A MILANO TUTTI GIU’ PER TERRA!

Gli studenti protestano davanti al palazzo della regione

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E’ accaduto mercoledì vent’otto ottobre intorno alle ore otto; un numeroso gruppo di ragazzi del liceo Volta di Milano armato di libri, PC e tablet si è seduto a terra, in segno di protesta, davanti al palazzo di Regione Lombardia ed ha iniziato a seguire le lezioni online. Che lezione a distanza sia! Così come disposto dall’ultima ordinanza regionale, una sorta di sit-in pacifico organizzato qualche giorno prima tramite una chatt comune, gli studenti hanno deciso per una didattica a distanza dal sapore provocatorio. Un presidio contro la decisione della Regione di prevedere , per ora, sino al tredici novembre la didattica a distanza al cento per cento obbligatoria per le scuole secondarie superiori, salvo che per i laboratori e per alcune categoria con bisogni educativi speciali con il palese obiettivo di ridurre la pressione sui mezzi pubblici. Libri, vari dispositivi per poter seguire le lezioni, power bank per ricaricare cellulari e p.c., cuffie per non disturbare le lezioni degli altri, mascherine chirurgiche nello zaino di questi studenti che, sedendosi per terra, hanno addirittura tracciato con lo scotch gli spazi per mantenere le giuste distanze. E’ uno splendido silenzio assordante, inaccettabile invece è il silenzio delle istituzioni ha commentato il Consigliere Regionale Lombardo di Più Europa, Michele Usuelli che ha pubblicato sul suo profilo facebook le foto della protesta studentesca.

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Anche il Preside del liceo, pochi giorni fa, aveva espresso, attraverso una lettera, indirizzata ai genitori degli alunni del liceo il suo disappunto con queste parole: “Comprendiamo le ragioni dell’economia, ma un paese che non sa proteggere le sue scuole è senza futuro. Che delusione, che amarezza, che rabbia”. Proprio due giorni fa il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana aveva confermato la didattica a distanza al cento per cento per tutte le scuole superiori della Lombardia. I manifestanti, tra cui anche i docenti, dotati di striscioni hanno recitato: “la Regione rinuncia, noi no. Fuori i soldi per la scuola, il futuro non è a distanza”. Il Presidente Fontana non è stato il solo a decidere la chiusura delle scuole optando per la didattica a distanza, anticipato dal Presidente campano, Vincenzo De Luca e seguito dal Presidente della Puglia, Michele Emiliano hanno tutti scelto la via più facile, quella di chiudere la scuola. In Francia dove il numero dei contagiati è di gran lunga superiore al nostro il Presidente francese, Emmanuel Macron parlando alla nazione ha annunciato sì misure ancora più restrittive di quelle già vigenti, una sorta di lockdown parziale che entrerà in vigore da venerdì trenta ottobre, ma altresì decidendo di lasciare le scuole aperte. E’ una scommessa per il futuro, quella francese, ma che può rivelarsi una lama a doppio taglio.

Anna Di Fonzo

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