Avvistato in Texas “492”

Il fenicottero più ribelle del mondo

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Nel 2005 giunse presso lo zoo di Wichita (Kansas) un giovane fenicottero con un passato in un parco zoologico sudafricano. Nato in Tanzania, due anni prima era stato barbaramente ingabbiato da un gruppo di specialisti insieme allo stormo di quaranta fenicotteri in cui era cresciuto, al fine di poter un giorno essere esposto al pubblico. Il suo aspetto era fiero e maestoso, il suo sguardo spavaldo e le sue interminabili ali nere come la pece. Ma ciò che nessuno sospettava era che ad una fisionomia così imponente corrispondesse un’indole ribelle e selvatica non comune fra la maggior parte degli esemplari della sua specie.

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Solitamente, sulle zampe degli animali che giungevano presso lo zoo veniva legato un braccialetto con sopra impresso un numero utile ad identificarli (al fenicottero africano spettò il 492) ma, soprattutto, per evitare che essi potessero fuggire veniva loro praticato un cruento trattamento che consisteva nel privarli di alcune appendici indispensabili per poter volare ad alta quota. Spesso, tuttavia, quest’ultima pratica non veniva riservata agli uccelli se non quando questi erano ormai divenuti adulti e, dunque, effettivamente in grado di volare. Accadde però che, a causa di un banale e senz’altro evitabile errore di valutazione, lo staff dello zoo decise di rinviare il momento in cui i fenicotteri “492” e “347” (di cui non sappiamo nemmeno il sesso, dal momento che nessuno ha avuto il tempo di verificarlo) sarebbero stati operati; non considerarono inoltre, cosa forse ancor più grave, che bestie di questo genere non sempre sono disposte a tollerare con pacatezza e mansuetudine quella cattività alla quale si rassegnano la maggior parte degli animali: la loro indole è sfrontata ed indipendente, e difficilmente possono rassegnarsi supinamente al destino che gli uomini riservano loro. Tutto ciò di cui 492 e il suo amico avevano bisogno, dunque, era una giusta opportunità … un’opportunità che si sarebbe manifestata ben presto.

La notte del 27 giugno 2005 doveva essere, almeno in teoria, l’ennesima notte afosa tipica delle estati del Kansas: una notte senza un minimo di vento né una sola nuvola in cielo in cui tutto sembra tranquillo e rilassante. Eppure, come se il fato avesse voluto lanciare un segnale, contro ogni previsione quella notte iniziò a piovere a dirotto: lo zoo rimase colpito da una tempesta senza eguali, cadendo ben presto nel disordine e nella confusione più totale. A quel punto, 492 ed il suo compagno non esitarono neppure un istante prima di approfittare della situazione per spiccare il volo e fuggire dimostrando che sì, malgrado la giovane età, erano già pronti per volare.

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La maggior parte degli esperti sembrava certa che, una volta varcati in confini dello zoo, la loro non sarebbe stata una vita duratura. Ma, a quanto pare, ancora una volta i fatti sembrano averli smentiti. Ben presto, i due presero direzioni diverse: il compagno di avventure di 492 si unì ad uno stormo con il quale venne in seguito avvistato e con il quale, almeno così speriamo, vive tutt’ora. Il fenicottero tanzano, però, non era adatto a convivere con un branco, o almeno non più. Così come aveva rifiutato la vita nello zoo, rifiutò anche di unirsi a qualunque stormo preferendo un’esistenza libera nei parchi degli Stati Uniti. In compenso, pare che negli ultimi anni il popolarissimo volatile abbia trovato l’amore: durante i suoi lunghi viaggi, verrebbe infatti sistematicamente accompagnato da un altro fenicottero di nome “Hdnr”, che alcuni anni fa è riuscito a fuggire da uno zoo dello Yucatan. Ovviamente non esistono prove circa il fatto che tra di loro vi sia del tenero, ma la loro costante compagnia lascerebbe supporre che difficilmente tra i due possa esservi una semplice amicizia; d’altronde, un po’ come gli esseri umani, pare che anche gli animali tendano a scegliere chi amare in base alla propria indole, e questi due volatili condividono non solo un passato molto simile ma perfino lo stesso amore per la propria emancipazione.

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Nella giornata di ieri, la coppia è stata vista nei pressi di Lavaca Bay mentre si godeva la propria libertà, venendo immortalata dal fotografo naturalista John Humbert. Non è la prima volta che 492 viene riconosciuto in Texas (probabile che il golfo del Messico sia la propria meta prediletta durante la stagione migratoria), al punto che la comunità zoologica locale ne ha fatto un proprio simbolo arrivando a dargli perfino un soprannome, Flamingo. Ad ogni modo, negli ultimi 14 anni il fenicottero è stato avvistato in numerose zone del Paese: dal Wisconsin fino alla Louisiana, divenendo un’autentica leggenda dei cieli e al tempo stesso un costante oggetto di ricerca da parte degli appassionati di birdwatching (l’osservazione degli uccelli) di tutto il mondo. Gli Usa, in realtà, dovrebbero essere un territorio abbastanza impervio per un fenicottero, non avendo al proprio interno né allevamenti autoctoni né le condizioni per far sì che tale animale prosperi: la maggior parte di queste bestie non cresciute in cattività vivono infatti in Florida, dove è localizzata l’unica colonia spontanea del Paese e dove è per loro possibile vivere una vita tranquilla e priva di rischi. Ma, ovviamente, è anche l’unico posto in cui 492 sembra non aver mai avuto intenzione di recarsi.

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Un fenicottero vive mediamente 50 anni. Benché ci auguriamo tutti che Flamingo, al pari del suo vecchio amico 347, possa vivere il più a lungo possibile, di una cosa siamo certi: nel corso della propria vita, non torneranno mai più nello zoo di Wichita. Sebbene quest’ultimo continui infatti formalmente a possedere i due animali, ha già annunciato che non tenterà in alcun modo di riprenderli dal momento che, come dichiarato dal portavoce del luogo Christian Baumer: “Non c’è un modo semplice per recuperarli: le operazioni creerebbero danni alla fauna locale e forse così facendo danneggeremmo i fenicotteri molto più di quanto non potremmo fare lasciandoli soli”.

Naturalmente, per quanto avvincente possa essere la storia di 492 (o se preferite, di Flamingo) esso rimane solamente un fenicottero. Eppure, talvolta sembra che, proprio grazie ai loro istinti più naturali e genuini, gli animali riescano a trasmettere a noi tutti un prezioso insegnamento su come vivere la propria vita, su come inseguire ad ogni costo la propria felicità e su come, soprattutto, riuscire a superare qualunque ostacolo. Non importa quanto disperata possa apparire la situazione o quante persone possano provare a metterci in catene, se solo lo vogliamo, potremo sempre continuare ad inseguire la nostra libertà e la nostra realizzazione più profonda.

Gianmatteo Ercolino

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