5G: cosa cambierà nelle nostre vite?

Nel frattempo Tim esclude Huawei dai potenziali fornitori

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Negli scorsi giorni, secondo una indiscrezione diffusa dall’Agi, Huawei sarebbe stata esclusa dall’elenco dei potenziali fornitori per la rete 5G di Tim in Italia e in Brasile. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, questa decisione non avrebbe nulla a che vedere con aspetti di natura politica, ma sarebbe soltanto per una diversificazione dei partner. Huawei aveva però risposto alle accuse che venivano mosse sulla inaffidabilità delle sue strutture, dichiarando che la loro prerogativa è la sicurezza e lo sviluppo dell’Italia digitale. Ma cos’è esattamente e quali cambiamenti comporterà il 5G in Italia e nel mondo? 5G è una sigla che sta per “5th Generation”, ovvero la quinta generazione di rete mobile che andrà a sostituirsi all’attuale 4G LTE.

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Sono passati numerosi anni, da quando, nel 1982, fu introdotto il Nordisk MobilTelefoni, il primo sistema 1G, e da allora approssimativamente ogni 10 anni è apparsa una nuova generazione di telefonia mobile. Già nel giugno del 2011 la prima proposta di 5G per reti mobili apparve sull’ IEEE Communications Magazine quando in uno speciale furono pubblicati i primi rapporti sulle misurazioni dei canali radio che convalidavano la possibilità di usare le frequenze delle onde millimetriche per la comunicazione mobile urbana. A differenza dei suoi predecessori, il 5G non avrà soltanto una maggiore velocità di navigazione, ma permetterà di usare la rete mobile per tutta una serie di servizi che finora sono stati appannaggio di altri mezzi.

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La bassissima latenza, inoltre, lo renderà preferibile ad una Adsl ed in futuro potrebbe anche soppiantare l’attuale Fibra. L’idea di base sarebbe quella di rimuovere i modem da collegare per rimanere sempre connessi. C’è da dire però che alle nuove generazioni vengono assegnate nuove bande di frequenza e maggiore larghezza di banda spettrale per canale di frequenza (dai 30 kHz del 1G ai 20 MHz del 4G), ma i detrattori sostengono che sia poco spazio libero per larghezze di bande sempre più larghe, e che le sequenze più alte si sovrapporrebbero alle trasmissioni in banda K dei satelliti per telecomunicazioni. In Italia, infine, ci vorrà tempo affinché la rete 5G soppianti l’attuale LTE; non solo a livello di copertura, ma anche e soprattutto di diffusione dei prodotti atti a sfruttare la nuova rete.

Francesco Maria Tiberio

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