AD ATTILIO MIANI IL PREMIO “CHIMERA D’ARGENTO 2015”

Ad Maiora Semper

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Nei giorni scorsi, si è tenuta a Catania la quindicesima edizione del Premio internazionale "Chimera d’argento", istituito per valorizzare l’arte e la cultura nel mondo. Al giornalista Attilio Miani, direttore di periodici culturali pugliesi e fondatore di sodalizi per la tutela dell’infanzia, delle donne, degli anziani e del territorio, fondatore di International Web Post, a cui è andato un riconoscimento speciale come testata giornalistica più letta nel mondo (dato al 31.12.2014), è stato assegnato, per la categoria "GIORNALISMO", il riconoscimento per l’encomiabile opera di redattore e di direttore responsabile di vari periodici di informazione e culturali, nonché per la lodevole attività socio culturale ed umanitaria come fondatore e presidente di Azzurro Italia – Movimento per il territorio e per la vita.

cms_2505/foto_attilio_miani.jpgClasse ’53, deputato dell’International Parliament for Safety, Consigliere diplomatico alla Presidenza, nonché Assessore alla Presidenza per i rapporti parlamentari con l’estero, Attilio Miani dirige e cura da anni diversi periodici culturali e fonda “Azzurro Italia – Movimento per il territorio e per la vita”, che, dal 1985 ad oggi si rende protagonista di un costante lavoro territoriale grazie alle sedi operative e di volontariato dislocate in tutta Italia, le quali lavorano quotidianamente promuovendo attività di prevenzione e sensibilizzazione per la tutela dei diritti dei minori e per realizzare interventi per la prevenzione e percorsi di presa in carico dei casi di disagio, tutto nel rispetto delle specificità culturali.

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Dall’attenzione all’uomo e ai minori, alla persona, alla sua dignità, all’impegno ideale ma concreto per la prospettiva di un reale sviluppo sociale e civile, il passo è breve e nel 2013, il giornalista Attilio Miani, forte della sua lucidità e indipendenza di pensiero, fonda e dirige International Web Post, magazine di informazione internazionale, come risposta ad una situazione editoriale italiana da molti sentita come non completamente libera, viziata dalle ingerenze dei poteri politici, finanziari e industriali che generalmente costituiscono, finanziano e influenzano la grande informazione e la stampa nazionale. Grazie all’insostituibile apporto che la quarantennale esperienza giornalistica di Miani ha dato alla nascita e allo sviluppo del giornale e per il prestigio e l’equilibrio con cui ha diretto la testata in questi anni, International Web Post è oggi una voce autorevole, che pone l’informazione al servizio della democrazia e la libertà di espressione come bene comune da difendere. Al servizio di quei lettori che meritano rispetto assoluto e incondizionato.

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Il giornalista Attilio Miani e International Web Post hanno ricevuto un riconoscimento dal Premio Internazionale “Chimera d’argento” 2015. Come ha accolto la notizia e cosa pensa abbia spinto i giudici a questo doppio riconoscimento?

Parto dalla fine. La notizia del premio l’ho appresa telematicamente. Sapevo dell’esistenza di questo concorso internazionale e sapevo della giuria di esperti molto attenti al palcoscenico dell’editoria internazionale e, a tale proposito, ho cercato di migliorare il “prodotto” editoriale di Azzurro Italia – visto che è quest’ultima l’editore di International Web Post – dandogli un taglio internazionale, nella speranza che fosse notato, prima o poi, dal palcoscenico delle giurie che valutano le testate internazionali. Come ho accolto la notizia del doppio riconoscimento del Premio Internazionale “Chimera d’argento”? Con molta soddisfazione, naturalmente.

Attilio Miani è fondatore di Azzurro Italia. Come nasce l’encomiabile attività socio-culturale e umanitaria di Azzurro Italia?

cms_2505/1622852_10202099285782190_891036543_n.jpgNasce nel lontano 1985 da un’esperienza privata. Non l’ho mai divulgata prima perché essendo privata, ritengo che sia molto intima. Lo dico oggi perché Azzurro Italia è diventato una realtà e ne sono orgoglioso. Insomma, a seguito, nel 1985, della morte per tumore di un piccolo tra le mie braccia, il quale, prima di morire, mentre da Ancona giungevamo a Bari, sorprendendosi per la mia dedizione e per il mio interessamento, mi chiese il perché stessi prodigandomi tanto per lui e per la sua famiglia e se avessi potuto fare tutto quello che facevo per lui anche per altri bambini che, come lui, erano bisognosi di aiuto. Alla sua morte, le sue domande, sono tornate fortemente alla memoria e la mia risposta è stata fondare un movimento che si occupasse anche dei bambini e soprattutto dei disagi dei piccoli meno fortunati. E quel movimento è Azzurro Italia.

Dal 2013 ha fondato International Web Post. Quale relazione esiste tra l’impegno sociale e umanitario di Azzurro Italia e l’esigenza di fare informazione?

La risposta è purtroppo ovvia e sotto gli occhi di tutti. La stampa tradizionale, nel nostro Paese, oggi più di ieri si preoccupa sempre meno delle questioni sociali e delle questioni “di cuore”, insomma delle sventure dell’umanità. Essendo Azzurro Italia un’aggregazione che opera nel sociale, abbiamo pensato bene divulgare le nostre azioni attraverso un nostro strumento informativo, quindi l’International Web Post, il cui impegno è quello di abbracciare ampiamente quelli che sono i valori veri ormai dimenticati e diventare quella mano tesa per quanti potrebbero averne bisogno.

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Chi sono i lettori dell’International Web Post e qual è la linea editoriale del giornale?

Noi non lo sappiamo perché non siamo un giornale di parte, e tanto meno di partito, e nemmeno di classi o di ceti. In compenso, sappiamo benissimo chi non lo sarà. Non lo sarà chi dal giornale vuole soltanto la "sensazione". Non lo sarà chi crede che un gol di Pirlo sia più importante di una crisi di governo. E infine, non lo sarà, chi concepisce il giornale come una fonte inesauribile di scandali fine a se stessi. Non abbiamo costrizioni di alcun tipo che possano influenzare i nostri redattori. Ti aggiungo e concludo dicendo che, si dice che i giornalisti oggi vengono pagati per quello che non devono scrivere. Ebbene, i nostri giornalisti, che non sono pagati perché fanno azione di volontariato all’interno del giornale, sono liberi di scrivere senza costrizione, nella piena libertà di pensiero e di espressione, nel rispetto del pluralismo dell’informazione, nonché nel rispettodella linea editoriale e del pensiero altrui.

La libertà di stampa si può annoverare tra i beni comuni e quindi essere difesa? E quanto è importante per il suo giornale la libertà di pensiero e di espressione?

E’ la cellula fondamentale della crescita del contesto sociale. Se non si fosse liberi di esprimersi e di comunicare, l’informazione sarebbe circoscritta e incapace di svolgere la propria funzione. Nel nostro giornale, la libertà di stampa è la regola. Siamo liberi di esprimerci, naturalmente nel rispetto del pensiero altrui.

Mary Divella

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