BIDEN CONTRO CINA E COREA DEL NORD

“Siamo pronti per tutto ciò che farà Pyongyang”. Continua a tenere banco la questione Taiwan

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Due contro uno. Al di là della crisi russo-ucraina, gli Stati Uniti d’America decidono di affrontare due delle più spinose situazioni dei tempi moderni contemporaneamente. Alla base di questo insolito e pericolante triangolo si pongono la Corea del Nord e la Cina. Le questioni a tenere banco sono, come supponibile, i test missilistici e l’annessione di Taiwan. “Non sono preoccupato – asserisce Joe Biden da Seul – siamo preparati a tutto quello che può fare la Corea del Nord, sappiamo come rispondere qualunque cosa possa fare”. Il presidente ha parlato alla CNN prima di concludere la sua visita alla Corea del Sud. Il capo di stato americano si è recato nell’altra Corea proprio per poter constatare meglio, rimanendo in territorio pacifico, in cosa consistano i test missilistici che Kim Jong-un sta preparando ed effettuando. La massima autorità statunitense, dunque, conclude con le parole succitate (e non solo quelle) il suo viaggio in Asia. Biden, poi, rispondendo ad una domanda su un messaggio da far recapitare al leader nordcoreano, si è limitato ad un freddo e asettico “salve, punto”.

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Insomma, i rapporti tra Washington e Pyongyang sono tutt’altro che tesi… il che rende il primo lato del triangolo, e una parte di equilibri tra forze che esso comporta, molto instabile. L’altra grande questione è l’annessione forzata di Taiwan, braccio di ferro la cui origine si è ormai persa nel tempo. Gli USA si preparano, dovesse la Cina ricorrere alle cattive, ad essere coinvolti militarmente per difendere Taipei. Durante il suo tour nel continente asiatico Biden ha avuto modo di tenere una conferenza stampa anche con il premier Fumio Kishida, il quale ha fatto sapere che proprio il presidente americano ha concesso l’appoggio al Giappone per far sì che diventi un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

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Se non intervenissimo per difendere Taiwan e non faremo pagare un prezzo salato a Putin per le sue azioni, che messaggio manderemmo al mondo intero?”. Il capo della Casa Bianca non ha voluto – nuovamente – inserire la Russia nel discorso come il prezzemolo, ma ha semplicemente dato voce ai timori del primo ministro nipponico: Xi Jinping potrebbe fare con Taiwan ciò che ha subito l’Ucraina. Il capo di stato a stelle e strisce, inoltre, ha affermato che per Taipei farebbe qualcosa di diverso rispetto a quanto attuato per Kiev. La Cina, dal canto suo, ha invitato gli Stati Uniti a “non sottovalutare la determinazione cinese, siamo decisi a mettere in pratica azioni ferme per salvaguardare la nostra sovranità e i nostri interessi”. E anche l’altro lato del triangolo balla pericolosamente. Non solo crisi russo-ucraina, non solo Covid, non solo il nuovo e sconosciuto vaiolo delle scimmie, non solo ciò che principalmente viene raccontato. Ci sono tante altre questioni ancora “taciute”, ma i cui effetti a lungo termine potrebbero avere pesanti ripercussioni.

Francesco Bulzis

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