiciliare moderatamente sintomatici, ed è risultato che ben 130 (il 64,4%) avevano un’alterazione del senso dell’olfatto o del gusto, laddove altri sintomi frequenti erano astenia (68,3%), tosse secca o produttiva (60,4%) e febbre (55,5%). E fra tutti i pazienti, il momento di insorgenza delle alterazioni di gusto e olfatto era precedente gli altri sintomi nell’11,9%, contemporaneo nel 22,8% e successivo nel 26,7%. Inoltre era l’unico ’effetto’ della malattia nel 3% dei pazienti. E ancora, dalla ricerca è risultato che tra le donne l’alterazione del senso dell’olfatto o del gusto era più frequente (72,4% dei casi) rispetto agli uomini (registrata nel 55,7% dei pazienti). "I dati - commenta Paolo Boscolo Rizzo, del dipartimento di Neuroscienze dell’università di Padova e professore associato alla Clinica di otorinolaringoiatria di Treviso - hanno evidenziato come alterazioni dell’olfatto o del gusto siano frequentemente segnalate da pazienti moderatamente sintomatici con infezione da Sars-CoV-2 e spesso sono il primo sintomo della malattia. Poiché soggetti paucisintomatici sono importanti diffusori della malattia, suggeriamo l’auto-isolamento per i pazienti che lamentano un’alterazione dell’olfatto o del gusto, in attesa dell’esecuzione e dell’esito del tampone. Proponiamo inoltre l’inclusione di queste alterazioni negli elenchi dei sintomi pertinenti di Covid-19 riconosciuti dall’Organizzazione mondiale della sanità", conclude.

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