ANIMALI DOMESTICI E CORONAVIRUS: STOP ALLE FAKE NEWS

L’Ordine dei Veterinari di Roma: cani e gatti non possono trasmettere il “2019nCoV”

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Le fake news sul coronavirus continuano imperterrite ad “infettare” il web, contribuendo all’impennata di quella che è ormai una vera e propria psicosi collettiva. Tra le più diffuse, compaiono certamente quelle relative alla salute dei nostri amici a quattro zampe, spesso tacciati come possibili “untori”. A portare fuori strada è stata principalmente la natura zoonotica del virus che sta paralizzando il paese in queste ore, ovvero la sua diffusione dall’organismo animale a quello umano.

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Ma cani e gatti non c’entrano nulla. A ribadirlo è stato l’Ordine dei Medici Veterinari di Roma e provincia: gli animali domestici non sono soggetti a contagio da coronavirus e, di conseguenza, non sono in grado di trasmetterlo agli esseri umani con cui entrano a contatto. Il caso del cane contagiato ad Hong Kong, che ha provocato tanto allarme, sarebbe dunque del tutto trascurabile a livello di previsioni statistiche, complice il fatto che sia stata la sua stessa padrona a trasmettergli il virus e non viceversa. Resta comunque non spiegato dagli epidemiologi ed infettivologi cinesi.

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L’Associazione mondiale dei veterinari per animali da compagnia (WSAVA) ha fatto eco a quanto dichiarato dall’ordine professionale rispondendo ad alcune faq sulla nuova epidemia. In accordo con l’Associazione Mondiale dei Veterinari e con l’OMS, si consiglia ai professionisti del settore di tenersi comunque informati sull’evoluzione della malattia, facendo riferimento alle fonti sanitarie ufficiali del loro Paese. Anche loro, infatti, dovranno osservare le disposizioni governative e locali nell’erogazione dei propri servizi professionali, nonché le consuete regole di igiene. E’ consigliato valutare costantemente il proprio rischio di esposizione al contagio, evitando la vicinanza con persone malate e restando a casa dal lavoro se ammalati a propria volta.

Nei confronti degli animali in cura i Medici Veterinari devono continuare ad applicare principi e protocolli di biosicurezza e le ordinarie precauzioni di manipolazione dei pazienti a quattro zampe.

Massimo Favia

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