ANCORA TENSIONI AL CONFINE RUSSO-UCRAINO

Prosegue lo scambio di accuse tra Mosca e Kiev

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Lo scorso mercoledì 1° dicembre gli Stati Uniti hanno esortato la Russia a ritirare le sue truppe dal confine ucraino, avvertendo che un’invasione russa provocherebbe sanzioni volte a colpire Mosca più duramente di qualsiasi altra imposta fino ad ora.

"Non sappiamo se il presidente Putin abbia preso la decisione di invadere l’Ucraina. Sappiamo che sta mettendo in atto la capacità per poterlo fare qualora lo decidesse" ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken. "Se la Russia dovesse seguire la strada del confronto, quando si tratta dell’Ucraina, abbiamo chiarito che risponderemo in modo risoluto, anche con una serie di misure economiche ad alto impatto che ci siamo astenuti dall’applicare sino ad ora".

La dichiarazione è stata fatta da Blinken durante un suo discorso nella capitale lettone Riga, dopo aver conferito con i ministri degli esteri della NATO e dell’Ucraina su come rispondere a quella che secondo Kiev è una aggregazione delle forze armate russe di oltre 90.000 unità di uomini e mezzi vicino al suo confine.

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La Russia ha annesso la penisola di Crimea dall’Ucraina nel 2014 ma nega l’intento aggressivo nell’attuale crisi e afferma che sta rispondendo al comportamento minaccioso della NATO e dell’Ucraina.

Il Cremlino ha affermato di temere che l’Ucraina si stia preparando per cercare di riconquistare con la forza le aree controllate dai separatisti filo-russi nella regione del Donbass, nell’est del Paese - cosa che Kiev nega - accusando gli Ucraini di "avventurismo molto pericoloso". Ha affermato che la Russia non potrebbe adottare alcuna misura per ridurre l’escalation a causa di una grande concentrazione di forze ucraine vicino al confine.

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha affermato che l’Europa ha affrontato un momento critico e la Russia stava cercando di scaricare la colpa sull’Ucraina.

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Blinken ha rifiutato di precisare quali sanzioni la Russia potrebbe dover affrontare e ha incoraggiato sia Mosca che Kiev a tornare alla diplomazia e a rilanciare un piano di pace già preparato nel 2014 per l’Ucraina orientale.

La Russia ha attenuato l’impatto delle sanzioni imposte sulla sua invasione della Crimea riducendo i suoi prestiti sui mercati finanziari esteri e mantenendo grandi riserve sia auree che di valuta. Il giorno prima, il leader del Cremlino aveva affermato che la Russia era pronta con un’arma ipersonica appena testata nel caso in cui la NATO avesse attraversato le sue "linee rosse" e avesse schierato missili in Ucraina. Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha respinto le accuse che l’alleanza stesse provocando Mosca con esercitazioni militari nel Mar Nero.

La Russia ha affermato di aver avviato regolari esercitazioni militari invernali nel suo distretto militare meridionale, parte del quale confina con l’Ucraina, e che 10.000 soldati si sono trasferiti nei campi di addestramento in tutta la vasta area. Il suo alleato, la Bielorussia, ha anche annunciato esercitazioni militari congiunte con la Russia al confine con l’Ucraina.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, dal canto suo, ha ribadito che sono necessari colloqui diretti con Mosca per porre fine alla guerra nell’est, che secondo Kiev ha ucciso più di 14.000 persone.

Carlo Coppola

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