ADELE AI BRIT AWARDS 2022…DO YOU DRESS MADE IN ITALY?

Considerazioni di stile vs body shaming

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La 42esima edizione dei Brit Awards, che da sempre premia i migliori artisti musicali inglesi, ma anche gli artisti stranieri che hanno avuto maggior successo nel Regno Unito, è andata in scena a Londra, e come sempre, la location è stata l’Arena “The O2”. La lingua musicale è stata senza dubbio l’inglese, ma sul red carpet, come sulla maggior parte dei red carper, la lingua che ha trionfato è stata quella italiana del Made in Italy.

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Prima di iniziare ad analizzare gli outfit indossati dalla strepitosa Adele devo fare delle considerazioni sulla feroce polemica scoppiata, via social, tra il giornalista, Davide Maggio e la cantante, Emma Marrone. Durante una diretta su Instagram il giornalista, commentando uno degli outfit indossati dalla cantante durante il festival di Sanremo, ha detto questa frase: “Se hai una gamba importante eviti di mettere le calze a rete”. La cantante ha subito replicato, sempre via social, accusando il giornalista di fare body shaming vestito da politically correct e, rivolgendosi soprattutto alle sue fan più giovani ha detto, tra le altre cose: “…anzi, con le calze a rete abbinate anche una bella minigonna e mostratele queste gambe importanti”. Il giornalista ha voluto poi specificare che le sue parole erano rivolte esclusivamente ad una sua scelta di stile discutibile e non ad offendere la sua cantante. Al netto di tutto l’enorme polverone, devo confessarvi, che io sto con il giornalista, le sue parole sono state ineccepibili e non offensive, il body shaming è ben altro. Il fenomeno del boby shaming è rivolgersi alle persone con frasi inconcepibili come: “ma ti vedi come sei brutta/o…è meglio che ti uccidi” oppure “fai schifo! Ma non ti vergogni a farti i selfie con quei denti, con quel naso…?”. E di questo passo si potrebbe andare avanti all’infinito con le oscenità che si possono leggere sui social, e che hanno toccato, più o meno, tutti noi. Davide Maggio ha solo espresso una considerazione di stile per un outfit della Marrone, considerazioni che molte persone, pagando, chiedono ai consulenti d’immagine senza sentirsi offesi. E’ la medesima cosa che cerca di fare la sottoscritta, attraverso l’analisi degli outfit, non per dare un giudizio sulla persona, ma sui capi e sui colori che potrebbero essere valorizzanti rispetto ad altri analizzando body shape, pelle e capelli delle star da cui trarre un mood ispirazionale riconoscendosi nelle medesime caratteristiche fisiche. Come fashion editor e consulente d’immagine, questo è il mio lavoro, senza alcun intento di voler fare body shaming, ma con l’intento di valorizzare i punti di forza e celando quelli più critici per ogni body shape. Dopo di ché, ognuna di voi, può scegliere se seguire o meno le indicazioni di un consulente d’immagine, di uno stylist o di un fashion editor. Fatto salvo, che ognuno di noi può indossare quello che vuole senza doverne dare conto a chicchessia, è altrettanto giusto non risentirsi solo per una considerazione di stile. Volendola vedere, puramente sotto l’aspetto tecnico, Davide Maggio ha espresso una considerazione corretta: una gamba “importante” viene penalizzata da collant a rete, in pizzo, lucidi o poco coprenti, ma detto questo, se avete gambe importanti e personalità da vendere, indossateli questi benedetti collant a rete, ma accettate chi, come la sottoscritta che è anche una portatrice sana di gambe importanti, ha un parere diverso sul buon gusto e sull’opportunità di alcuni outfit. Questo non è body shaming vestito da politacally correct, ma lavoro sull’immagine, come ha anche sottolineato il make up artist, Diego Dalla Palma con queste parole: “Vogliamo, d’ora in avanti, chiudere la bocca anche a chi è esperto di abiti, di acconciature, di trucco?”.

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In questa 42esima edizione dei Brit Awards la cantante che ha sbancato è stata Adele che si è portata a casa ben tre importantissimi premi: Album of the year, Artist of the year, Song of the year, i quali hanno coinciso con altrettanti tre cambi di outfit, due su tre, made in Italy. Il primo abito scelto per il red carpet è stato un long dress della maison Giorgio Armani Privé, in velluto nero, modello a sirena con vertiginoso scollo a cuore, il quale era impreziosito da un velo di tulle con micro pois che, dietro la schiena, si trasformava in un lungo strascico. L’abito che, strategicamente, lascia scoperte le spalle, segna il punto vita e focalizza l’attenzione sul decolté della cantante è perfetto per fitting, orlo, per la body shape di Adele, per donare un’allure timeless. A completare la perfezione dell’outfit ci pensano make up ed acconciatura. Il secondo abito, della maison Valentino, che ha indossato per esibirsi sul palco dei Brit Awards è un long dress in chiffon ricoperto da micro paillettes gold. Anche questo abito è perfetto per lei e ripropone gli elementi strategici del primo: spalle scoperte, punto vita segnato, scarpe ton sur ton, fitting valorizzante, ma non costrittivo. In questa edizione sono state poche le star che hanno brillato per glamour, ma la cantante Adele ha trionfato sia per le sue doti canore, sia come perfetto esempio di glamour sofisticato e timeless.

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Questa volta non hanno vinto alcun premio, ma i Maneskin, tutti vestiti dalla maison Gucci, hanno portato il loro stile glam-rock con un’impronta di libertà sessuale nella capitale inglese. A colpire l’attenzione dei fotografi non è stato l’uso smodato di lattex nei loro outfit, ma il choker di Damiano con un vistoso sex toy facente funzione di ciondolo. Anche durante la scorsa edizione del festival di Sanremo Damiano aveva sfoggiato, questa volta alla cintura, un sex toy a voler rimarcare l’abbattimento di ogni pregiudizio e tabù quando si parla della personale sfera sessuale. Grazie ai Maneskin, ma anche grazie ad Emma Marrone ed Achille Lauro, la maison Gucci, nello scorso festival di Sanremo ha conquistato il primo posto come brand più indossato ed influente, seguito dalle maison Valentino e Giorgio Armani. La piattaforma di data analysis, Launchmetrics ha stilato un rapporto sui brand che hanno avuto maggiore impatto sul pubblico del Festival. Launchmetrics, analizzando like, share, visite ai siti dei brand, incassi, ha incoronato la maison Gucci come brand più influente del festival, ambito dai più giovani, i quali si riconoscono nello stile dei Maneskin, della Marrone e di Lauro.

T. Velvet

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