AFGHANISTAN: AL VIA I COLLOQUI DI OSLO

Tre giorni di incontri nella capitale norvegese tra i talebani ed i diplomatici occidentali per discutere della crisi umanitaria nel Paese asiatico

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cms_24545/00.jpgPer la prima volta, dopo la presa di Kabul e dell’Afghanistan dell’estate scorsa, una delegazione talebana visita l’Europa.

I fondamentalisti islamici sono arrivati ad Oslo, capitale delle Norvegia, per dare il via a dei colloqui che avranno come perno la crisi umanitaria, e dei diritti in atto nel loro Paese, iniziata dal ritiro USA nell’agosto 2021.

L’incontro avviene in risposta alla visita di una delegazione della Norvegia in Afghanistan di qualche tempo fa, appunto per la conclamata crisi dei diritti umanitari nell’Emirato Islamico.

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La delegazione, secondo le immagini del quotidiano Verdens Gang, è arrivata con un aereo noleggiato dal governo norvegese ed atterrato nella serata di sabato. I dibattiti dureranno tre giorni e a capitanare la delegazione talebana vi è il ministro degli Esteri ad interim, Amir Khan Mutaqqi, con al seguito quindici persone. Il programma della tre giorni norvegese, è iniziato ieri con incontri con attiviste femministe, giornalisti e membri della società civile afgana. Oggi e martedì, le discussioni vedranno come protagonisti i talebani e i diplomatici occidentali. A rappresentare l’Occidente, dovrebbero esserci anche il governo norvegese, diversi paesi alleati e gli Stati Uniti. Tutte le discussioni si sono svolte e svolgeranno a porte chiuse in un resort alberghiero sulle montagne che circondano Oslo.

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Secondo le fonti dell’emittente norvegese “Nrk”, i talebani dovrebbero incontrare anche il segretario di Stato scandinavo Herik Thune, nel dicastero degli Esteri. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid aveva dichiarato: “L’emirato islamico ha preso provvedimenti per soddisfare le richieste del mondo occidentale e speriamo di rafforzare le nostre relazioni attraverso la diplomazia con tutti i Paesi, compresi quelli europei”. Il portavoce ha poi proseguito sottolineando ed auspicando la volontà di creare un’atmosfera ‘’pacifica’’. A riprendere queste dichiarazioni è stata la stampa francese. In conclusione Zabihullah Mujahid ha concluso con: ‘’Speriamo di trasformare l’atmosfera di guerra che c’era prima, in una situazione di pace’’. La mira ultima dei talebani sembrerebbe riguardare lo scongelamento dei beni all’estero e il recupero degli aiuti internazionali. Infatti le condizioni che porterebbe un eventuale ritorno degli aiuti internazionali, che hanno finanziato l’80% del bilancio afghano, sarebbe appunto il rispetto dei diritti umani, soprattutto verso le donne.

In parallelo all’arrivo della delegazione, molte sono state le proteste segnalate ad Oslo. ‘’Non riconosceteli, non fidatevi’’, è questo il motto e messaggio che alcuni manifestanti hanno ripetuto al di fuori del Ministero degli Esteri norvegese. Queste le parole di Shahia Soltani, manifestante ed ideatrice della protesta: ‘’Non vogliamo i talebani qui, non ci rappresentano. Sono sulla lista nera dei terroristi negli Stati Uniti. Quindi perché dovremmo invitarli a negoziare con loro?’’.

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Come controparte la ministra degli Esteri scandinava, Anniken Huitfeldt ha voluto rassicurare che l’invito alla delegazione talebana non significa un riconoscimento formale: ‘’Non implica in alcun modo un riconoscimento del colpo di stato che ha avuto luogo. Faremo forti richieste ai talebani. Ma non sappiamo se poi le attueranno’’. Infatti l’Emirato Islamico dell’Afghanistan non è riconosciuto formalmente da nessun Paese, de iure l’area è giuridicamente indicata come Repubblica Islamica dell’Afghanistan. Huitfeldt ha concluso dicendo che: ‘’Dobbiamo però parlare con le autorità che di fatto guidano il Paese. Non possiamo lasciare che la situazione politica porti a un disastro umanitario ancora più grande’’.

Riccardo Seghizzi

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