ANNA LOPOPOLO

Dipingere le parole

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I capelli un po’ arruffati, lo sguardo limpido, diretto, un mix appeal cangiante tra il selvaggio e la brava ragazza: chi è davvero Anna Lopopolo?

Classe 1989, Anna è sicuramente una persona sensibile, preparata e tenace. Ha frequentato il Liceo Artistico e l’accademia Brera, conseguendo il diploma di laurea in Discipline della Valorizzazione dei Beni Culturali: in questo, è senza dubbio una brava ragazza.

Ma c’è quell’altro lato, quello un po’ selvatico, ribelle, curioso, anticonvenzionale che non segue le regole ma le crea e che si lascia trasportare dalle emozioni.

Una figura quasi enigmatica perché, quando pensi di averla afferrata, lei ti sfugge.

Che dire di lei? Mai come in questo caso le parole descrivono la persona, lei che con le parole ci dipinge.

Quando il pennello diventa la matita con cui scrivere, le parole non sono più soltanto un concatenarsi di lettere e di suoni ma diventano colori, ombre, immagini. Quelle dei suoi ritratti, i “PaintedWords”.

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Anna Lopopolo - photo by Monica Antonelli

Come spesso accade, il big bang che ci sconvolge la vita avviene “casualmente”, insinuandosi anonimo fra le mille incombenze quotidiane.

Negli anni del Liceo, Anna prende parte a un progetto commissionato da una casa di riposo che consisteva nel fotografarne gli ospiti e ascoltarne le storie.

Non paga di questo, con altri quattro ragazzi decide di dipingere su una grande tela il volto di queste persone con una tecnica inventata lì per lì: i contorni, i chiaro-scuri, i volumi non sarebbero nati da tocchi di pennello ma da parole scritte, le stesse che avevano precedentemente ascoltato dalla bocca di queste persone.

I loro volti prendono così forma attraverso le parole della loro storia, una storia che, dando forma alle loro vite, gli restituiva in cambio la loro immagine.

Fu una parentesi poiché, finito il Liceo, Anna smise di dipingere ma quel seme sotterrato, silenziosamente maturava la vita.

Soltanto diversi anni dopo, lasciando a metà gli studi di lettere e filosofia per iscriversi alla facoltà di valorizzazione dei Beni Culturali a Brera, riprende a dipingere.

Le torna alla mente quel vecchio progetto che l’aveva tanto toccata e ci riprova: in quel momento riannoda il filo spezzato che divideva in due la sua vita e si sente finalmente libera e realizzata, consapevole di aver trovato la propria strada.

“Ero stupita di vedere come la mia mano corresse sulla tela - racconta - così, oltre a perfezionare la tecnica, ho iniziato ad introdurre idee e concetti all’interno di uno stile che ha visto la luce un po’ per caso”.

Si sa, spesso il caso è l’altro nome del destino, è l’altra faccia della medaglia, quella che nasconde e custodisce la nostra missione personale.

Ogni essere umano che viene al mondo ha una propria strada e spesso questa gli si apre davanti quando meno se lo aspetta. Nessuno di noi nasce con il libretto di istruzioni, nessuno sa fin dall’inizio quello che sarà l’evolversi della sua esistenza; tuttavia le nostre predisposizioni ci indicano già qual’è il cammino da seguire.

L’incontro di Anna Lopopolo con gli ospiti anziani della casa di riposo è stato il “la” che ha accordato la sua vita presente al quel progetto eterno che la attendeva.

Quando Anna ha realizzato il suo primo PaintedWords ha, in realtà, fotografato se stessa: lei ha fatto il quadro e poi il quadro ha fatto lei.

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Margherita Hack - PaintedWords by Anna Lopopolo

“Ho sempre intuito che così come l’artista crea l’arte, allo stesso modo l’arte crea l’artista: è un tutt’uno- spiega. I miei PaintedWards - così li ho chiamati - sono concetti dipinti, parole che prendono forma, che assumono un VOLTO.”

Quali sono queste parole? Cosa c’è scritto in questi ritratti?

In realtà non c’è un’unica parola ma veri e propri concetti, storie addirittura. E, ancora meglio, son le parole del personaggio raffigurato. Nel caso di Margherita Hack, ad esempio, il ritratto è costruito con le parole del suo libro “La mia vita in bicicletta”, nel quale l’astrofisica racconta gli episodi più significativi della sua esistenza.

