ADOLESCENTI A RISCHIO

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Sul come affrontare e sostenere le nuove generazioni nella loro crescita se ne parla in tutti gli ambiti: dalla famiglia alla scuola, dagli addetti ai lavori agli studiosi, dai giornali alla televisione e sulle riviste di settore. È trattato sempre con una certa impotenza, come se oggi la nostra società non fosse più capace di sostenere e educare coloro che in futuro la porteranno avanti.

Per i giovani di oggi il mondo è pericoloso. Non hanno mai conosciuto quel famoso mondo pieno di promesse e di cui sognavano le generazioni precedenti, sono figli di un futuro gravido di minacce.

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Nella nostra società, da un po’ di tempo a questa parte, l’adolescenza si è notevolmente allungata; ma non è possibile parlare di un semplice “prolungamento” del periodo adolescenziale: si tratta, in realtà, di un importante sintomo della profonda instabilità della nostra società. Si direbbe quasi che chi entra nella crisi adolescenziale non possa uscirne perché la crisi personale si scontra con quella della cultura. La società non è più in grado di offrire il contesto protettivo e strutturale che questa crisi esige: le diverse istituzioni deputate a educare, a trasmettere e a curare ciò che va male agiscono come se non ci fosse nessuna crisi, come se ci fossero solo delle difficoltà da superare con l’aiuto della tecnica e un po’ di buona volontà.

Oggi per i giovani, la minaccia del futuro si è sostituita all’invito a entrare nella società, a condividere, a conoscere e ad appropriarsi dei beni della cultura. Nella pratica quotidiana dell’educazione, si passa dall’invito al desiderio a una variante più o meno dura di quello che si potrebbe chiamare apprendimento sotto minaccia, si sta alimentano in questo modo una rappresentazione sociale negativa di questa età, che si ritorce contro gli adolescenti stessi.

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Ci troviamo a vivere in una società nuova e complessa, rispetto a quelle che ci hanno preceduto. Il tratto distintivo della situazione attuale, rispetto al percorso evolutivo del passato, va rintracciato, nel ritmo più che accelerato con cui, negli ultimi tempi, si susseguono i cambiamenti. Quella occidentale è sicuramente una società economicamente molto sviluppata, ma sono proprio le citate accelerazioni che facendo mutare costantemente volto all’insieme sociale, creano un disorientamento e uno smarrimento di tale intensità da risultare devastanti per l’equilibrio stesso del singolo o dello stesso nell’ambito del contesto in cui vive, soprattutto nel periodo adolescenziale.

Leonardo Bianchi

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