ACCORDI POST-BREXIT, L’IRLANDA DEL NORD NON CI STA

Le dimissioni del primo ministro Givan e l’instabilità politica nel paese

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L’Irlanda del Nord ripiomba in un clima di instabilità politica con le dimissioni del primo ministro Paul Givan. Il gesto sarebbe riconducibile, come lui stesso ha confermato, alla protesta contro il Northern Ireland Protocol, frutto degli accordi post-Brexit fra Regno Unito e Unione europea. “Oggi è la fine di quello che è stato il privilegio della mia vita”, questo il commento dell’unionista, che non ha nascosto il suo risentimento. La sua ritirata determina la caduta del governo perché viene meno anche il ruolo della vice "first minister", Michelle O’Neill.

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A scatenare l’ira di Givan sono state, per la precisione, le regole commerciali post-Brexit e un episodio in particolare. Un suo collega, infatti, dopo aver tentato di fermare i controlli sulle merci giunte dalla Gran Bretagna, è stato ammonito dall’Unione Europea e dall’Irlanda stessa.

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Perché il Northern Ireland Protocol ha suscitato tanta indignazione tra le fila unioniste? In origine, Gran Bretagna e Unione Europea avevano concordato uno stop dei controlli alle frontiere con l’Irlanda del Nord. Nella pratica, tuttavia, il protocollo ha contribuito a creare una sorta di barriera nel Mare d’Irlanda per i carichi in arrivo dalla Gran Bretagna. Ciò ha portato un certo scompiglio tra gli esponenti filo-britannici, spingendo Londra a cercare di rivedere l’accordo firmato nell’ormai lontano 2020, prima della Brexit.

Leonardo Bianchi

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