“Sono strati di parole - spiega: inizio con un primo strato, poi un secondo e un terzo, riempiendo sempre di più. Alla fine il volto prende forma dalla idee, dai pensieri e dai concetti del personaggio raffigurato”.

I suoi primi soggetti sono legati al mondo della musica. Partendo da Patty Smith - perché innamorata di questa figura emblematica ed iconica - ha poi continuato dipingendo tutti personaggi che le gravitavano attorno. Il mondo musicale si presta benissimo a questo genere di arte perché i testi delle canzoni sono già di per sé un’opera di concetto. Ovviamente la scelta dei soggetti è legata a quei personaggi che, attraverso la musica, hanno voluto comunicare qualcosa di profondo al mondo.

Oggi Anna esplora una nuova vena, quella delle donne, attraverso la realizzazione di una serie che si chiama “Women’s Power”, la forza delle donne.

Qual è il potere della donna?

”Senz’altro l’empatia, il fatto di non mollare mai perché facciamo ventimila cose insieme e cerchiamo di farle tutte bene, afferma. Il potere di una donna è infinito perché è lei il fulcro della famiglia e della società. Eppure, nel mondo dell’arte come altrove, non è facile essere una donna perché, se un gallerista può scegliere tra due artisti di uno stesso livello di cui uno è un uomo e l’altro una donna, sceglierà sicuramente un uomo perché la donna è più difficile da gestire. Addirittura esistono ancora persone che ti dicono che l’arte non è per le donne.”

Fortunatamente non si tratta di casi generalizzati ma queste discriminazioni esistono ancora.

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“I CAN’T BREATHE but I can Dream!” - PaintedWords by Anna Lopopolo

Anna lo sa bene, lei che le ha vissute sulla sua pelle: all’inizio la cosa la destabilizzava ma poi ha compreso che le stavano offrendo l’occasione di riscattare se stessa e, con lei, tutte le donne. Il risultato è sotto i nostri occhi.

Queste opere tutte al femminile fanno parte di un progetto più ampio: realizzare 400 ritratti da esporre in diverse mostre, creando un ponte tra l’arte e le associazioni che lavorano e lottano per la salvaguardia dei diritti delle donne.

Dal 2019 Anna Lopopolo realizza un’opera a memoria delle vittime di femminicidio: la tela, da principio completamente nera, diventa via via più bianca nella misura in cui - purtroppo - vengono aggiunti i nomi delle vittime di quello specifico anno.

Questo progetto, ripetuto a cadenza annuale, sarà poi esposto in una mostra che vuole essere non tanto un omaggio all’arte, bensì alle donne oltre che un monito, una presa di coscienza forte sulla situazione della violenza di genere.

Le tele del 2019 e del 2020 contano 69 nomi; per il 2021 ci siamo purtroppo già vicini. E questi sono solo i dati ufficiali ma quante altre vittime anonime ci sono in Italia e nel mondo?

Ci sia augura davvero che le tele di Anna Lopopolo diventino sempre più nere perché vorrebbe dire che qualcosa sta cambiando nella nostra società.

È davvero triste constatare come una civiltà che si dice progredita sia ancora così violenta, non solo nei confronti delle donne ma degli esseri viventi in generale.

Il segno di una civiltà progredita è proprio la non violenza, il rispetto dell’ambiente e di tutte le forme di vita in esso contenute.

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Women’s Power by Anna Lopopolo

L’intervista che segue è stata realizzata da “Tavoli HeArt” per la Social TV della storica Libreria Bocca di Milano, all’interno della splendida cornice di Galleria Vittorio Emanuele II.

La Libreria Bocca dal 1775 è locale Storico d’Italia con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

L’articolo è pubblicato su “International Web Post” che, nella persona del suo fondatore e direttore Attilio Miani, si fa portavoce della partnership tra un magazine di informazione internazionale e una libreria storica unica nel suo genere.

#socialtvlbocca

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Dove trovare Anna Lopopolo:

https://www.annalopopolo.it/

https://www.facebook.com/anna.lopopolo

https://www.instagram.com/annalopopolo_paintedwords/

Simona HeArt

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