ARTE E MISTERO (II^ Parte)

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Continuiamo questo viaggio attraverso i quadri misteriosi della storia dell’arte con Rembrandt e la sua celebre La Ronda di Notte

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Se dal titolo sembrerebbe chiaro lo scenario in notturna, restituito del resto anche dalle ombre presenti nel dipinto, la luce che arriva diretta e mette in evidenza i dettagli ci porta a pensare che l’atmosfera sia diurna. Si tratta del quadro più complesso che il pittore olandese abbia mai dipinto. I protagonisti dell’opera sono il capitano Frans Banning Cocq e il suo luogotenente Willem van Ruytenburgh; ma dietro la marcia dei due soldati, tanti critici hanno individuato dei significati allegorici.

La presenza di una bambina in mezzo all’esercito e con gli artigli di un pollo morto attaccati alla cintola; e poi ancora il calice e il copricapo di foglie di quercia indossato da un uomo. Qualcuno ha giustificato questi simboli adducendo come motivazione il fatto che si trattasse in realtà di una parata e non di una ronda. Tuttavia, resta il mistero sul perché un uomo nel 1975 decise di colpire il quadro con 13 colpi. Ma per chi fosse curioso di andare oltre il mistero, in questo caso il regista Peter Greenaway, nel film Nightwatching ha identificato nell’opera circa 50 misteri tutti da scoprire. Insomma, al di là della bellezza che ogni opera riveste, sembra indubbio non affermare che questo alone di mistero conceda a ciascuna ancor più celebrità e fascino.

Nonostante il titolo con cui è conosciuta oggi, l’opera rappresenta una scena diurna. In “Ronda di notte” di Rembrandt ci sono trentuno personaggi. Tra questi si distinguono i membri della corporazione degli archibugieri con il loro capitano Cocq, che stanno per iniziare la loro marcia. Il capitano Cocq si trova al centro dell’immagine ed è ritratto mentre richiama l’attenzione del luogotenente van Ruytenburch, incaricato di mettere in riga la corporazione. Il resto degli archibugieri è ancora disordinato e impreparato per cominciare la parata. Ogni ufficiale è raffigurato in base al proprio ordine di importanza ed è impegnato in azioni diverse. Tra i personaggi minori compaiono anche due bambini che corrono e un cane.

Rispetto al resto del gruppo, nella scena spicca una bambina, l’unica tra gli adulti, inondata di luce grazie al suo vestito giallo. La bambina nonostante sia in mezzo agli adulti appare completamente separata dal gruppo e si nota per un particolare, un pollo appeso alla cintura dalle zampe. La sua presenza è simbolica e richiama il cognome del capitano Cocq, che significa gallo in italiano. Gli artigli del pollo, ben in evidenza sulla cintura, sono simbolo degli archibugieri, nonché un richiamo alla sconfitta degli avversari, e anche l’abito giallo della bambina è un simbolo di vittoria. Sullo sfondo, dietro gli ultimi due personaggi rappresentati, compare anche un autoritratto di Rembrandt. Di lui si vede solo una parte del viso, a ricordare la sua bassa statura.

L’opera originariamente era conosciuta come La compagnia del Capitano Frans Banning Cocq e rappresenta una scena diurna. L’equivoco nasce dalla scarsa qualità dei colori utilizzati da Rembrandt, che nel 1715, passati 73 anni dalla realizzazione del dipinto, risultavano molto più scuri, tanto da far sembrare la scena rappresentata di notte.

Rembrandt per il dipinto ottiene un compenso di milleseicento fiorini, ovvero cento fiorini a committente, una cifra molto elevata per l’epoca. Per questo motivo, nonostante Rembrandt ha rappresentato i committenti in base al loro ordine gerarchico, alcuni dei committenti alla vista del dipinto rimangono scontenti del lavoro svolto dal pittore, in quanto non compaiono a figura intera e sono spesso ritratti accanto a personaggi che non hanno pagato per essere rappresentati nel dipinto.

Il dipinto “Ronda di notte” a partire dagli scorsi anni è protagonista di un progetto di ricerca e conservazione per analizzare l’utilizzo di Rembrandt dei colori e dei materiali. Dalle numerose analisi si sono scoperte sul dipinto tracce di piombo, un componente inusuale che potrebbe portare a numerose scoperte sul lavoro di Rembrandt e sui restauri realizzati nel corso dei secoli. Durante le operazioni di restauro del 2019 è inoltre emerso il disegno preparatorio per il dipinto, realizzato da Rembrandt direttamente sulla tela, che ha permesso di comprendere la particolare attenzione che l’artista ha utilizzato per l’opera. Il disegno è infatti stato modificato più volte anche in piccoli particolari, come le piume su alcuni degli elmi, prima di arrivare alla composizione che oggi conosciamo.

(Continua)

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La prima parte al link:

https://www.internationalwebpost.org/contents/ARTE_E_MISTERO_(I%5E_Parte)_32604.html

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Grazia De Marco

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