ALEX BELLINI: UNA VITA PER I DIRITTI UMANI

L’esploratore sarà in Mozambico

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Alex Bellini parte per una nuova spedizione in visita a un progetto di AVSI[1] e Medici con l’Africa per documentare i risultati del progetto WASH UP e raccontare due anni di lavoro accanto alle comunità in condizioni di fragilità in alcuni territori del paese come le aree rurali del distretto di Metuge e quelle urbane della città di Pemba.

Bellini documenterà attraverso foto, video e interviste per una settimana, dal 6 al 10 novembre, tre azioni chiave del progetto: il miglioramento delle condizioni abitative, l’accessibilità alle risorse idriche e il supporto medico, la cui combinazione garantisce condizioni di vita dignitose e sostenibili in un paese che versa da decenni in situazione di conflitti interni.

Alex Bellini

Esploratore, Speaker, Divulgatore ambientale. La ricerca dei propri limiti può spingere a grandi imprese. È questa consapevolezza che ha portato Alex Bellini a diventare avventuriero ed esploratore nel corso di oltre venti anni di grandi sfide. Ma ogni volta, lo ha fatto non tanto per il fascino del traguardo o della performance sportiva quanto per l’esigenza vitale di conoscere se stesso, le proprie risorse e i propri limiti: quelli da abbattere e quelli invalicabili. Classe 1978, nato ad Aprica (Sondrio), la sua prima avventura è agli inizi del 2000 alla Marathon des Sables, una maratona di 250 chilometri nel deserto del Sahara. Segue l’Alaska Ultrasport, una corsa in cui trascina la sua slitta in totale autosufficienza per 2000 chilometri. La sabbia, il ghiaccio e poi il mare: è nel 2005 che Bellini attraversa il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico per 11.000 km remando in solitaria per 7 mesi e mezzo. In quell’anno rema da Quarto (vicino a Genova) a Fortaleza (Brasile) percorrendo diecimila chilometri in 226 giorni, sopravvivendo anche a un naufragio. Ogni avventura permette ad Alex di ridefinire il concetto stesso di "possibile", continuando a metterlo in discussione. Come quando, nel 2008, ripete l’impresa in mare partendo dal Perù e approdando in Australia: 18.000 km percorsi e dieci fusi orari. Nel 2011 torna a misurarsi su strada e partecipa alla LA-NY Footrace, maratona di 5300 km da Los Angeles a New York, un coast to coast completato in 70 giorni. Bellini fa tesoro di tante straordinarie esperienze e trasmette ciò che ha imparato in centinaia di conferenze a cui viene invitato. La sua attività internazionale di speaker si affianca a quella di mental coach: la ricerca dei limiti nelle performance che ha vissuto gli permette di condividere tanti insegnamenti con atleti che intendono seguire il suo stesso percorso. Ma quando si inizia un cammino si sa da dove si parte, non dove si arriva. Così, dalla self exploration, Alex inizia gradualmente ad alzare lo sguardo: da se stesso all’ambiente che circonda tutti noi. La prima testimonianza coincide con l’attraversamento invernale del Vatnajokull, il ghiacciaio più grande d’Europa che il riscaldamento globale probabilmente scioglierà entro questo secolo. Ora, dopo aver scoperto quali siano i limiti dell’uomo, vuole verificare i confini dell’ecosistema. L’uomo ha un impatto sul nostro pianeta. Non a caso viviamo nell’Era dell’Antropocene, l’epoca geologica in cui le attività umane sono le cause principali dei cambiamenti climatici, geografici e strutturali della Terra. Ma le parole non bastano più. Perché viviamo un’urgenza collettiva. Il 2019 è l’anno della svolta. Alex esplorerà il mondo a cominciare dai dieci fiumi più inquinati fino a raggiungere la famosa Isola di Plastica nell’oceano Pacifico. Toccherà con mano i rischi che l’umanità sta correndo sotto la minaccia ecologica, perché è proprio attorno e dentro a quei fiumi che l’uomo produce e fa scorrere la massa di detriti – 8 milioni di tonnellate di plastica, il 90% di quella gettata nei rifiuti di tutto il mondo - che poi si concentrano nel Great Pacific Garbage Patch, un’area grande tre volte la Francia. Sul campo, Alex dovrà risolvere problemi in tempo reale, come racconta nel libro Il viaggio più bello (2020, Chiarelettere). E all’esplorazione interiore che ha caratterizzato le sue imprese estreme, affiancherà la sfida contro gli ambienti più ostili proprio per rispondere alla domanda definitiva: cosa possiamo fare per combattere questa emergenza? L’uomo ha la possibilità di porre un freno alle catastrofi ambientali: secondo Alex, il primo passo per salvare il pianeta consiste nel riconnettere l’essere umano alla natura, quella stessa natura che ha dato «forma ai suoi sogni». Nasce così 10Rivers1Ocean, con un unico obiettivo: navigare i 10 fiumi più inquinati al mondo per favorire un nuovo senso di comprensione e rispetto per l’ecosistema più minacciato e delicato: i corsi d’acqua. Da attento e curioso esploratore, sensibile a cogliere i movimenti e le voci del pianeta, a novembre 2022 partecipa a COP27 come osservatore speciale di Green&Blue (gruppo GEDI), per stimolare lo sguardo e sensibilizzare intorno a temi cui si possono dare risposte concrete se si agisce in maniera consapevole e fuori dalla propria gabbia mentale, come Alex racconta nel suo ultimo libro Viaggio a Oblivia (2022, Feltrinelli). «Chi vuole muovere il mondo, prima muova se stesso», diceva Socrate. E allora la missione più importante di Alex Bellini sarà esplorare il mondo esterno per salvarlo e proteggerlo, partendo dalla consapevolezza della nostra interiorità. Un ponte che dovrà metterci al sicuro.

