ALLA SCOPERTA DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA

Piana degli Albanesi

Piana_degli_Albanesi__01_ITALIA_MERAVIGLIOSA.jpg

cms_20451/1v.jpgPiana degli Albanesi è un antico borgo delle comunità albanofone siciliane e dell’Italia intera, situata al centro occidentale della Sicilia, mantenendo intatte negli anni le sue radici storiche, tradizioni culturali, artistiche e soprattutto religiose, caratteristica dell’origine Arbëreche.

Le origini per l’insediamento urbano risalgono al 1488, da un’ondata migratoria di profughi dall’Albania causata dall’avanzata dei turco ottomani, anno in cui sottoscrissero i Capitoli di Fondazione con le autorità ecclesiali delle Mensa Arcivescovile di Monreale.

Uno dei più particolari borghi post medievali della Sicilia con più di 5000 abitanti, oltre 740 m sul livello del mare, è ubicato tra quattro montagne ( pizzuta, kumeta, meganoce e xeravullti ) che creano una suggestiva cornice naturale al lago.

Degno di nota è il Monte Kumeta che custodisce numerosi fossili, con vegetazione di muschi e licheni, con le sue cave di marmo che viene utilizzato per adornare le pavimentazioni e decorazioni di ambienti interni ed esterni, tra i vari toni cromatici va menzionato il rosso Montecitorio, denominato così perché sono state realizzate le colonne marmoree di Palazzo Montecitorio, sede del parlamento nazionale a Roma.

cms_20451/2.jpg

Le Chiese esistenti furono fondate dal XV° al XVIII° secolo, con varie opere orientali con icone, iconostasi, mosaici, affreschi, crocifissi lignei, tabernacoli e fonti battesimali dei piu’ rinomati artisti Siciliani che hanno lasciato la loro impronta, tra cui Pietro Novelli, Bagnasco e Serpotta.

cms_20451/3.jpg

La storia, l’arte, il folclore e l’ambiente fanno di Piana degli Albanesi un borgo molto diverso da tutti gli altri siciliani, in cui ancora oggi convivono due comunità: quella latina e quella greco albanese.

Nel cuore del centro storico dominano diverse Chiese: le tre più importanti sono quelle di San Nicola, San Giorgio e San Demetrio di rito bizantino e quella di San Vito di rito latino cattolico.

Oltre alla lingua italiana e al dialetto locale, si parla l’antica lingua albanese.

L’Eparchia di Piana degli Albanesi comprende altri 4 Comuni: Contessa Entellina, Palazzo Adriano, Mezzojuso e Santa Cristina Gela.

Piana degli Albanesi è stata luogo della prima strage di mafia nazionale, quella di Portella della Ginestra, il primo maggio del 1947.

Il Museo Civico Nicola Barbato ospita al suo interno una sala dedicata ai costumi tradizionali e agli ori di Piana degli Albanesi, altre sale varie dedicate alla storia e alla memoria del settore terziario tradizionale degli antichi mestieri, una stanza dell’appoggio di fine 1800 con i mobili dell’arte povera siciliana, una raccolta documentaristica e fotografica di Portella della Ginestra, una sala adibita all’Erbario con catalogazioni dettagliate di erbe rare del territorio.

cms_20451/4.jpg

L’artigianato si esprime con:

- il ricamo su sete e velluto, tela e lino, pizzo e merletti.

- l’oreficeria

- arredo sacro in metalli preziosi

- icone ispirate all’arte e alla spiritualità bizantina nella stretta osservanza dei canoni fissati da secoli.

cms_20451/5.jpg

cms_20451/6.jpg

cms_20451/7.jpg

I campanili, i monumenti, vicoli, cortili, archi, fontane, piazze, palazzi ed abitazioni nel centro storico hanno diverse strutture architettoniche, ma risaltano quelle dello stile bizantino e barocco.

I prodotti tipici sono legati alla zootecnia autoctona della zona; pane,ricotta, olio extravergine d’oliva,carni, formaggi pecorini, i dolci caratteristici quali il cannolo e i buccellati, sono tra i prodotti principali a kilometro zero.

Piana degli Albanesi sarà menzionata nel mio prossimo Terzo Libro di " Viaggi tra i misteri e le meraviglie nascoste della Sicilia antica " che inizierò a scrivere nell’anno 2021.

Tregor Russo

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos