Bankitalia:Pil -9,2% nel 2020,ripresa in prossimo biennio(Altre News)

Bonus 600 euro, al via pagamento per iscritti a casse private - ArcelorMittal, piano da 3200 esuberi - Solo 40% alberghi in attività: a maggio persi 118mila posti - Leonardo con e-Geos nel progetto europeo Race

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Bankitalia: "Pil -9,2% nel 2020, graduale ripresa in prossimo biennio"

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Secondo le stime della Banca d’Italia nelle sue ’Proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana’, in uno scenario di base incluso nella baseline delle proiezioni per l’area euro pubblicate ieri dalla Bce, la contrazione del Pil in Italia sarà pari a -9,2% nella media di quest’anno, seguita da una graduale ripresa nel prossimo biennio: +4,8% nel 2021 e +2,5% nel 2022. All’andamento nell’anno in corso contribuirebbe, oltre alla caduta della domanda estera e dei flussi turistici internazionali, il decremento della domanda interna, in seguito alla sospensione di alcune attività economiche per il contenimento del contagio e alle ripercussioni della crisi epidemica sull’occupazione e sui redditi delle famiglie.

La ripresa del Pil, evidenzia ancora la Banca d’Italia nelle sue proiezioni, partirà dal secondo semestre di quest’anno e sarebbe in larga parte attribuibile al graduale venir meno degli effetti connessi con le misure di contenimento. Le ripercussioni della contrazione della domanda estera e dei flussi turistici e quelle derivanti da comportamenti più cauti di famiglie e imprese avrebbero invece effetti più persistenti, rallentando il ritorno dell’attività produttiva verso i livelli pre-crisi.

Nelle proiezioni sullo scenario di base, ricorda Bankitalia, si ipotizza che la domanda estera per i beni prodotti nel nostro paese si riduca del 13,5% nel 2020 e torni a espandersi nel prossimo biennio. Ulteriori ripercussioni sull’attività economica derivano dalla caduta dei flussi turistici internazionali. I profili dei tassi di interesse e del prezzo del greggio sono quelli impliciti nelle quotazioni dei mercati nelle dieci giornate lavorative terminanti il 18 maggio. Sottostante a questo scenario vi è l’ipotesi che la diffusione della pandemia rimanga sotto controllo a livello globale e in Italia e che pertanto prosegua la graduale rimozione delle misure di contenimento del contagio e l’attenuazione delle loro ripercussioni economiche.

In un secondo scenario definito "più severo", la Banca d’Italia ipotizza in particolare una caduta della domanda estera più marcata di quella dello scenario di base nell’anno in corso (20%) e una ripresa più graduale nel prossimo biennio, sia del commercio mondiale sia dei flussi turistici; l’emergere di nuovi focolai dell’epidemia che comporterebbero l’adozione di nuove misure di sospensione delle attività economiche per una quota pari a circa il 5% del valore aggiunto per 4 settimane nei mesi estivi e circa il 15% per 6 settimane tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021; un aumento dei rendimenti a lungo termine di circa 50 punti base e un irrigidimento delle condizioni del credito pari a circa la metà di quanto osservato durante la crisi finanziaria globale. Queste ipotesi avrebbero effetti aggiuntivi sul Pil nell’anno in corso rispettivamente di -1,5, -1,3 e -1,2 punti percentuali. In base a questo scenario più pessimistico, il Pil di circa il 13% quest’anno e recupererebbe a ritmi più moderati nel 2021 (+3,5%) e poi +2,7% nel 2022.

Le misure della politica di bilancio di sostegno diretto alla domanda, incluse nei decreti legge ’Cura Italia’ e ’Rilancio’, fornirebbero un "contributo significativo" nel mitigare la contrazione del Pil nell’anno in corso, valutabile secondo i moltiplicatori tradizionali in oltre 2 punti percentuali, sottolinea Bankitalia. Alcune misure come la moratoria sul credito e le garanzie sui nuovi prestiti, evidenziano da via Nazionale, "sarebbero inoltre essenziali a scongiurare il materializzarsi di possibili effetti non lineari associati a gravi conseguenze finanziarie, evitando una crisi di liquidità, mantenendo aperte le linee di credito delle imprese e soddisfacendo il fabbisogno di fondi indotto dalla crisi".

