BRASILE - Rivolta dell’Aceto, no ai mondiali di calcio

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Speravamo che il Brasile utilizzasse i mondiali come un’opportunità per mostrare i suoi progressi e per favorire il diritto alla casa dei suoi cittadini, i fatti invece ci dicono il contrario.Il mondo seguirà gli incontri di calcio in televisione, ma la comunità internazionale punterà lo sguardo sui diritti delle persone». Replica Raquel Rolnik, l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. A pagare le conseguenze delle ingenti somme dovute ai mondiali di calcio del 2014 ,e’ proprio la fascia più debole del Brasile, intere comunità di persone obbligate a spostarsi dalle loro case ,senzatetto sfrattati dai loro rifugi , per non parlare del vertiginoso innalzamento dei prezzi dei biglietti dei mezzi pubblici. Scendono nelle strade in protesta i giovani , utilizzando l’aceto contro i gas lacrimogeni scagliati dalla polizia, e gridando contro questa organizzazione che sta portando loro solo

Chiara Antonucci

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