ADULTO E’ COLUI CHE…

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Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato, ne è diventato il padre e la madre.

Adulto è colui che ha curato le ferite della propria infanzia, riaprendole per vedere se ci sono cancrene in atto, guardandole in faccia, non nascondendo il bambino ferito che è stato, ma rispettandolo profondamente riconoscendone la verità dei sentimenti passati, che se non ascoltati diventano presenti, futuri, eterni.

Adulto è chi si assume le proprie responsabilità.

Responsabile è chi prende la propria vita in carico, senza più attribuire colpe alla crisi…

Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato e ne è diventato il padre e la madre.”

(Janus Korczak)

cms_15661/DSC_2838.jpgCaro Lettore, ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…ho trovato per caso, qualche giorno fa, il testo del quale ho riportato alcuni passaggi in apertura; esso è un elogio alla descrizione di cosa significhi essere adulti, cosa significa crescere davvero.

Non si parla qui di età anagrafica, bensì di una crescita interiore che molto spesso non corrisponde a quella effettiva; una delle prime nozioni in psicoterapia è proprio quella che riguarda il ciclo di vita: è molto frequente che un individuo o anche un sistema familiare entri in crisi proprio nei momenti di passaggio tra una fase e l’altra del ciclo vitale e quando questa crisi non viene affrontata con la dovuta attenzione, i problemi si cronicizzano dando vita a problematiche più importanti.

Il vedere le ferite della propria infanzia, riaprirle per vedere se ci sono cancrene corrisponde proprio al ripercorrere i meandri delle nostre infanzie e capire cosa ci ha dato sofferenza, cosa ha prodotto ciò che siamo oggi, che si esprime nei nostri comportamenti, nel nostro modo di amare, di relazionarci agli altri.

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Generalmente, quando un nucleo familiare chiede aiuto per un adolescente problematico, succede che il terapeuta si trovi di fronte alla necessità di far comprendere alla famiglia che in realtà quel ragazzo problematico, attraverso i suoi comportamenti “strani” o insoliti sta portando in terapia la sua famiglia ed è quindi importante che il terapeuta individui sin da subito i nodi relazionali all’interno dei quali si è innescata la crisi. Molto spesso, all’interno di queste famiglie, governa la paura del conflitto e quindi l’andare d’amore e d’accordo in realtà corrisponde al “qui si fa come dico io” e al sottostare alle alleanze transgenerazionali che si creano e cronicizzano nel tempo.

Invito i Lettori della rubrica a leggere per intero il testo sulla mia pagina Facebook perché in ogni parola c’è la realtà di molte persone che sono travestite di adultità ma che sono rimaste ancora all’infanzia: quanti bambini travestiti da adulti e quanti adolescenti costretti a simulare un adultità che non dovrebbe appartenere loro perché non hanno altre possibilità di fronte a genitori che hanno perso la loro capacità di autorevolezza.

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L’assunzione di responsabilità, la presa in carico del bambino che ognuno di noi è stato non è certamente portare avanti matrimoni infelici per il cosiddetto bene dei figli: molto meno dannosa una buona separazione che il trasmettere la conflittualità o il silenzio emotivo che caratterizzano le coppie che restano insieme per i figli; i bambini, i ragazzi vogliono e hanno necessità di modelli sani di relazione e di affettività; hanno bisogno di costruire passo dopo passo la loro identità e la loro adultità e noi adulti abbiamo il dovere di risolverci prima di mettere al mondo un figlio.

Una precisazione è doverosa: è moto importante che in ognuno di noi viva ogni giorno, ogni istante quella parte infantile, positiva e vitale che ci spinge a trovare la forza di andare avanti e di sorprenderci ancora di fronte al mistero della vita, ad essere felici di poco; ma questo è molto diverso dalla mancanza di responsabilità, dalla assenza di coraggio nel prendere in mano la nostra vita e realizzare il nostro progetto di vita.

Insegniamo quindi ai nostri ragazzi che essere adulti vuol dire pian piano non temere le responsabilità e andare avanti con determinazione nel disegnare e realizzare il progetto esistenziale.

Alla prossima settimana

Teresa Fiora Fornaciari

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