Bonus 600 euro, al via pagamento per iscritti a casse private

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Ieri è stato pubblicato il Decreto interministeriale per il pagamento del bonus di 600 euro per il mese di aprile in favore degli iscritti alle casse di previdenza private. E’ quanto scrive su Facebook il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. L’importo, dice, verrà erogato automaticamente dalle casse, senza bisogno di presentare una nuova domanda, a tutti i professionisti che abbiano fruito del bonus per il mese di marzo. Inoltre, è prevista l’erogazione anche in caso di cessazione o riduzione dell’attività professionale.

A breve, i professionisti (avvocati, psicologi, giornalisti, architetti solo per citarne alcuni) non titolari di pensione o di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, potranno fare domanda alla cassa di appartenenza, che provvederà a verificare i requisiti e a erogare il bonus, conclude.

ArcelorMittal, piano da 3200 esuberi

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ArcelorMittal Italia ha inviato al governo, a quanto apprende l’Adnkronos, il nuovo piano industriale 2020-2025 per gli stabilimenti dell’ex gruppo Ilva. Lo slittamento del termine per la presentazione del nuovo piano quinquennale era stato concordato con il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, nel corso dell’ultima call conference del 25 maggio dopo la firma nel marzo scorso dell’accordo tra Arcelor Mittal e Commissari Ilva in As con cui era stato modificato il contratto di affitto e d’acquisizione del polo siderurgico.

IL PIANO - Saranno poco più di 3mila, circa 3.200-3.300, i lavoratori in esubero negli stabilimenti dell’ex gruppo Ilva tra il 2020 e il 2025; si assesterà invece a 6 milioni di tonnellate la produzione prevista almeno fino al 2023; e sarà confermato lo sviluppo del green carbon, il carbone verde che prevede la costruzione di forni elettrici e degli impianti di pre-ridotto. Sono questi, a quanto apprende l’Adnkronos, alcuni tra i numeri più importanti contenuti nel nuovo piano industriale.

L’occupazione tornerà comunque a quota 10.500 lavoratori (i lavoratori in forza negli impianti ex Ilva) a fine piano, nel 2026. Tornando alla produzione il contingentamento a 6mln di tonnellate di produzione di acciaio all’anno durerà, dice il dossier inviato oggi al Mise, fino al 2023 come previsto dalla normativa ambientale. Un volume che è previsto aumentare negli anni successivi fino ad arrivare ad 8 mln di tonnellate ma a fine 2025 inizio 2026.

FIOM - “Si apprende che il piano presentato oggi al Governo da ArcelorMittal è sostanzialmente lo stesso di cui si parla da quasi un anno con il cambio della direzione; con le aggravanti dell’ulteriore rinvio degli investimenti per il revamping dell’Afo 5 e del blocco del piano ambientale". Così il leader Fiom, Francesca Re David commenta le indiscrezioni sul nuovo piano industriale.

"Quindi la crisi determinata dalla pandemia del Covid-19 non c’entra assolutamente nulla. Negli stabilimenti la situazione sta diventando esplosiva per una gestione inadeguata messa in atto dall’azienda. E’ inaccettabile qualunque soluzione che smentisca l’accordo che abbiamo fatto che prevedeva zero esuberi. Riteniamo che questo piano sarà giudicato irricevibile anche dal Governo tanto più che adesso lo Stato entrerebbe nella proprietà. È urgentissimo che il Governo convochi i sindacati non a giochi fatti, ma nel pieno della discussione”, conclude.

SINDACO TARANTO - "Siamo al momento allo oscuro del piano di ArcelorMittal, quando avranno la decenza di parlare con la città faremo le nostre valutazioni, anche se non ci aspettiamo nulla di buono, nulla su cui fondare un futuro sostenibile di quella fabbrica. Se i termini della questione sono solo e ancora altiforni, dilazioni, prestiti ed esuberi, proprio non siamo interessati". Così il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, commenta il silenzio del governo intorno al nuovo piano industriale.

"Il Governo ci convochi per l’accordo di programma, prepariamoci insieme seriamente, basta bugie alla comunità e ai lavoratori. Non si sprechi un altro euro pubblico senza una radicale prospettiva verde, costi quel che costi", conclude.

Coronavirus.Solo 40% alberghi in attività: a maggio persi 118mila posti

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Nonostante sia venuto meno il divieto di spostamento tra le regioni, solo il 40% degli alberghi italiani è attualmente aperto. E il 26,8% ha già deciso che rimarrà chiuso per tutto il mese di giugno. Sono questi i primi risultati dell’indagine mensile di Federalberghi, presentati oggi in audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

A maggio, nel comparto ricettivo sono andati in fumo circa 118mila posti di lavoro stagionali. Solo il 78,9% degli alberghi italiani prevede di essere aperto ad agosto, nonostante si tratti tradizionalmente del mese clou per il mercato delle vacanze.

