ADDIO A INTERNET EXPLORER

Da leader indiscusso all’inesorabile declino, lo storico browser va in pensione dopo 27 anni

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Il 15 giugno 2022 è stata la data di “morte informatica” di Internet Explorer (IE), primo storico browser di casa Microsoft, che è stato permanentemente disattivato dopo quasi 27 anni di onorato servizio. Il Colosso di Redmond ha spiegato che la scelta dipesa da esigenze di sviluppo, ma negli ultimi anni il supporto e l’utilizzo è diminuito. Infatti già dal 2016 era stato interrotto il supporto tecnico per le versioni di Internet Explorer precedenti alla 11, nel 2020 era stato escluso dalla suite Microsoft 365, ed infine l’anno scorso Microsoft aveva annunciato che il browser non sarebbe stato più supportato nelle sue versioni consumer. Secondo quanto anticipato dalla casa madre, per alcuni mesi si verrà automaticamente reindirizzati sul nuovo browser ufficiale Microsoft Edge nel caso in cui si cercasse di aprire Internet Explorer, e in seguito il programma sarà completamente disattivato tramite i vari aggiornamenti regolari di Windows.

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Nato nel 1995 come un browser web grafico, fu per moltissime persone il primo accesso alla rete così come la conosciamo oggi, ovvero un’interfaccia grafica capace di visualizzare le poche centinaia di pagine scritte in HTML presenti sulla rete. Ai tempi non erano ancora ben chiare le infinite potenzialità della rete: come suggerisce anche il nome “Explorer”, il browser aveva l’obbiettivo di far esplorare sia una novità come il Word Wide Web agli utenti ma allo stesso tempo far capire allo staff di Bill Gates se questa fantomatica rete (basata sul protocollo Tcp/Ip) in grado di connettere tutti i computer del mondo, si sarebbe sviluppata e se sarebbe stata veramente in grado di cambiare l’utilizzo dei computer. Nonostante non fosse il primo browser di questo tipo, in quanto l’anno prima nacque il rivale Netscape Navigator di Marc Andreessen, Explorer riuscì a trionfare anche perché Microsoft decise di distribuire la propria creazione già inclusa nel sistema operativo Windows 95: cambiare browser diventò così un compito degli utenti, che nella maggior parte dei casi non lo fecero.

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Dal 2004 però, iniziarono ad affermarsi browser dotati di caratteristiche innovative e di un maggiore rispetto degli standard, spesso gratuiti o addirittura opensource come Opera, Mozilla Firefox, Safari o successivamente Google Chrome. Infine, in quella che viene definita come la seconda guerra dei browser, proprio l’arrivo di queste alternative portò ad un azzeramento totale della quota di mercato di Explorer (che nel 2004 si aggirava al 90% ed oggi è al 2%), in quanto il Colosso di Redmond si trovò impreparato di fronte all’attacco di prodotti dal potenziale così alto. Quest’ultimo si rese conto che continuare ad aggiornare Explorer sarebbe stata un’utopia e quindi nel 2016 nacque Microsoft Edge, basato su Chromium os, che riuscì a trovare una sua fetta del mercato non puntando sulla quantità di funzioni ma sull’immediatezza ed il minimo consumo di ram rispetto ai concorrenti.

Francesco Maria Tiberio

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