ATTILIO FONTANA E’ IL NEMICO PUBBLICO NUMERO UNO

QUANDO TOCCHERA’ A LUCA ZAIA?

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cms_16911/coronavirus-italia-11_3_2020.jpgIl 2020 sarà ricordato come l’anno della pandemia, del distanziamento sociale, della lotta contro un nemico invisibile, ma combattere contro un nemico invisibile, si sa, non ha mai dato grandi onori, non ha mai placato le inquietudini umane, non ha mai trasformato i suoi oppositori in eroi. E fu così che nel marasma che sta attraversando il nostro paese il nemico perfetto ha assunto le sembianze del Governatore della Lombardia, Attilio Fontana. E’ da giorni che sui giornali e nei talk show l’attenzione è puntata sul Governatore lombardo, la sua colpa? Prendere la distanze dal Governo cercando di gestire l’emergenza coronavirus attuando strategie alternative.

cms_16911/coronavirus_ospedale_fiera_MIlano_Fg.jpgEra prevedibile che su Fontana, il quale, in soli dieci giorni, ha messo in piedi un ospedale con l’aiuto di Bertolaso, ignobilmente soprannominato “bertoleso” si abbattesse la scure del Grande Fratello e dei suoi adepti. E’ stato facile attaccare Fontana quando chiedeva dispositivi sanitari individuali adeguati e non mascherine che, a detta del Governatore della Campania Vincenzo De Luca, erano buone solo per essere indossate dal coniglio Bugs Bunny. E’ stato facile additare Fontana come l’uomo forte che non collabora con il territorio scrivendogli una bella lettera dove si chiedeva al Governatore dispositivi di protezione adeguati, delucidazioni sulle case di cura, il perché alcune città non fossero diventate zone rosse. Ma mi chiedo e vi chiedo, non sarebbe stato meglio, cari Sindaci, scrivere al Governo? Primo perché è compito del Governo individuare le zone rosse, secondo perché è sempre il Governo che, attraverso la protezione civile, reperisce sul mercato internazionale i dispositivi sanitari (è bene ricordarsi che quando i Governatori hanno fatto da soli sono stati tacciati di voler scavalcare il Governo e in molte occasioni le loro forniture sono state requisite dalla Protezione Civile), terzo perché le case di riposo fanno parte del tessuto dei paesi, quindi se non si riesce a gestire l’emergenza è al Governo che si deve chiedere di inviare mezzi e uomini. A tal proposito bisogna fare un doveroso ringraziamento ai medici russi che stanno sanificando le case di riposo nelle Regioni più colpite. Ma mi chiedo e vi chiedo, non erano gli stessi Sindaci che invitavano tutti ad abbassare i toni, che non era il tempo delle polemiche, che le istituzioni erano chiamate a combattere un nemico sconosciuto e che fosse fisiologico fare degli errori, che invitavano tutti a lavorare ventre a terra, a stringerci tutti a corte, a invitare i milanesi ad abbracciare un cinese accusando Fontana di allarmismo e razzismo quando chiedeva di mettere in quarantena chi arrivava dalla Cina, che passata l’emergenza auspicano una sanità che torni in mano allo Stato centrale? Oggi però è più facile prendersela con Fontana. I Sindaci dovrebbero impegnarsi ad attuare la distribuzione dei buoni alimentari che ad oggi sono ancora sulla carta invece di scrivere lettere. Il mainstream attacca Fontana, ma provvidenzialmente si dimentica dell’Inps e dello spettacolo indegno che ha offerto ai propri cittadini, si dimentica di scrivere sui giornali quanto costa (ci costa circa cinquanta milioni di euro all’anno) ai contribuenti un sistema informatico che ha fatto crash dopo solo due ore, aggiungendo al danno la beffa rivelando informazioni personali degli utenti, si dimentica di chiedere alla Ministra per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione,cosa intende per digitalizzazione del paese, si dimentica di chiedere le dimissioni dei vertici dell’Inps che non hanno avuto nemmeno la decenza di chiedere scusa a chi paga il loro stipendio, si dimentica del bambinesco scarica barile dell’Inps sugli hacker, uno scarica barile a cui nessun italiano sano di mente ha mai creduto e al quale è arrivata la pronta smentita da Anonymous: “Noi non c’entriamo. Siete cosi incapaci che avete fatto tutto da soli”. Perché nessuno si indigna per i tanti italiani perbene che passeranno la giornata delle Palme, Pasqua e Pasquetta senza un euro per fare la spesa dopo le mirabolanti promesse del Governo? Perché nessuno si è indignato con la Protezione Civile che dopo aver mandato migliaia di mascherine ai sanitari ha poi prontamente inviato una circolare per vietarne l’utilizzo in quanto inadatte all’uso sanitario? Perché nessuno si indigna per la penuria di mascherine dopo che l’ISS ne consiglia vivamente l’uso quando entreremo nella fase due? Oggi, come ieri era Attilio Fontana e la Lombardia, l’eroe e il modello a cui ispirarsi sono Luca Zaia e la Regione Veneto, ma per quanto durerà l’idillio tra il Governatore i suoi sindaci e il Governo? Stando ai sondaggi, il nostro Presidente del Consiglio ha il sostegno di sette italiani su dieci, è ormai evidente che per il mainstream nessuno deve offuscare la sua stella, nessuno deve porre domande scomode, nessuno deve accendere i riflettori sulle mancanze dell’operato del Governo. Oggi tocca ad Attilio Fontana diventare il nemico perfetto, domani sarà la volta di Luca Zaia?

Teresa Zagaria

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