ARNO PENZIAS

Vite che fanno la storia

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Se siamo qui oggi è solo per la gentilezza di uno sconosciuto nei confronti di mio nonno”.

cms_26602/Penzias-Arno.jpgChi parla è Arno Penzias, premio Nobel per la fisica, che deve la sua vita, e quindi quella dei suoi figli e nipoti, a uno sconosciuto che non ha mai incontrato.

Lo sconosciuto si chiama Barnet Yudin, che una sera del 1938, mentre sta tranquillo a casa, nel New Jersey, sente qualcuno bussare alla porta. È un giovane tedesco, immigrato negli Stati Uniti, che sta tentando qualcosa di disperato: suona alle porte di gente che non conosce, per chiedere solidarietà. Un suo amico, Karl Penzias vuole scappare dalla Germania con la moglie e i due bambini piccoli. Sono ebrei, e hanno capito benissimo che la situazione sta precipitando. Se restano in Germania per loro è la fine, ma per andare negli Stati Uniti occorrono visti, documenti e soprattutto qualcuno che garantisca per loro a livello finanziario. Il ragazzo tedesco fa il cameriere, non può essere credibile come sponsor. Per questo occorre qualcuno con uno stipendio più solido. E per questo sta bussando alle porte di gente che non conosce, per vedere se qualcuno è disposto ad aiutare una famiglia dall’altra parte del mondo.

Barmet Yudin non ci pensa due volte e firma tutti i documenti. Così Karl e la sua famiglia possono scappare negli Stati Uniti e salvarsi la vita.

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Non è facile all’inizio, ma riescono da subito a lavorare e non avere mai bisogno del sostegno materiale del loro garante, che non hanno mai incontrato. Karl gli aveva scritto per ringraziarlo per la sua generosità e per promettere che non lo avrebbe mai né cercato, e ha mantenuto la promessa.

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Ma a distanza di anni, il figlio di Karl, Arno Penzias, quel bambino piccolo che doveva scappare via dal destino atroce che lo inseguiva, scopre per la prima volta l’esistenza di un anonimo benefattore, e suo figlio si mette sulle sue tracce. Non riesce a trovare Barmet Yudin purtroppo, perché è morto negli anni Cinquanta. Ma riesce a ricostruire tutta la storia. E scopre che se Arno Penzias, il bambino in pericolo nel 1938 è riuscito a vivere una vita serena negli Stati Uniti, a vincere il Nobel, ad avere figli e nipoti, è solo perché una sera di tanti anni fa uno sconosciuto ha accettato di salvare suo padre.

Uno sconosciuto che non si è girato dall’altra parte per dire, no, non mi riguarda.

Una gentilezza straordinaria che ha salvato vite umane.

La Farfalla della gentilezza(Valentina M. Donini)

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