A MANIAGO IL MONDIALE DI PARACICLISMO

Presentato a Palazzo Chigi l’evento che si terrà dal 2 al 5 agosto nella cittadina friulana. Quarantacinque le nazioni partecipanti

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Dal 2 al 5 agosto si terrà a Maniago, in provincia di Pordenone, si ssvolgerà il mondiale di para-ciclismo su strada. L’evento è stato presentato presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio. Presenti il ministro per lo Sport, Luca Lotti, il presidente del Comitato paralimpico italiano, Luca Pancalli, il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini e il presidente della Federazione ciclistica italiana, Renato Di Rocco che ha diciarato: "A Maniago ci sentiamo a casa, c’è massima disponibilità del comune e ospitalità da parte della comunità locale".

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Nella città friulana che la prossima estate sarà il centro di uno degli sport paralimpici più seguiti e praticati, giungeranno 45 nazioni con 300 atleti, senza contare la schiera di accompagnatori al seguito dei team. Maniago non è nuova a questo tipo di esperienza: nel 2015 e 2017 ha già ospitato due tappe di Coppa del Mondo. “Con questo Mondiale vince l’Italia, perché sono occasioni per dimostrare il valore del nostro Paese e delle nostre capacità…E voglio ricordare che abbiamo stanziato 5 milioni di euro, tra 2018 e 2019, per l’acquisto degli strumenti per aiutare i disabili: una handbike, una carrozzina, un monosci. Non è un modo di dare un bonus o di elargire delle risorse, ma un mezzo per aiutare lo sport e per non lasciare indietro nessuno”, ha detto il Ministro Lotti.

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La nazionale italiana, che annovera campioni del calibro di Alex Zanardi, Luca Mazzone, Porcellato Francesca, Narcisi Jenny e Leonardo Melle, elencandone alcuni, avrà la possibilità di vincere tra le mura amiche qualche medaglia da aggiungere al già ricco palmares Azzurro. E sarà anche l’occasione per il nostro Paese di celebrare la cultura paralimpica, attraverso la diffusione di quei valori sportivi come: passione, sacrifico, impegno, lealtà e divertimento. E questi sono valori comuni anche ai normodotati; poiché lo sport deve unire tutti al comune pensiero che la diversità è un elemento da cui partire per far crescere ed evolvere una società.

(Foto dal sito web della FCI: si ringrazia)

U. D.G.

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