28.710 le vittime in Italia dall’inizio dell’emergenza Coronavirus

Silvestri: "Virus in grande ritirata dall’Italia"

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cms_17329/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgSono 192 i decessi in Italia e non 474 come era apparso dai dati comunicati dalla Protezione Civile. Il dato è corretto ma, secondo quanto ha spiegato la Regione Lombardia, contiene anche 282 vittime lombarde di aprile che vengono comunicate dai Comuni a fine mese. Una circostanza che però, a quanto si apprende, non era stata specificata dalla Regione nell’inviare i dati al ministero della Salute.

Per la prima volta da circa un mese e mezzo il numero dei decessi in 24 ore scende quindi sotto le 200 unità. Il totale delle vittime nel Paese dall’inizio dell’emergenza Coronavirus è di 28.710. Gli attualmente positivi sono 100.704, con una diminuzione di 239 unità rispetto a ieri. I guariti sono in tutto 79.914, in aumento di 1.665 nelle ultime 24 ore. Calano ancora i ricoverati con sintomi (17.357, -212) e i pazienti in terapia intensiva (1.539, -39). In isolamento domiciliare si trovano ancora 81.808 persone. I casi totali dall’inizio dell’emergenza sono 209.328 (+1.900). In tutto sono stati eseguiti 2.108.837 tamponi, i casi testati sono 1.429.864.

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"Continua la grande ritirata di Sars-CoV-2 dall’Italia". Parola del virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta (Usa), che commenta sui social gli ultimi dati della Protezione civile. Calano "i ricoveri in terapia intensiva per Covid-19 (ieri calo di altre 116 unità, da 1694 a 1578), ma calano anche i ricoveri ospedalieri (scesi di altre 580 unità, da 18.149 a 17.569) e ieri si è anche abbassato il numero dei decessi per Covid-19 (285 unità). Quindi barra a dritta e avanti tutta verso la fine del tunnel", sottolinea Silvestri.

Da Silvestri una ’ricetta’ da Oltreoceano per una riapertura in sicurezza: "Guardando la regolarità con cui i numeri di Covid-19 in Italia continuino a scendere, è forte la tentazione di dire: ’Lasciamo che il virus sparisca senza cambiare la formula vincente’. Ma mi rendo conto che la sofferenza economica e socio-sanitaria legata al lock-down ormai sta superando quella causata dal virus", spiega il virologo elencando i suoi ’3 punti’ per la riapertura. Con una precisazione: "Come sapete, io non faccio parte di alcun comitato consultivo ufficiale in Italia. Ed è giusto così perché il premier Conte ed il ministro Speranza sono circondati di ottimi consiglieri tecnico-scientifici, mentre i miei ruoli istituzionali sono negli Usa e non in Italia".

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"Ma se ipoteticamente qualcuno che comanda mi chiedesse un opinione, gli direi che la nostra ricetta si basa su tre semplici principi: monitoraggio (sia delle infezioni che del livello di immunità, con test sierologici e virologici, ed anche con contact tracing), flessibilità (sia nel riaprire che, se necessario, nel richiudere, anche a livello loco-regionale), e coordinazione (a livello nazionale, tra regioni, ma anche internazionale, integrandosi con le strategie usate in Europa, Usa, Cina etc)". Tre punti, dunque, uniti a un’ultima indicazione: "Almeno nelle prime settimane di apertura, con il virus che ancora circola, sarà cruciale - sottolinea Silvestri - usare molte mascherine, buon distanziamento sociale e tanta igiene personale".

"Presto, cari amici, torneremo tutti alla normalità, ne sono convinto. Ma dobbiamo gestirla bene questa transizione, non alla carlona, perché il rischio di andare a sbattere contro un altro muro non è per niente piccolo", rassicura il virologo.

"Quando si dice ’a questo virus non piace il caldo’ - continua Silvestri - non ci riferisce alla temperatura a cui il virus stesso viene disattivato dal calore, ma alle temperature che rendono instabili le goccioline di fomiti (saliva, starnuti, tosse etc) che trasportano il virus nell’ambiente". "Questo meccanismo è noto ai virologi da decenni, e spiega perché tutte le infezioni virali respiratorie sono altamente stagionali con chiarissima predilezione per l’inverno", aggiunge Silvestri. Lasciando aperta la finestra della speranza nell’effetto della stagione calda ormai alle porte sulla diffusione di Sars-Cov-2.

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