ALTRO CHE NERO: IL BLACK FRIDAY SI TINGE D’ORO

“Prezzi pazzi” fino a domani. In testa gli acquisti online: attenti alle truffe

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Parte col botto la stagione degli acquisti natalizi: tra i primi addobbi e l’aria di festa che già si respira nelle grandi città, gli incassi complessivi del Black Friday hanno fruttato almeno 30 miliardi di euro. Né le polemiche sul consumismo made in Usa, né lo sciopero dei dipendenti Amazon hanno potuto fermare l’esercito di agguerriti consumatori che, armati di carta di credito, hanno affollato i negozi in una corsa all’offerta più conveniente, approfittando di ribassi dal 20 al 50%.

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Gli Usa continuano a detenere non solo la paternità dell’evento - che cade nel weekend successivo al Thanksgiving Day, celebrazione religiosa nata per ringraziare il Signore per quanto ricevuto durante l’anno che volge al termine -ma anche il primato per il numero di spese effettuate, che hanno visto coinvolti ben 164 milioni di americani. Quest’anno, tuttavia, la distanza con i Paesi d’Europa si è drasticamente ridotta: la Gran Bretagna sta vivendo il weekend più fruttuoso di sempre in termini economici, la Germania vede incrementati i guadagni di 1,7 miliardi, in Francia si prevedono 8 milioni di consumatori pronti a spendere fino a questa sera, quando gli sconti, proseguiti durante tutto il fine settimana, cesseranno. Anche l’Italia non è stata da meno: il giro di spese ha raggiunto 1,5 miliardi di euro, in barba alla proverbiale crisi che ci vede interessati da anni. Confesercenti stima a 14 milioni il numero di consumatori che hanno approfittato degli sconti, con una spesa media pro capite di 108 euro. Come in America e nel resto d’Europa, il Black Friday è stato affiancato dal Grey Saturday e da una domenica di ulteriori ribassi, in un fine settimana tutt’altro che “nero”: in 7 negozi su 10 le offerte termineranno questa sera, lasciando il passo all’attesissimo Cyber Monday. Domani avrà luogo, infatti, una giornata di sconti online dedicati principalmente al mondo dell’elettronica, che vedrà l’adesione di un nutrito pubblico specialmente tra i giovani, votati alle nuove tecnologie. Un’altra trovata tutta americana che allieterà l’ultimo lunedì del mese, anticipando la corsa ai regali di Natale.

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Anche questi primi giorni di spese pazze, in realtà, hanno visto trionfare l’e-commerce sia negli Usa che in Europa. Gli acquisti effettuati comodamente davanti al pc costituiscono ormai una tendenza ben consolidata, come testimoniato dal ridotto affollamento dei centri commerciali americani. Se negli anni passati i clienti passavano la notte precedente al Black Friday nei loro sacchi a pelo, accucciati all’ingresso delle attività commerciali più affermate, il 2017 si è rivelato relativamente “piatto” nell’ambito degli acquisti fisici. Sembrano essere finiti i tempi in cui fiumi di gente in trepidante attesa si riversavano, qualche secondo dopo l’apertura delle porte, all’interno degli sfavillanti negozi “vestiti a festa”: oggi si preferisce acquistare senza muovere un passo, spulciando un sito dopo l’altro direttamente dalla propria poltrona, con le pantofole ai piedi, sorseggiando una calda tisana. E’ l’inizio di una nuova era, in cui per “negozio” s’intenderà una pagina web da visitare nell’intimità della propria abitazione, anziché le classiche quattro mura colme di prodotti, affollate da commessi e clienti pronti a sgomitare per aggiudicarsi l’offerta più allettante.

Sebbene i nostri centri commerciali risultino ancora abbastanza frequentati, l’Italia si sta adeguando sempre più alla moda delle spese online: l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano sostiene che, fino a domani, le transazioni virtuali nel Bel Paese sfioreranno gli 800 milioni di euro. D’altronde, già nelle ultime ore, il 39% degli italiani avrebbe effettuato acquisti sul web, a favore delle più grandi aziende di e-commerce. A giovarne è stata l’ormai gettonatissima Amazon, che ha regalato al suo fondatore, il geniale quanto fortunato Jeff Bezos, un ricavo di ben 2,4 miliardi di dollari. E’ l’imprenditore statunitense il vero vincitore di questa sfrenata “corsa all’acquisto”: alla luce delle entrate delle ultime ore, il patrimonio di Bezos è stimato a 100 miliardi di dollari, superando quello del fondatore di Microsoft Bill Gates e sottraendo a quest’ultimo il primato di uomo più ricco del mondo.

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La febbre all’acquisto digitale sembra essere destinata a contagiare gran parte della popolazione, travolta da un’ondata di consumismo sempre più spinto proveniente dagli Usa. A tenere le dita lontane da mouse e tastiera saranno forse solo le imperterrite maratonete dello shopping, pronte a rendere i negozi fisici un ambiente sempre più d’elite, quasi un punto di ritrovo per le più sfegatate. Niente più camerini strapieni, niente più code alle casse: un vero paradiso per le shopping-dipendenti (gli esemplari maschili sono più unici che rari). Sarà un bene? Probabilmente sì, ma con le dovute accortezze. Il mondo sta cambiando e anche i più arditi sostenitori della tradizione saranno costretti ad adeguarsi alle tecnologie digitali, sebbene portatrici di non pochi lati oscuri. Non avere sott’occhio le proprie finanze può facilitare le spese inconsulte, specialmente per chi, come si suol dire, ha già “le mani bucate”. Inoltre, è bene mettersi al riparo dalle tante truffe che infestano il web, favorite dalla scarsa concretezza del mondo virtuale. Un folto gruppo di spietati cyber criminali è pronto a vestire i panni dei più noti e prestigiosi marchi che offrono sconti online, risucchiando ingenti somme di denaro dai conti degli ignari acquirenti. I banditi 2.0 fanno uso di URL shortener e redirector, in grado di penetrare i sistemi di protezione dei nostri pc; inoltre, i siti contraffatti sono progettati in modo da somigliare il più possibile agli originali, che sono da preferire in ogni caso. Spesso le minacce si celano dietro la promessa di ulteriori buoni sconto, che porta il cliente a fornire i propri dati personali in funzione di un’(apparentemente) innocua registrazione a newsletter o altri servizi. Un ottimo accorgimento consiste nell’assicurarsi che accanto all’URL sia presente la dicitura secure, garanzia dell’autenticità della pagina web. Anche protetti dall’intimità della propria abitazione, la prudenza non è mai troppa: il detto “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” è valido specialmente in questo frenetico weekend di acquisti. Di nero deve esserci solo il “venerdì”, non il nostro umore.

Federica Marocchino

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