A ROMA È SHOW ALL BLACKS, MA SOLO NEL SECONDO TEMPO

Finisce 9-47 per i neozelandesi, ma ottima prima frazione di gara degli Azzurri

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Non siamo qui oggi a commentare solo la cronaca di una sconfitta, perché sapevamo tutti come sarebbe andata a finire al termine degli ottanta minuti di questo primo test match autunnale degli Azzurri. Gli All Blaks sono superiori a tutti, comprese le nazioni dell’emisfero australe a cui ogni tanto può capitare di vincere anche un campionato del mondo, è su questo non si può obiettare. E se consideriamo che il Galles (pluricampione del Torneo Sei Nazioni), inoltre, una settimana fa ha perso a Cardiff con il punteggio di 16-56, la partita tra Italia e Nuova Zelanda, finita 9-47, possiamo dire che è andata abbastanza bene. Ma il match, ci è servito per capire (forse) che il XV allenato da Kieran Crowley ha delle buone chance di giocare un ottimo Guinness Six Nations 2022. Gli Azzurri schierati in campo dal primo minuto, per gran parte della prima frazione di gara, hanno giocato bene rimanendo molto concentrati, salvo le due mete di Christie e Coles, in ogni fase di attacco degli avversari e in quasi tutte le fasi difensive. “Se analizziamo la nostra performance difensiva, i dati parlano da soli: circa 190 placcaggi positivi, grazie ai quali abbiamo messo gli All Blacks sotto pressione con un lavoro chiaramente molto duro per noi, che alla lunga ha presentato il suo conto”, dichiara Kieran Crowley, ct dell’Italia, nel post partita.

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È vero, in tutta la partita non siamo mai riusciti a sfondare il limite dei 22, però di fronte non c’erano dei pivellini venuti in gita a Roma. Stiamo parlando di una squadra che elenca negli sport a livello mondiale il miglior record in fatto di bilancio: il 77,83% di successi in oltre 580 partite disputate tra il 1903 e il 2019. Alla fine del match, comunque, le statistiche parlano di maggior possesso dell’ovale e tanti metri conquistati dagli neozelandesi, ma non deve offuscare l’ottimo lavoro fatto nel primo tempo dal XV guidato dal giovane capitano, Michele Lamaro. “Nel finale hanno sfruttato il nostro calo fisico, usando il piede sulla profondità per metterci tutta la pressione addosso quando avevamo dato tutto quello che avevamo. Per il futuro dobbiamo imparare ad adattarci meglio a queste situazioni, crescere come collettivo e come singoli”, dice il capitano degli Azzurri, Lamaro. Sicuramente c’è ancora molto da lavorare, ma quanto visto contro i maestri del rugby, fa ben sperare per i prossimi due test match contro Argentina e Uruguay.

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CRONACA

1 TEMPO - Buon avvio di gara per gli Azzurri che riescono ad avere il possesso dell’ovale per quasi 25 minuti di gara, portando spesso gli All Blacks a commettere fallo. Due i tentati degli uomini guidati da Lamaro di sfondare la linea dei 22, ma il muro nero sembra invalicabili. Il parziale di 26-6 è troppo severo per il coraggio e l qualità messa in campo dal XV italiano. In meta Christie e Coles per i neozelandesi con le entrambe le realizzazioni di Mo’unga; per l’Italia trasformazioni di Garbisi.

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2 TEMPO - La ripresa è stata meno arrembante per gli Azzurri, almeno fino a quando Crowley non ha deciso di effettuare i cambi. Dal promo quarto, gli All Blacks hanno alzato il ritmo facendo giocate veloci e ravvicinate. L’Italia va male nelle rimesse e in. Mischia. Gli avanti neo zelandesi, inoltre, hanno trovato spesso strada libera nel portare l’ovale oltre la linea di meta; complice anche i numerosi errori in fase offensiva dei nostri giocatori e i troppi falli. Nessun punto segnato nel secondo tempo dal XV italiano, mentre sono 4 le mete neozelandesi: Reece, t. Mo’unga (9-28); 69’ m. Aumua, t. Mo’unga (9-35); 70’ m. Sotutu, t. Mo’unga (9-42); 76’ m Aunua, nt (9-47). Finisce 9-47 per gli ospiti.

Umberto De Giosa

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