ATTACCO HACKER AL COMUNE DI PALERMO

I sindacati: “Pronte le richieste di risarcimento”

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cms_26701/0.jpgNegli ultimi due consigli comunali di Palermo c’è stato un salto indietro nel tempo di quasi 30 anni, in quanto sono stati convocati con carta e penna anziché in via telematica. Infatti, la carta intestata con la convocazione dei quaranta consiglieri comunali è stata fisicamente firmata dal presidente Salvatore Orlando presso Palazzo delle Aquile, al posto di una semplice email. I disagi sono dovuti ad un attacco ransomware che si era verificato il 2 giugno scorso, quando provando ad accedere ad un sito web istituzionale come quello del comune di Palermo o della Polizia di Stato, esso non funzionava. Per prevenire ulteriori danni i sistemi erano stati preventivamente spenti ed isolati dati dalla rete, mentre la Sispi la società che si occupa del Sistema informatico e telematico del Comune di Palermo, aveva aperto le indagini. Nei giorni a seguire l’attacco è stato rivendicato da Vice Society, gruppo criminale specializzato in ransomware, che ha pubblicato una prima tranche di documenti esfiltrati dalla struttura informatica dell’ente comunale con l’obiettivo di far pressione al comune nella trattativa per il pagamento di un riscatto.

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I ransomware sono infatti un tipo di virus informatici specializzati nel rubare e bloccare dati, solitamente nascosto in uno o più allegati di una mail e che possono infettare la rete interna di un’istituzione o di un’azienda. Esso causa molti danni proprio perché, oltre a interrompere improvvisamente i servizi come un normale virus, permette anche ai criminali di avere accesso a dati personali e segreti molto utili durante le negoziazioni. Da un mese i tecnici di Sispi sono al lavoro per ripristinare via via tutti i servizi, ma “Sono a metà dell’opera”, dice Nicola Scaglione, segretario del Cisal, il sindacato del pubblico impiego più rappresentativo nel comune di Palermo. Recentemente però a distanza di oltre un mese dal primo attacco, con una informativa del vice segretario generale, il Comune ha avvisato i cittadini della pubblicazione nel dark web di documenti contenenti dati personali dei propri dipendenti e degli utenti di alcune aree dell’amministrazione.

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“I dati sensibili di migliaia di dipendenti del comune di Palermo sono finiti sul dark web come curricula, numeri di cellulare, numeri di conto corrente, estremi dei documenti di identità, a causa dell’incapacità dell’amministrazione di proteggere le proprie banche dati. I nostri avvocati stanno già preparando le richieste di risarcimento danni e hanno chiesto al Comune di attivare le procedure dovute presso il Garante della privacy; l’ente è inoltre tenuto a comunicare ai lavoratori quali dati sono stati rubati, così da consentire loro di tutelarsi da possibili truffe”. affermano così Giuseppe Badagliacca e Nicola Scaglione del Csa-Cisal, primo sindacato del Comune di Palermo. Infine, in una nota il comune di Palermo avverte gli interessati che li terrà aggiornati non appena saranno disponibili maggiori dettagli, e inoltre invita tutti i cittadini “a fare particolare attenzione alla posta elettronica e ai messaggi istantanei in quanto le informazioni personali potrebbero essere utilizzate per comunicazioni telefoniche o messaggi di phishing a scopo fraudolento, grazie alla conoscenza dei dati personali da parte dei soggetti terzi che hanno condotto l’attacco informatico”.

Francesco Maria Tiberio

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