ALLA SCOPERTA DELLA CAPPELLA SISTINA (XII) LA VOLTA

La separazione della luce dalle tenebre – La Separazione della luce dalle tenebre - La Creazione degli astri e delle piante - La separazione della terra dalle acque

1622949542(DODICESIMA)_SCOPERTA_DELLA_CAPPELLA_SISTINA_07_ARTE_NEL_TEMPO.jpg

cms_22115/1.jpg

Lo schema della volta della Cappella Sistina comprende diversi affreschi e tematiche che si possono così rappresentare:

1) Nella parte centrale Michelangelo dipinse nove storie, tratte da Episodi del libro della Genesi;

2) Ai lati di queste storie vi sono possenti figure di Ignudi che sostengono medaglioni, entro i quali sono raffigurate Scene dal Libro dei Re

3) Contornano la parte centrale affreschi raffiguranti Sibille e Profeti,

4) Al di sotto di essi, nelle vele e nelle lunette, sono raffigurati gli Antenati di Cristo (la genealogia di Gesù);

5) Infine, nei quattro pennacchi posti agli angoli della volta, Michelangelo dipinse alcuni Episodi di Salvezza tratti dall’Antico Testamento.

L’immensa opera fu portata a termine tra il 1508 e il 1512.

Schema Numerato della Volta Centrale

cms_22115/2.jpg

41. La Separazione della luce dalle tenebre

cms_22115/3.jpg

La Separazione della luce dalle tenebre è un affresco (180x260 cm) di Michelangelo Buonarroti, databile al 1512 circa.

Nella Separazione della luce dalle tenebre Dio, che da solo riempie la quasi totalità della scena, fluttua impegnato nell’atto generativo che è alla base del mondo. La sua figura è vista dal basso e roteata, con le braccia alzate mentre dà forma al caos, originando onde di luce tra le tenebre incombenti.

Ai quattro lati figurano gli Ignudi. Nei due medaglioni bronzei ai lati della Separazione della luce dalle tenebre, si vedono altrettante storie dell’Antico Testamento: il Sacrificio di Isacco e Elia che ascende al cielo su un carro di fuoco

37. La Creazione degli astri e delle piante

cms_22115/4.jpg

E’ un affresco di Michelangelo Buonarroti, databile al 1511-1512 circa.

Su uno sfondo di un luminoso cielo Michelangelo raffigurò due scene consecutive della Creazione, con un’essenzialità di grande impatto. Dio è rappresentato due volte mentre, con la tipica "terribilità" michelangiolesca, crea gli astri, spalancando le braccia con un gesto perentorio (a destra) e mentre dà vita alle piante sulla Terra stendendo la mano destra (a sinistra). L’Eterno è colto da un vento impetuoso che gonfia i panneggi e gli scompiglia capelli e barba, simbolo della potenza generatrice divina. Le due immagini sono strettamente complementari e fortemente dinamiche e potenti, alternate in "controcampo", una volta frontale e una da terga. Le due metà non sono esattamente simmetriche, con una preponderanza per la scena a destra, in cui Dio fluttua avvolto da un mantello gonfiato da un vento vigoroso in cui si trova una piccola ma significativa corte angelica (da alcuni identificata come allusione ai quattro elementi). Se da questo lato sembra muoversi impetuosamente verso lo spettatore, a sinistra se ne allontana scorciando. La cromia è tutta giocata sulle tonalità del violetto della veste del Creatore, comune a tutte le tre storie della Creazione del Mondo, e sui colori freddi del grigio e dell’azzurro chiarissimo, con l’unica eccezione dell’intenso sole al centro, rappresentato come un disco dorato, mentre la luna ha la forma di una sfera perlacea. Il viola era il colore dei paramenti sacerdotali durante la Quaresima e l’Avvento, due tra le solennità più importanti celebrate dalla corte papale nella cappella.

33. La separazione della terra dalle acque

cms_22115/5.jpg

La Separazione della terra dalle acque è un affresco (155x270 cm) di Michelangelo Buonarroti, databile al 1511-1512 circa

Nella Separazione della terra dalle acque, Dio fluttua sulla distesa grigio-azzurra delle acque, accompagnato dalla tipica corte angelica dietro il suo mantello aperto a nimbo, che ricorda le mandorle dell’arte medievale e quattrocentesca. Il cielo alle sue spalle è chiarissimo e limpido.

La figura di Dio Padre è slanciata verso lo spettatore con un forte scorcio e sembra provenire dinamicamente da sinistra, con il gesto eloquente ed imperioso delle braccia distese e spalancate, mentre lo sguardo è concentrato sull’oggetto della sua Creazione. L’effetto illusionistico venne descritto da Vasari: «si vede in quella volta una figura che scorta, e dove tu camini per la cappella, continuo gira, e si voltan per ogni verso».

Ai quattro angoli figurano quattro ignudi. Nei medaglioni sorretti dagli Ignudi nella Separazione della terra dalle acque uno è vuoto e l’altro raffigura la Morte di Assalonne.

Gruppo arte e cultura di Orietta Paganotti

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos