60 MILIONI DI EURO PRONTI A LASCIARE LE CASSE DELLO STATO

Partono gli emendamenti, favoriti i temi del sociale. Tutti i dettagli

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Grandi novità in arrivo da Palazzo Madama: la Commissione Bilancio del Senato ha approvato due emendamenti in favore di categorie differenti tra loro, ma estremamente bisognose di sussidi. Stiamo parlando dei cosiddetti caregiver, ovvero coloro che si occupano quotidianamente di familiari non autosufficienti, e delle librerie. I provvedimenti, che portano le firme di Laura Bignami e di alcuni esponenti del Pd, hanno riscosso un successo non indifferente tra i senatori della Commissione Bilancio, tanto da guadagnarsi l’unanimità.

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“Il sostegno - recita l’emendamento - è destinato alla persona che assiste e che si prende cura del coniuge, di una delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, o di familiare fino al terzo grado che non sia autosufficiente, sia ritenuto invalido o sia titolare di indennità di accompagnamento”. La manovra conta su un fondo da 60 milioni di euro, da distribuire nel corso del triennio 2018-2020: 20 milioni di euro annui, dunque, a favore di quelle famiglie che, più di tutte, risentono della crisi economica. L’Italia è il Paese più “vecchio” d’Europa: secondo un recente studio Istat, la percentuale di anziani (over 65, per intenderci) ammonterebbe al 22% circa della popolazione complessiva, destinata a salire al 26,5% entro il 2030. Ciò è certamente sinonimo di una migliore qualità della vita, ma espone a problematiche del tutto sconosciute agli Stati più “giovani”: l’anzianità, purtroppo, è spesso sinonimo di scarsa indipendenza, di malattia e invalidità che pesano come macigni sul reddito degli italiani. Un intervento a loro tutela si è quindi reso del tutto inevitabile, quasi necessario alla sopravvivenza della Penisola. La spirale di povertà tende a risucchiare i più deboli, relegandoli al margine di una società che “arranca” costantemente: secondo le stime del Censis, già 561 mila famiglie che assistono membri non autosufficienti sarebbero al limite delle loro possibilità economiche, superato il quale si cominciano a vendere le proprietà, a tirare la cinghia, fino a cedere la propria abitazione per poter mettere qualcosa sotto i denti. Una lunga discesa in un baratro fatto di conti in rosso, prestiti, debiti da saldare, che acuisce il già gravoso fardello sulle spalle di soggetti anziani o invalidi, colmando di amarezza e senso di colpa gli ultimi, dolorosi anni di vita. Complici dello stillicidio sono certamente i costi delle cure e di un’assistenza dignitosa: i familiari, spesso, non hanno tempo materiale per occuparsi dei malati, sommersi da ritmi lavorativi sempre più incalzanti sulla spinta delle difficoltà economiche. Ci si rivolge così all’assistenza domiciliare o ad apposite residenze; peccato che le prestazioni di una badante in regola costino circa 15mila euro all’anno, mentre per le strutture private si vola a 3-4mila euro al mese. Superfluo chiedersi perché i caregiver si ritrovino ormai sul lastrico, bisognosi più che mai di quella che sarà una “manovra-ancora”.

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Passiamo alle librerie: previsto per loro uno sconto fiscale con un credito d’imposta su Imu, Tasi, Tari e sull’eventuale affitto, nel caso il locale non fosse di proprietà. Per le strutture “ricomprese in gruppi editoriali dagli stessi direttamente gestite” lo sgravio si fermerà a 10mila euro, mentre per le indipendenti potrà raggiungere i 20mila.

cms_7826/4p.jpgSono parte della manovra anche i 2 milioni annui stanziati a sostegno delle manifestazioni carnevalesche di carattere storico-culturale, come le rievocazioni di eventi leggendari e le manifestazioni tipiche delle tradizioni locali. Ancora in bilico, invece, i provvedimenti che riguardano il tanto discusso “bonus bebè” e il superticket, che dal 2007 grava sulle ricette per le prestazioni di diagnostica e specialistica con un importo aggiuntivo di 10 euro, risparmiando solo malati cronici o affetti da malattie rare, reduci di guerra, invalidi civili, disoccupati, anziani, bambini e pensionati con un reddito inferiore ai 36.150 euro annui. “Bonus bebè” e superticket saranno al centro della discussione del Senato prevista per le 9,30 di domani, in cui sarà presa in esame l’intera manovra, revisionandone il testo. L’assemblea avrebbe dovuto riunirsi già ieri pomeriggio, ma il presidente Grasso ha deciso di accogliere il posticipo proposto dal presidente della V commissione, Giorgio Tonini, concedendo qualche ora di lavoro e riflessione in più.

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Al di là di eventuali “ritocchi” al testo, l’orientamento degli emendamenti risulta ad oggi ben chiaro: si punta sul supporto sociale, su una politica più attenta al welfare, sebbene con ancora molte lacune da colmare. Nel caso dei sussidi rivolti ai familiari di invalidi e anziani non autosufficienti, l’intento di fondo è palese, con un intervento che parte forse già in ritardo rispetto alle esigenze della popolazione. Dinanzi a bisogni così urgenti, frutto di situazioni al limite della drammaticità, gli aiuti alle librerie potrebbero apparire quasi decontestualizzati, superflui, futili. Invece anche loro si configurano come un potenziale impulso a favore della crescita collettiva, sia a livello culturale che sociale. Le librerie, se rese efficienti e accattivanti per i più giovani, potrebbero trasformarsi in luogo di aggregazione per i teenager, sottraendoli alle tante insidie di un mondo sempre più virtuale, sempre meno tangibile e concreto. Non dimentichiamo, inoltre, che i libri costituiscono nutrimento per le coscienze, affinandone le capacità critiche oltre che intellettive; ciò produce generazioni non asservite a un potere dispotico e all’omologazione di massa, bensì aperte a una democrazia costruttiva, libera dalle ipocrisie di un’ignoranza che, fin troppo spesso, si veste di realistiche menzogne.

Federica Marocchino

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