ARRIVEDERCI ALLA “MONTAGNA SOLITARIA”, BILBO BAGGINS!

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Ian Holm non è più tra noi! Ci ha lasciati ieri mattina a causa di una malattia legata al morbo di Parkinson, mentre era ricoverato in un ospedale di Londra. Aveva 88 anni, era nato nel 1931 in Inghilterra da genitori scozzesi. Sir Holm, perché così come tradizione vuole, i grandi attori britannici vengono insigniti dalla Regina Elisabetta con il titolo di Baronetto, muove i suoi primi passi di attore appena diplomatosi nel 1954 alla Royal Accademy Dramatic Art. Per circa un decennio diventa un punto di riferimento della Royal Shakespeare Company. Nonostante il successo come attore teatrale, agli inizi degli anni ’70 scopre la sua vera vocazione per il grande schermo. Dopo la partecipazione tra gli anni ’60 e i ‘70 in diversi film diretti anche da grandi registi, il ruolo che gli da la meritata notorietà, è quello dell’androide Ash in Alien del 1979, diretto da Ridley Scott.

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Da quel momento la sua carriera cinematografica sarà costellata dall’interpretazione di ruoli non solo drammatici, facendo emergere la sua natura artistica mutevole nell’immedesimarsi in personaggi di ogni tipo. Nel 1981 sfiora l’Oscar come miglior attore non protagonista per l’interpretazione di Sam Mussabini nel pluripremiato film Momenti di gloria, e nel 1990 ottiene l’ambito Olivier Award per il Re Lear di Shakespeare. Tra i film di spessore internazionale, bisogna ricordare Brazil di Terry Gilliam (1985), Ballando con uno sconosciuto di Mike Newell (1985), Enrico V (1989), Frankenstein di Mary Shelley (1994) di Kenneth Branagh, Amleto di Franco Zeffirelli (1990), Il pasto nudo di David Cronenberg (1990), La pazzia di Re Giorgio di Nicholas Hytner (1994), Il quinto elemento di Luc Besson (1997), Il dolce domani di Atom Egoyan (1997).

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Sposato quattro volte e padre di figli, nel 2001 gli venne diagnosticato un cancro alla prostata, sconfitto definitivamente grazie a una serie di cure. L’attività artistica del terzo millennio lo vede protagonista in pellicole di successo come La vera storia di Jack lo squartatore (2001), in cui è protagonista con il ruolo del famoso serial killer della Londra vittoriana, The Day After Tomorrow - L’alba del giorno dopo (2004) e The Aviator (2005). Anche se, oramai, nell’immaginario collettivo, sin dal 2001, il suo volto viene associato al personaggio di Bilbo Baggins della saga del Signore degli Anelli e de Lo Hobbit. La sua ultima apparizione al cinema, nel 2014, è proprio nel film Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate. Ciao Bilbo, arrivederci alla “Montagna Solitaria”.



Umberto De Giosa

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