BUON COMPLEANNO PSICHE!

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“I Na’Vi dicono che ogni persona nasce due volte. La seconda è quando uno si guadagna il proprio posto tra il popolo, per sempre”.

(Sam Worthington)

“Nascere non basta. E’ per rinascere che siamo nati. Ogni giorno.

(Pablo Neruda)

cms_15970/DSC_2838.jpgCaro Lettore, ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…due giorni fa questa rubrica ha compiuto il suo primo anno di vita; era un anno fa quando fu aperta con l’obiettivo di dare spunti utili sotto il profilo psicologico e non solo. I sentieri di Psiche non è una rubrica di psicologia come tante altre, bensì è uno spazio, un percorso fatto di racconti, narrazioni, riflessioni e curiosità che hanno l’obiettivo di scuotere l’emotività di chi legge e anche di chi scrive, cioè io. Per chi mi segue tutte le settimane, ben sa che gli argomenti trattati nascono sempre da piccoli episodi di vita quotidiana perché sono fermamente convinta che fare della psicologia salendo su un piedistallo senza fare degli esempi concreti di esistenza, sia molto poco utile per non dire inutile…

Oggi, essendo stato il compleanno di questa rubrica, vorrei parlarvi della nascita; ho aperto – come di consueto – con due citazioni che mi hanno molto colpita perché in entrambe c’è un concetto molto importante e cioè che nella nostra esistenza, la rinascita e la nostra affermazione nel mondo esterno è la nostra vera nascita; molti autori nella letteratura psicologica hanno affrontato il tema della nascita e in particolare quello del trauma della nascita.

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Il primo a parlarne fu Otto Rank che ancora oggi scatena molte polemiche, soprattutto quando la sua teoria viene messa a confronto con quella di Freud; l’autore sosteneva che alla base di ogni psicopatologia esiste un vissuto traumatico irrisolto durante la nascita. Questo concetto implica di conseguenza che esisterebbe una vita psichica del feto; il trauma consisterebbe pertanto nella separazione dalla madre e si ripeterebbe nel corso dell’esistenza dell’uomo tutte le volte che quella separazione viene rievocata. Freud invece ipotizzò che ogni malattia sia riconducibile a un difettoso superamento del complesso di Edipo.

Ritengo che la teoria di Rank, sebbene ormai superata, abbia in sé un fondo di verità: la nascita sarebbe un primo passo verso la nevrosi, affrontare la separazione dalla mamma e quell’angoscia che ci accompagnerà tutta la vita; inoltre il bambino si trova ad affrontare anche a livello anatomico la difficoltà del passaggio da una via stretta. Un altro studio molto interessante condotto da Nilsson, Rottmann e Lukesch ha studiato la vita intrauterina del feto ed è stata rilevata una connessione tra condotte degne di attenzione clinica e gravidanza indesiderata; pertanto ormai è provato scientificamente che il feto è condizionato dai cambiamenti fisiologici della mamma e tutto ciò ha delle conseguenze sul suo comportamento quando sarà nato; tra i sintomi maggiormente associati a gravidanza indesiderata ci sono apatia, iperattività, disagi alimentari.

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Come dicevo, la teoria di Rank oramai è superata, tuttavia alcuni suoi prosecutori affermano che la psicoterapia rappresenta una rinascita e cioè la possibilità di superare il trauma iniziale; credo che questo concetto abbia un fondo di verità poiché molto spesso il lavoro terapeutico permette a bambini e adolescenti di trovare una dimensione sicura in cui superare una sensazione di angoscia che apparentemente talvolta non ha una precisa motivazione; lavorare in terapia presuppone una ricostruzione del proprio sé e soprattutto il concedersi la possibilità, l’opportunità di ri-nascere e di trovare la propria collocazione “tra il popolo” come affermato dall’autore con cui ho aperto il mio scritto di oggi; molti genitori, nelle loro diversità caratteriali, non si rendono conto di non permettere ai propri figli di farsi la loro strada e cioè di costruire la propria identità all’esterno del nucleo familiare. Al concetto di nascita è irreversibilmente legato il concetto di cordone ombelicale che non è solamente quello fisico, anatomico che i chirurghi recidono bensì è quello psicologico quello più difficile da recidere e il ruolo del padre è proprio quello di favorire il taglio del cordono ombelicale e di aprire ai figli le porte del mondo esterno.

Pertanto, care mamme permettete ai padri dei vostri figli di esercitare la loro funzione. Lo stesso esorto a fare ai papà: fate in modo che le madri dei vostri figli costruiscano legami sicuri e non ansiosi nel calore del focolaio domestico.

Insegniamo ai nostri ragazzi che la rinascita è il momento più bello della nostra esistenza, quello in cui edificare il loro futuro.

Ogni giorno abbiamo il diritto e dovere di rinascere e quindi…Buona rinascita a tutti!

Alla prossima settimana

Teresa Fiora Fornaciari

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