AFGHANISTAN, I TALEBANI AVANZANO

Truppe governative si ritirano in Tagikistan

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Il Comitato per la sicurezza nazionale di Dushanbe ha fatto sapere che 1.037 soldati delle forze armate governative afghane hanno varcato il confine "per salvare le loro vite" dopo combattimenti notturni con i talebani, i quali avrebbero preso il controllo di sei distretti della provincia afghana del Badekhshan, che confina con il Tagikistan, dove, dallo scorso maggio, quando i ribelli jihadisti hanno iniziato la loro offensiva, hanno varcato il confine già diverse decine di militari afghani. Adesso i talebani controllano circa un terzo dei distretti del Paese: molti più di quelli controllati dallo Stato afghano, al netto delle moltissime “zone grigie”, anche se i principali centri abitati sono ancora sotto il controllo delle milizie governative.

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Effetto, questo, del ritiro, dopo 20 anni, delle truppe americane, avvenuto in seguito a un poco credibile accordo di non belligeranza con i terroristi, i quali, con campo libero, hanno intensificato la loro offensiva nel nord e nel resto dell’Afghanistan, ottenendo un successo dopo l’altro contro le truppe del governo legittimo di Ashraf Ghani, poco organizzate, con poche risorse e ora anche lasciate da sole da una comunità internazionale che ha improvvisamente deciso di lavarsene le mani. A dimostrazione della scarsa capacità delle forze governative, il consigliere per la sicurezza nazionale Hamdullah Mohib ha detto che esse “non si aspettavano l’offensiva talebana”.

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Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando la grande preoccupazione di Mosca per la situazione in Afghanistan dopo il ritiro delle forze americane, ha affermato, riferendosi all’eventuale rafforzamento del contingente al confine tra Afghanistan e Tagikistan: "Al momento, non abbiamo preso una decisione. Ma a mano a mano che la situazione evolve, e come vediamo non lo sta facendo nel modo migliore possibile, i nostri militari e guardie di frontiera prenderanno le decisioni necessarie”. Al netto del potenziale intervento russo, comunque assolutamente blando rispetto allo sforzo militare che mettevano in atto gli USA, sembra ormai evidente che, una volta che il ritiro delle truppe internazionali sarà, a settembre, completato, sarà soltanto questione di tempo perché i talebani prendano il controllo del Paese, con le terribili conseguenze che ne deriveranno. È, questo, il fulgido esempio di come, a volte, la decisione di deporre le armi possa causare addirittura più devastazione della guerra stessa. Ciò è vero particolarmente spesso quando il nemico da sconfiggere è spietato e senza scrupoli come lo sono, appunto, i terroristi talebani.

Giulio Negri

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