ANDREA LOLLI - IL PARADISO DELLE SIGNORE

Intervista esclusiva per La Pagina della Cultura dell’International Web Post

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Andrea Lolli, alias Don Saverio nel “Paradiso delle Signore” è un prete sui generis. In Confessione ascolta attentamente i parrocchiani ma spesso perde anche la pazienza.
Per non parlare delle discussioni con il Sindacalista Armando, modello Don Camillo e Peppone.

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Qual è stata la sua prima posa?

cms_24038/F1.jpgHo girato una scena di confessione, in una Chiesa vera perché non erano ancora pronti gli Studi Videa! Mi avevano fatto capire che era solo quella scena, non la volevo neanche fare.

Invece poi hanno iniziato a chiamarmi ma avevo già preso accordi per la ripresa di uno spettacolo teatrale.

Gli autori cominciarono a scrivere il ruolo ma io ero già partito ed è per questo che per il primo daily avevano chiamato un altro attore. Mi hanno richiamato l’anno dopo per la seconda serie ma non me l’aspettavo.

Faccio parte della serie dei personaggi minori.

Prima del suo arrivo c’erano stati Gianni Ferreri nel serale e poi Luca Attadia. Cos’hai portato di tuo nel personaggio?

Sono entrato nel ruolo in punta di piedi, prima era scritto in una maniera iconografica e canonica. Piano piano, con uno dei quattro registi abbiamo cominciato a giocare su qualche cosa per cui anche la scrittura si è adeguata alle intemperanze del personaggio. Diciamo che Don Saverio alterna momenti burberi, teneri, intransigenti. Abbiamo cercato di costruire un personaggio che non fosse una caricatura. Hanno creato questo rapporto con Armando basato sulla rivalità ideologica che fa il verso a Don Camillo e Peppone. C’è uno scontro - incontro perché noi siamo amici, io capisco certe sue cose, litighiamo, mi stuzzica emotivamente. Lui ha un rapporto con Agnese molto forte. Io sono il confidente di Agnese che viene a sfogarsi continuamente in Chiesa.

Ho la fortuna di lavorare con attori come Pietro Genuardi e Antonella Attili.
L’intero Cast è eccellente. Sia gli adulti che i giovani. Provengono quasi tutti da Accademie o dal Teatro.

Sul set mi trovo molto bene, mi diverto sul serio. Vado una o due volte al mese e a volte anche più frequentemente. Ci sono dei blocchi in cui Don Saverio è abbastanza frequente e dei momenti in cui non c’è e poi ritorna abbastanza frequentemente. Quando arrivi ad una certa età, lavori con dei professionisti, con dei registi capaci.

Il Paradiso è una macchina che non vuole perdite di tempo per cui ognuno è estremamente preparato. Il lavoro è relativamente faticoso perché ci sono scene tutte parlate. Ogni scena a volte sono dalle tre alle cinque pagine. Io e Antonella Attili un pomeriggio abbiamo fatto “la maratona confessioni” perchè ho fatto tre confessioni di seguito con lei e una con Giuseppe Amato, tutte molto lunghe. Con Antonella è un po’ come fossi il suo vero confessore. C’ è una cosa di Don Saverio che non mi va giù, l’attore non deve mai criticare il personaggio ma dargli aderenza. Non sopporto l’ottusità. Lui continua a ripetere “Agnese deve difendere la famiglia, Armando non lo deve toccare. Se c’è una cosa bella è il rapporto tra Agnese e Armando. Come Andrea Lolli sono un tifoso della coppia! E’ tutto fatto con estrema professionalità. Si lavora senza grossi problemi. E’ una macchina da guerra! E’ una serie che va tutti i giorni e con dei risultati sempre più alti. Il primo daily partì con il 12%, siamo arrivati al 18/19. E’ una fascia molto delicata. Fa da traino alla “Vita in diretta”. Deve per forza avere un’organizzazione estremamente forte.

C’è un’empatia straordinaria con i personaggi.

Elisabetta Ruffolo

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