BENIGNI È UN ‘LEONE D’ORO’ ALLA CARRIERA

Il cda della Biennale del Cinema di Venezia annuncia in anticipo l’assegnazione della prestigiosa statuetta

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Sin dai suoi esordi, avvenuti all’insegna di una ventata innovatrice e irrispettosa di regole e tradizioni, Roberto Benigni si è imposto nel panorama dello spettacolo italiano come una figura di riferimento, senza precedenti e senza eguali, sono le parole di Alberto Barbera, direttore della Biennale del cinema di Venezia, a poche ore dalla decisione di consegnare il Leone d’Oro alla carriera a Roberto Benigni. Alternando -prosegue - le sue apparizioni su palcoscenici teatrali, set cinematografici e studi televisivi con risultati di volta in volta sorprendenti, si è imposto in tutti in virtù della sua esuberanza e irruenza, della generosità con cui si concede al pubblico e della gioiosità appassionata che costituisce la cifra forse più originale delle sue creazioni”. E così, il nome dell’eclettico artista toscano, annunciato con netto anticipo, si aggiunge, alla lista di nomi altisonanti della cinematografia italiana come Ermanno Olmi, Dino Risi, Francesco Rosi e Marco Bellocchio, insigniti nell’ultimo ventennio del prestigioso premio assegnato dal Cda della Biennale di Venezia che ha fatto propria la proposta di Alberto Barbera.

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Roberto Benigni, inizia la sua carriera negli anni ’70, diventando uno dei più amati e popolari attori, registi e sceneggiatori italiani, noto e apprezzato anche all’estero. “Con ammirevole eclettismo, senza mai rinunciare a essere se stesso, è passato dal vestire i panni dell’attore comico tra i più straordinari della pur ricca galleria di interpreti italiani, a quelli di regista memorabile in grado di realizzare film di enorme impatto popolare”, aggiunge il direttore della 78/ma Mostra del Cinema di Venezia che si svolgerà il prossimo settembre. Con la Vita è Bella, l’artista, nato a Castiglion Fiorentino, raggiunge l’apice della sua carriera conquistando nel 1998 il Gran premio della giuria al Festival di Cannes, e nel 1999, fra le sette nomination ricevute, 3 premi Oscar per il miglior film straniero e il migliore attore (oltre a quello per le migliori musiche assegnato a Nicola Piovani).

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Il mio cuore è colmo di gioia e gratitudine - commenta Benigni -. È un onore immenso ricevere un così alto riconoscimento verso il mio lavoro dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia”. Sin dagli esordi, ottiene i primi successi nel teatro d’avanguardia e in seguito negli show televisivi (L’altra domenica, 1976, di Renzo Arbore, nella parte di un esilarante critico cinematografico). Ha portato poi sul grande schermo uno dei propri spettacoli, Berlinguer ti voglio bene (1977), diretto da Giuseppe Bertolucci, mettendosi in mostra anche in opere dirette da grandi registi italiani come Marco Ferreri (Chiedo asilo del 1979), Bernardo Bertolucci (La luna sempre del1979) e Federico Fellini (La voce della luna del 1990), nel ruolo del lunare e poetico Ivo, insieme a Paolo Villaggio. “Pochi artisti hanno saputo come lui fondere la sua comicità esplosiva, spesso accompagnata da una satira dissacrante, a mirabili doti d’interprete nonché di avvincente e raffinato esegeta letterario (la lettura della Divina Commedia dantesta, ndr)”, conclude Barbera.

Umberto De Giosa

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