Attacco ad Idlib

Morte 58 persone, di cui 11 bambini

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Si è aperta ieri a Bruxelles la conferenza per discutere degli aiuti alla Siria. Presenti 70 rappresentanti governativi. Le Nazioni Unite sostengono che occorreranno 8 miliardi di dollari per gettare le basi della ricostruzione, dopo sei interminabili anni di guerra, costata 400.000 morti e 13,5 milioni di persone richiedenti asilo e bisognose di cure.Il Paese, che prima del conflitto contava circa 22 milioni di abitanti, è devastato.Oggi, interverranno all’incontro i ministri degli esteri dei Paesi che vogliono aiutarlo. Oltre all’UE – che ha già stanziato per il 2017, 1,2 miliardi di euro - e alle Nazioni Unite, ci saranno Norvegia, Qatar e Kuwait.

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“Non è possibile pensare che il futuro della Siria possa essere quello del passato - aveva detto ieri l’alto rappresentante della politica estera Federica Mogherini – nulla potrà tornare come prima”.Ancora ieri si è verificato l’ennesimo bombardamento aereo che ha ucciso a Sheikhun, nel governatorato di Idlib, 58 persone, tra cui 11 bambini. Le cifre arrivano dall’Ondus, l’Osservatorio nazionale per i diritti umani. Il bilancio potrebbe aggravarsi perché alcuni tra i 160 feriti verserebbero in gravi condizioni.

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L’intera città è stata esposta ad agenti tossici provenienti da un arsenale ribelle colpito dai siriani. Questa la tesi del ministero della Difesa russo. Non sarebbe stata volontà del regime di Damasco eseguire un attacco chimico. A riferirlo stamattina è stato il generale maggiore Igor Konashenkov, precisando che l’area colpita sarebbe stata quella di una fabbrica di munizioni e deposito di armi nella periferia orientale di Sheikhun. Per il generale le armi chimiche prodotte dalla fabbrica sarebbero state utilizzate in Iraq. Ad Aleppo si registrarono inoltre sintomatologie simili a quelle osservate ieri nelle immagini pervenute dalla città.L’area di Khan Sheikun è in mano all’ex Fronte al Nusra, oggi rappresentate da qaedisti e membri di Fatah al Sham, il Fronte per la conquista del Levante, uniti fino all’agosto del 2016.

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In un altro raid, secondo fonti degli attivisti, è stato colpito l’ospedale da campo dove venivano curate le vittime dell’attacco. L’agenzia Ap ha citato il capo del servizio di difesa civile dell’opposizione nella città, Abu Hamdu, secondo il quale, la struttura sarebbe stata “presa di mira dopo l’attacco” che l’avrebbe distrutta, danneggiando cinque ambulanze.

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“L’attacco chimico di oggi (di ieri per chi legge ndr) contro degli innocenti in Siria, compresi donne e bambini, è riprovevole e non può essere ignorato dal mondo civilizzato” ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.La Casa Bianca non ha dubbi sulle responsabilità, che imputa al governo di Assad, anche se, fa sapere attraverso il suo portavoce Sean Spicer, è escluso un cambio di regime in Siria. Non ha risparmiato l’amministrazione Obama che “non fece nulla” dopo che il presidente siriano oltrepassò la cosiddetta “linea rossa”.Secondo gli Usa si tratterebbe di gas sarin, del quale parla anche, in una nota, Save The Children:: “I medici di una delle cliniche gestite dal nostro partner Syrian Relief ci hanno raccontato di aver ricevuto tre bambini sotto i 6 anni, appena coscienti, che faticavano a respirare, con il naso che colava e le pupille contratte. I medici dicono che questi sintomi sono coerenti con l’uso di agenti nervini, come il sarin”.Il comando generale delle forze armate siriane ha tuttavia smentito categoricamente di aver compiuto un attacco chimico, come ha riportato un comunicato diffuso dall’agenzia governativa Sana. Le forze armate “non hanno e non useranno mai questi materiali in nessun luogo o momento”, ritenendo “responsabili per l’uso di sostanze chimiche e tossiche i gruppi terroristi e quelli che sono dietro a loro”.

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Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin hanno discusso del raid durante una telefonata. Lo hanno reso noto fonti presidenziali di Ankara, secondo cui “Erdogan ha detto che un tale attacco disumano è inaccettabile”. La linea ribadita dai due leader è quella del mantenimento della tregua e del rafforzamento della cooperazione antiterrorismo.

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“C’è una primaria responsabilità del regime” ha detto Federica Mogherini, ribadendo come ad esso spetti proteggerlo e non attaccarlo. “Noi europei crediamo che le responsabilità abbiano rilevanza, quindi chi ha commesso crimini di guerra deve essere chiamato a risponderne”. Sul futuro di Assad, ha precisato, “sta ai siriani decidere”.

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“Le notizie di un attacco chimico contro civili inermi in Siria e di bombardamenti sugli ospedali dove erano stati ricoverati i feriti sono sconvolgenti - ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano -. L’Italia sarà in prima linea al Consiglio di sicurezza dell’Onu nella riunione d’urgenza, richiesta da Francia e Gb, e domani (oggi per chi legge ndr) alla Conferenza di Bruxelles sulla Siria, nel condannare l’uso di armi di distruzione di massa contro la popolazione siriana e nel chiedere con forza che vengano individuati i responsabili di questo crimine contro l’umanità”.

Vincenzo Fortino

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