“Noi lottiamo con i denti per ripartire e confidiamo che nei prossimi mesi il sentiment possa migliorare, ma la circostanza che a maggio, per il terzo mese consecutivo, si sia di fatto registrato il totale azzeramento delle attività, mette una pietra tombale sui conti della stagione primaverile, che quest’anno è stata cancellata dal calendario, insieme a più di ottanta milioni di presenze" ha detto il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, in audizione al Senato.

“Anche la stagione estiva è a rischio - ha aggiunto Bocca - le prenotazioni languono, i telefoni non squillano, siamo in apprensione per le sorti delle nostre imprese. Le prime vittime rischiano di essere cinquecentomila lavoratori stagionali che non saranno riassunti e le loro famiglie. Ma si addensano nubi fosche all’orizzonte anche per il milione di dipendenti in attesa di capire se al termine della cassa integrazione troveranno un’azienda in attività, che tenta faticosamente di rimettersi in piedi, o un portone chiuso”.

“Al Governo e al Parlamento - ha sottolineato - chiediamo uno scatto di reni. Alcuni dei provvedimenti sin qui adottati vanno nella direzione giusta, ma lo fanno con una lentezza esasperante e senza il vigore necessario. Occorre potenziarne la portata, aumentando le risorse a sostegno del turismo ed accelerando i tempi di effettiva entrata in vigore, altrimenti le imprese non ce la faranno”.

Leonardo con e-Geos nel progetto europeo Race

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Nell’emergenza coronavirus, i dati raccolti dai satelliti dall’italiana e-Geos sono utili per osservare i cambiamenti nei modelli delle attività condotte dall’uomo e per quantificare l’impatto economico dell’epidemia di Sars-Cov-2. Ma non solo. Nel delineare le attività di Leonardo nell’ambito della piattaforma Race annunciata oggi dall’Esa, il colosso aerospaziale italiano ricorda che attraverso e-Geos (joint venture tra Telespazio - controllata di Leonardo - e Agenzia Spaziale Italiana) supporta l’Agenzia Spaziale Europea nella nuova iniziativa Rapid Action coronavirus Earth observation, uno strumento "pensato proprio in risposta allo scoppio di Covid-19 attraverso l’osservazione della Terra".

In particolare, Leonardo spiega che e-Geos "fornisce l’accesso a immagini radar (Sar) ad altissima risoluzione di infrastrutture critiche ottenute dalla costellazione Cosmo-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa" ed i "dati raccolti sono utili per osservare i cambiamenti nei modelli delle attività condotte dall’uomo e per quantificare l’impatto economico dell’epidemia di coronavirus". Inoltre, e-Geos mette a disposizione di Race l’accesso a Cleos, la sua nuovissima piattaforma di dati e informazioni satellitari, per eseguire elaborazioni su larga scala, costruire e testare modelli di intelligenza artificiale e sviluppare applicazioni.

Forte delle sue conoscenze acquisite negli anni anche attraverso i servizi erogati all’interno del programma Copernicus, Leonardo insieme a e-Geos sta inoltre promuovendo "in vari paesi del mondo - Nord e Sud America, Far East e Paesi del Golfo - un pacchetto di soluzioni e dati geospaziali integrati a supporto dell’emergenza Covid-19". L’azienda italiana evidenzia che con "l’analisi e l’elaborazione di dati che arrivano da immagini satellitari e altre tecnologie, e-Geos è in grado di ricavare informazioni in merito, per esempio, all’impatto economico dovuto ai limiti imposti dal coronavirus". Durante il lockdown, inoltre, e-Geos ha anche fornito supporto al Dipartimento della Protezione Civile che ha richiesto ed ottenuto l’attivazione del servizio ’Rapid Mapping’ del Copernicus Emergency Management Service della Commissione Europea, gestito dalla joint venture a partire dal 2012.

"Le mappe satellitari rappresentano uno strumento utile al sostegno delle decisioni di pianificazione e controllo per la gestione sia del periodo di emergenza sia delle fasi successive" ed e-Geos utilizza anche "tecniche di intelligenza artificiale, machine learning, cloud computing e data analytics per trasformare i big data spaziali in applicazioni mirate per la gestione delle emergenze, per l’agricoltura di precisione, il monitoraggio dell’ambiente e per la sicurezza" chiarisce infine Leonardo.

Redazione

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