ANCHE GLI INGLESI ALZERANNO MURI PER IMPEDIRE L’ENTRATA DEI MIGRANTI

Londra ha annunciato di voler costruire un muro lungo l’autostrada che arriva al porto di Calais

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L’Europa che non riesce a gestire il fenomeno migratorio si affida ancora ai muri. La Gran Bretagna è pronta a finanziare la costruzione, che dovrebbe iniziare molto presto, di un muro lungo l’autostrada che arriva al porto francese di Calais per fermare i migranti che cercano di salire a bordo dei camion diretti in Inghilterra. Ne dà notizia la Bbc, che cita il sottosegretario per l’immigrazione Robert Goodwill. La Gran Bretagna pare abbia raggiunto un accordo con la Francia per erigere il muro anti-immigrati clandestini alto 4 metri a Calais e sarà il governo di Londra a pagarne il costo. Si tratterà di una barriera di cemento armato lunga quasi due chilometri, attorno all’autostrada che porta all’imbarco dei traghetti per Dover e del tunnel per i treni che passano sotto la Manica: le due "crepe" attraverso cui fino ad ora i migranti fuggiti da lontane guerre e miseria radunati in "The Jungle", la giungla, come viene soprannominato il famigerato campo profughi della cittadina francese, tentano di raggiungere l’Inghilterra, diventata per varie ragioni la loro terra promessa.

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Intanto camionisti, lavoratori del porto, piccoli imprenditori e semplici cittadini di Calais e dintorni alzano la voce sul problema migranti, chiedono più sicurezza sulle strade e una rapida demolizione della "giungla". Il sindacato degli autotrasportatori, supportato da alcuni collettivi locali e da organizzazioni dei lavoratori portuali, i sindacati agricoli, l’associazione delle imprese e dei commercianti dell’area di Calais e il sindacato di polizia Scp chiedono lo sgombero in tempi rapidi dell’accampamento e “misure d’urgenza perché si possa guidare in sicurezza sulla A16”, l’autostrada che porta all’imbocco del tunnel sotto la Manica.

Insomma, un altro muro. Che Calais sia da tempo nel caos è innegabile. A parte le proteste per le condizioni del campo rifugiati, un rapporto della camera dei Comuni indica che in luglio ogni sei minuti un immigrato è stato scoperto mentre cercava di salire su un camion.

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Insomma, il tema delle barriere torna prepotentemente nell’agenda dei Paesi europei. È dunque questa l’Europa che parla di ulteriore integrazione dell’eurozona e poi agisce diversamente? Sono queste le lacrime che gli europei hanno versato davanti alle stragi nel Mediterraneo? Meglio prendere atto della realtà e la realtà è molto semplice: le ambizioni europee sembrano essere ormai in rotta di collisione con la democrazia e con i suoi principi fondanti. Dobbiamo abituarci ai muri. E questa volta, il pugno in pieno viso alla retorica democraticasull’accoglienza degli immigrati arriva proprio da chi, come Gran Bretagna e Francia, la democrazia l’ha cullata e fatta crescere con documenti passati alla storia come la Magna Carta. E chissà cosa penseranno tutti quelli che fino a ieri hanno criticato il leader ungherese Viktor Orban, “colpevole” di difendere il proprio popolo dalle invasioni provocate dai flussi migratori con muri alti e lunghi.

Mary Divella

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