BIDEN: “OCCORRE SUBITO UNA LEGGE SULL’ABORTO”

Il presidente degli Stati Uniti chiederà al Congresso di emanare un provvedimento che tuteli il diritto all’interruzione di gravidanza

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cms_26630/0.jpgDopo la storica sentenza di pochi giorni fa sul divieto di praticare l’interruzione di gravidanza ai danni delle donne americane, Joe Biden, Presidente degli Stati Uniti d’America, ha inoltrato formalmente una specifica richiesta al Congresso avente ad oggetto l’approvazione di una legge che disciplini e soprattutto riconosca il diritto all’aborto e la libertà di scelta delle donne.

Il clima di incertezza ha spinto il Presidente ad anticipare la trattazione di questo argomento così delicato, che inizialmente era stato accantonato per essere oggetto di discussione e cavallo di battaglia delle elezioni presidenziali di metà mandato, previste per il prossimo novembre. In questo modo cadrebbe per la prima volta il tanto famigerato precedente giudiziario che vige nei Paesi anglosassoni e si darebbe spazio ad una vera e propria legge che regoli integralmente la materia.

Ciò fornirà almeno un minimo di stabilità legislativa ad un Paese che naviga in acque molto mosse a causa dell’aumento dei prezzi del carburante e dei tassi di interesse, su cui grava anche lo spettro dell’inflazione.

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Con la sua sentenza, la Corte Suprema ha dichiarato illegale interrompere una gravidaza, anche nei casi di stupro e incesto, negando di fatto il diritto all’aborto.

Questa pronuncia è stata recepita da ben ventisei Stati che sono pronti già ad applicarla nelle loro giurisdizioni, mentre altri tredici Stati hanno già predisposto una specifica legge da emanare.

Solo in Texas, Louisiana e Utah non sono stati adottati provvedimenti, in quanto i giudici locali dei tribunali hanno sospeso l’applicabilità della sentenza grazie anche all’intervento della Planned Parenthood.

Tutta questa incertezza genererà instabilità in quanto si prevede una migrazione verso gli stati liberisti che ammettono il ricorso all’aborto, come la Carlifornia e l’Oregon.

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Per emanare una legge federale, però, occorre l’approvazione di entrambe le camere. Al momento nulla è scontato in quanto la composizione del Congresso è paritetica: sono presenti in aula cinquanta democratici e cinquanta repubblicani.

Si teme principalmente l’ostruzionismo, conosciuto in America con il termine di “filibuster”, che viene adottato dalle minoranze e consiste nel prolungare il dibattito senza giungere ad una conclusione, a meno che non si raggiunga la maggioranza di sessanta voti.

Metodo che Biden non ama e che desidera abbandonare; tuttavia, il Presidente non ha i numeri per farlo, in quanto servirebbero cinquanta voti e i democratici Joe Manchin e Kyrsten Sinema sono contrari.

Alla luce degli ultimi sondaggi, in vista delle elezioni di novembre, che danno i repubblicani come favoriti per la maggioranza di Camera e Senato, sembrerebbe difficile immaginare una legge che tuteli il diritto all’aborto.

Per questo motivo i democratici devono giungere ad un accordo il prima possibile, anche perchè se così non fosse, in vista delle imminenti elezioni di metà mandato, ciò costituirebbe un punto di forza per i conservatori e una sconfitta annunciata per Joe Biden.

Antonio Conversano

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