Il progetto in Mozambico AVSI e Medici con l’Africa

Il progetto, avviato nel 2022 e adesso nella sua fase conclusiva e di monitoraggio, ha come obiettivo quello di rafforzare la resilienza delle comunità ospitanti e delle popolazioni sfollate nei distretti di Metuge e Pemba, in una triplice prospettiva: emergenza-sviluppo-pace, al fine di migliorare le condizioni di vita degli sfollati e delle comunità ospitanti destinatarie dell’intervento, rafforzando i servizi igienico-sanitari e di accoglienza nei distretti oggetto di intervento.

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Nelle parole di Alex bellini tutto il senso della sua spedizione :"Come ormai è sotto gli occhi di tutti, il pianeta sta subendo già le conseguenze del cambiamento climatico, ma in alcune aree questo crea un impatto altamente negativo sulle condizioni di vita delle popolazioni. Il Mozambico, come altre regioni dell’Africa, è un paese dilaniato da povertà, conflitti interni, e scarsità di risorse. La difficile reperibilità dell’acqua, incide negativamente sulle condizioni generali di vita costringendo le popolazioni a migrare, ma senza risolvere il problema.”

“Ho messo a disposizione di Fondazione AVSI il mio sguardo di esploratore e la mia voce per raccontare questi sforzi, questi luoghi, e i piccoli successi che qui riescono a impattare in maniera positiva sulla vita delle comunità generando valore. La sostenibilità ambientale non esiste senza l’accesso alle risorse e l’educazione a utilizzarle, senza rispetto per la dignità dell’individuo, senza cura per l’ecosistema in cui le comunità agiscono favorendo le condizioni giuste, partendo dalla limitazione dei conflitti interni. Non c’è ecologia senza attenzione a tematiche sociali e di tutela dei diritti primari ”

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AVSI ha invitato Alex Bellini perché attraverso il suo punto di vista esterno ai tecnicismi della cooperazione e curioso di quello che accade nel mondo rispetto alle sfide poste dal cambiamento climatico, possa vedere l’impatto del progetto e raccontarlo nei suoi aspetti salienti. Realizzato in una regione colpita recentemente da eventi climatici estremi e ferita da attacchi terroristici, il progetto, finanziato dall’AICS, è un esempio di come AVSI intende lo sviluppo: non coincide solo con l’empowerment economico delle persone ma con la possibilità di esprimere se stesse.

Alex Bellini racconterà la sua spedizione attraverso i suoi profili social (IG: @alexbellini_alone; Youtube: @alex_bellini Facebook: bellini.alex.1) come già avvenuto durante la sua precedente missione sempre con l’ong AVSI in Sud Sudan per documentare il progetto con focus su empowerment femminile e agricoltura sostenibile.

(Le foto riprodotte nell’articolo sono di Annalisa Praitano, che si ringrazia)


[1] La Fondazione AVSI è una organizzazione non governativa, accreditata presso l’Onu e la Ue, nata nel 1972 e impegnata con più di 300 progetti di cooperazione allo sviluppo in 40 paesi in Africa, America Latina e Caraibi, Europa, Medio Oriente e Asia. Lo staff di AVSI, composto da oltre 2.200 persone, opera nei principali settori della cooperazione, raggiungendo più di 7 milioni di beneficiari diretti.

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Francesco Leccese

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