ANCHE UN GIOIELLO ROMANO RESTITUITO AL SUO ORIGINARIO FULGORE FA RISPLENDERE TRIESTE

restauro_del“Propileo_romano”.jpg

Nella infaticabile ricerca di valorizzazione del patrimonio architettonico da immettere nel circuito della fruizione turistica, a Trieste si è conseguito un nuovo risultato di altissimo valore storico culturale con il restauro del“Propileo romano” che, sul Colle di San Giusto uno dei luoghi più suggestivi del capoluogo Giuliano, è testimonianza di eccezionale reperto Romano conservatosi “in alzato” nel Nord Italia.

cms_18119/2.jpg

A parte la funzione di Tempio Capitolino, da influenza romanica, ravvisata da Pietro Nobile e Pietro Kandler in riferimento all’antica Tergeste; in realtà, secondo la ricostruzione storica basata su indagini condotte dagli anni venti agli anni trenta del secolo scorso, l’interpretazione di “arco trionfale” fattane da Ireneo della Croce alla fine del seicento è risultata più consona alla prerogativa di “ingresso monumentale” che il “Propileo di San Giusto” ebbe, intorno al 50 d. C., quando fu edificato con colonnati su basamento e scale di accesso ad un attico. Il progetto di restauro del monumento ha visto il coinvolgimento della Soprintendenza per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio del Friuli Venezia Giulia con la consulenza scientifica di Monika Verzar Bass prof.ssa di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana dell’Ateneo Triestino; oltre alla Presidenza Regionale FVG del FAI e tutte le altre Istituzioni fra cui quelle religiose della Diocesi di Trieste e della Basilica Cattedrale di San Giusto Martire.

cms_18119/3.jpg

L’opera di recupero dell’originario splendore non ha conosciuto tregua neanche nel periodo dell’emergenza COVID e, in collaborazione con la Fondazione benefica Katleen Foreman Casali, è stato finanziato a cura dei soci del Rotary Club di Trieste che, come l’architetto e ingegnereAulo Guagniniin qualità di progettista e responsabile dei lavori, così l’avvocato ed esperto in materia di beni culturali Alessandro Zanmarchi , hanno offerto anche la propria professionalità unitamente al presidente Francesco Granbassi. In tre mesi di operazioni articolate, è stato riportato alla luce tutto ciò che ai non addetti ai lavori era rimasto nascosto dalla impietosa patina del tempo che si è dovuta rimuovere dalle superfici degli elementi in pietra bianca e dalle grate dove è stato necessario il restauro delle vetrate per la completa visibilità di reperti e profili architettonici che, in sequenze e sovrapposizioni strutturali archeologiche, insieme con fregi e decori sono stati evidenziati dalla installazione di un nuovo sistema di illuminazione oltre che dalla rimozione di parte della struttura in legno di un solaio con la creazione di un passaggio “sospeso” su superficie vetrata atta ad evidenziare il campanile più antico inglobato in quello risalente al trecento.

cms_18119/4.jpg

Inoltre, per rendere il monumento ancora più fruibile dal visitatore, l’opera di restauro in se stessa è stata rivisitata costruendo un percorso che, partendo dall’accesso originario del “Propileo” conduce all’attico e finisce nella torre campanaria della Cattedrale di San Giusto.

A conclusione del tutto, la installazione di una webcam installata proprio sulla sommità della torre campanaria promuoverà l’ulteriore immagine di grande attrattiva turistica di una Trieste che, trovando sempre nuovi spunti per offrirsi al meglio agli occhi del mondo, ha saputo dare un tocco tutto suo anche ad un gioiello di cui, pur non potendolo riferire alle amate reminiscenze asburgiche, si fregia come di un tesoro di grande valenza culturale ed economica “opera unica restituita all’antica bellezza”

Rosa Cavallo

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App