ANNO NUOVO VITA NUOVA

Un Te Deum diverso

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Cercare di descrivere il 2020 non è assolutamente semplice, anzi, è praticamente impossibile visto tutto quello che ci è successo. I buoni propositi non mancano mai anche se lasciano il tempo che trovano, ma il 2021 ci si augura sia migliore del precedente. In maniera ciclica, continuiamo a rievocare questo rituale del conto alla rovescia, una sorta di liberazione per molti per altri un drammatico ricordo. Ebbene, come ben sappiamo, fare il punto su questi drammatici 12 mesi non è facile, troppe cose sono successe, che ogni parola per ricordarle risulta vana e inappropriata. Oggi si celebra la fine di questo anno, ringraziando il Signore per il dono della vita, così recita la classica citazione canonica, ma di cosa dovremmo ringraziare. Infatti, parlare di ringraziamento è inappropriato, in primis per chi ha perso una propria persona cara, che sente il peso della solitudine vivendo l’anno che verrà come un terribile incubo. Auguri scomodi quindi, per l’ennesima volta, nel ricordarci che quel conto alla rovescia racchiude i sentimenti di tutti e non solo la goliardia del momento.

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Siamo abituati alla frenesia, al caos più totale, che non ci fa percepire la sofferenza di chi giace a pochi metri da noi. “Il covid ci renderà persone migliori “, dicevano, ma la realtà e ben lontana da ogni più rosea aspettativa. Il Papa, a causa di una sciatalgia, non celebrerà il classico Te Deum, a dimostrazione che di quest’anno dobbiamo sbarazzarcene quanto prima. Pertanto, il nostro metterci in ginocchio davanti al Signore che si fa carne, deve essere un inno al ricordo, non solo dei malati di covid (non me ne vogliate), ma dei tanti ammalati nei reparti oncologici. Malati di serie b, quasi dimenticati in nome di una pandemia, come se si possa classificare sofferenze simili. L’abbraccio virtuale (questo ci è ancora concesso), deve arrivare a tutti indistintamente. Il nostro essere umani, verrà giudicato non dalle belle parole o dai buoni propositi, ma dalla concretezza delle nostre promesse. Auguri a tutti noi, affinché riscopriamo la realtà circostante. Auguri a tutti noi, perché solo nell’essere credibili possiamo riscoprire la dimensione dell’essere credenti.

Giuseppe Capano

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