An exhibition at the Central Pavilion

The Disquieted Muses. When La Biennale Meets History.

1596340887An_exhibition_at_the_Central_Pavilion.jpg

cms_18510/1.jpg

An exhibition realised by the Historical Archives of Contemporary Arts - ASAC and curated for the first time by the artistic directors of all six departments (Art, Architecture, Cinema, Dance, Music, and Theatre) with the cooperation of Istituto Luce-Cinecittà, Rai Teche and other Italian and international archives.

cms_18510/2.jpg

La Biennale di Venezia, to mark the 125th anniversary of its foundation, is presenting Le muse inquiete (The Disquieted Muses). When La Biennale Meets History, an exhibition by the Historical Archives of Contemporary Arts – ASAC, to be held in the Central Pavilion of the Giardini della Biennale from Saturday, August 29 to Tuesday, December 8, 2020.

cms_18510/3.jpg

This is the first exhibition to be curated by all the artistic directors of La Biennale’s six departments. Working together, they have used the one-of-a-kind sources of the Historical Archives of La Biennale and other Italian and international archives to retrace key moments during the 20th century when the Biennale crossed paths with history in Venice.

cms_18510/4.jpg

Cecilia Alemani (Art), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Dance), Ivan Fedele (Music), Antonio Latella (Theatre), and Hashim Sarkis (Architecture) have drawn on the materials of the ASAC, Istituto Luce-Cinecittà and Rai Teche, but also on the records of the Galleria Nazionale Arte Moderna di Roma, Fondazione Modena Arti Visive, Archivio Ugo Mulas, Aamod-Fondazione archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Archivio Cameraphoto Arte Venezia, IVESER Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della società contemporanea, Peggy Guggenheim Collection, Fondazione Ugo e Olga Levi, Centro Sperimentale di Cinematografia Roma, and Tate Modern London.

cms_18510/5.jpg

In presenting the exhibition, Roberto Cicutto, President of La Biennale di Venezia, expressed his gratitude “for the generous support that the directors and staff of the Historical Archives and the entire Biennale have given to this project, parallel to their work on the exhibitions and festivals. It is one that bolsters La Biennale’s role as a hub of research in the contemporary arts, a fundamental driving force for investigating the present and future, and a strategic tool for development, even in terms of economic growth.”

cms_18510/6.jpg

For this exhibition, the directors have selected rare footage, first-hand accounts, and a range of artworks, following various lines of research to examine the many times when the history of La Biennale has overlapped with the history of the world—revealing or generating institutional rifts and political and ethical crises, but also new creative languages.

cms_18510/7.jpg

The exhibition is laid out in the rooms of the Central Pavilion and weaves its way through all six disciplines: from Fascism (1928-1945) to the Cold War and new world order (1948-1964), to the unrest of ’68 and the Biennales chaired by Carlo Ripa di Meana (1974-78), then from the postmodernism to the first Architecture Biennale and until the 1990s, and the beginning of globalization (see attached document “The Rooms” with details).

cms_18510/8.jpg

In a period of global instability that over the course of just a few months has brought a succession of environmental disasters, new pandemics, and social revolutions, La Biennale di Venezia serves as a wellspring and channel for the most innovative currents in the artistic disciplines of our era—but also continues to bear witness to the many shifts and crises that have supervened from the late nineteenth century to the present, like a seismometer recording the tremors of history.

cms_18510/italfahne.jpgLe muse inquiete. La Biennale di fronte alla storia: una mostra al Padiglione Centrale

Mostra realizzata dall’Archivio Storico della Biennale – ASAC, curata per la prima volta da tutti i direttori dei sei settori artistici (Arte, Architettura, Cinema, Danza, Musica, Teatro) con la collaborazione di Istituto Luce-Cinecittà e Rai Teche e di altri archivi nazionali e internazionali.

La Biennale di Venezia, nella ricorrenza dei 125 anni dalla sua fondazione, presenta la mostra Le muse inquiete. La Biennale di fronte alla storia, che si terrà al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale da sabato 29 agosto fino a martedì 8 dicembre 2020, realizzata dall’Archivio storico della Biennale – ASAC.

La mostra è curata per la prima volta da tutti i direttori dei sei settori artistici che hanno lavorato insieme per ripercorrere, attraverso le fonti uniche dell’Archivio della Biennale e di altri archivi nazionali e internazionali, quei momenti in cui La Biennale e la storia del Novecento si sono intrecciate a Venezia.

Cecilia Alemani (Arte), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Danza), Ivan Fedele (Musica), Antonio Latella (Teatro), Hashim Sarkis (Architettura) hanno attinto non solo ai materiali dell’Archivio storico della Biennale e dell’Istituto Luce-Cinecittà e Rai Teche, ma anche ai documenti degli archivi della Galleria Nazionale Arte Moderna di Roma, Fondazione Modena Arti Visive, Archivio Ugo Mulas, Aamod-Fondazione archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Archivio Cameraphoto Arte Venezia, IVESER Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della società contemporanea, Peggy Guggenheim Collection, Fondazione Ugo e Olga Levi, Centro Sperimentale di Cinematografia Roma, Tate Modern London.

Il Presidente della Biennale Roberto Cicutto, nel presentare la mostra ha espresso la sua gratitudine per “la generosa adesione che i direttori, lo staff dell’Archivio storico e lo staff della Biennale tutta hanno dato alla costruzione - in parallelo con gli impegni relativi alle Mostre e ai Festival - di un progetto che rafforza ancor più La Biennale come laboratorio permanente di ricerca delle arti contemporanee, motore indispensabile di indagine sul presente e sul futuro e strumento strategico di sviluppo anche economico per la società contemporanea.”

I direttori hanno selezionato per questa mostra testimonianze, filmati rari e opere e costruito percorsi di ricerca che si soffermano su quei momenti in cui il passato dell’Istituzione veneziana si è intersecato agli eventi della storia globale, manifestando e generando fratture istituzionali, crisi politiche ed etiche, ma anche nuovi idiomi creativi.

La mostra si articola nelle sale del Padiglione Centrale in un itinerario che attraversa le sei discipline: dagli Anni del Fascismo (1928-1945) alla guerra fredda e ai nuovi ordini mondiali (1948-1964), dal ’68 alle biennali di Carlo Ripa di Meana (1974-78), dal Postmoderno alla prima Biennale di Architettura fino agli anni ’90 e l’inizio della globalizzazione (si veda la scheda “Le stanze” in allegato).

In un periodo di instabilità globale che solo negli ultimi mesi ha visto alternarsi catastrofi ecologiche, nuove pandemie e rivoluzioni sociali, La Biennale di Venezia si distingue così non solo come luogo di produzione e riflessione delle tendenze più innovative delle principali discipline artistiche contemporanee, ma conferma anche il suo ruolo di testimone privilegiato di molteplici cambiamenti, drammi e crisi sociali susseguitisi dalla fine dell’Ottocento a oggi, registrando come un sismografo i sussulti della storia.

Domenico Moramarco

Tags: Venezia Biennale Architettura Mostra

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App