Bankitalia: "In primo trimestre crollo 5% del pil" (Altre News)

Governo:"decreto aprile varrà 70 miliardi" - 30mila imprese in meno nei primi tre mesi del 2020 - Ruocco alle banche: "Fate presto, soldi a aziende e cittadini"

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Coronavirus, Bankitalia: "In primo trimestre crollo 5% del pil"

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’’Nei primi tre mesi del 2020 il pil avrebbe registrato una caduta oggi valutabile attorno ai cinque punti percentuali’’. La stime è contenuta nel bollettino economico della Banca d’Italia. A tale flessione, si spiega, avrebbero contribuito ’’in misura rilevante alcuni comparti dei servizi’’.

’’Il protrarsi delle misure di contenimento dell’epidemia comporterà verosimilmente una contrazione del prodotto anche nel secondo trimestre, che dovrebbe essere seguita da un recupero nella seconda parte dell’anno’’ e da ’’un’accentuata ripresa dell’attività nel 2021’’, indica Bankitalia.

’’Nel nostro paese la diffusione dell’epidemia dalla fine di febbraio e le misure adottate per farvi fronte hanno avuto significative ripercussioni sull’attività economica nel primo trimestre. Sulla base delle informazioni disponibili, la produzione industriale sarebbe scesa del 15 per cento in marzo e di circa il 6 nella media del primo trimestre’’, si legge nel bollettino.

’’Nelle scorse settimane il Governo ha varato significative misure espansive a sostegno del sistema sanitario, delle famiglie e delle imprese colpite dalla crisi, attraverso il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, la sospensione di versamenti fiscali, una moratoria sui finanziamenti bancari in essere e la concessione di garanzie pubbliche sui prestiti per le imprese’’, rileva Bankitalia. ’’Ulteriori disposizioni -si ricorda- sono previste nelle prossime settimane’’.

Per una rapido recupero dell’economia, sottolinea Bankitalia, ’’saranno cruciali tempestività ed efficacia delle misure di politica economica in corso di introduzione in Italia e in Europa’’. ’’La rapidità del recupero dell’economia -evidenzia palazzo Koch- dipende, oltre che dall’evoluzione della pandemia in Italia e all’estero, dagli sviluppi del commercio internazionale e dei mercati finanziari, dagli effetti sull’attività di alcuni settori dei servizi, dalle conseguenze su fiducia e redditi dei consumatori.

Coronavirus, Governo:"decreto aprile varrà 70 miliardi"

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Il decreto aprile sarà corposo, molto più del Cura Italia a cui dovrà dare seguito. Stando a fonti di governo, varrà circa 70 miliardi di euro, risorse con cui l’esecutivo dovrà, tra le altre cose, prorogare il bonus per gli autonomi, che dovrebbe passare da 600 a 800 euro, ma contenere anche gli indennizzi a fondo perduto allo studio del governo per le imprese sulla base delle perdite registrate.

Salvo accelerazioni nel weekend, il provvedimento non sarà sul tavolo del Cdm, fissato per lunedì prossimo - "siamo ancora indietro sul testo", riferiscono le stesse fonti - ma il Consiglio dei ministri dovrebbe dare il disco verde alla relazione sul nuovo scostamento di bilancio, dopo quello di 20 miliardi chiesto per il decreto di marzo.

Coronavirus, quasi 30mila imprese in meno nei primi tre mesi del 2020

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Quasi 30mila imprese in meno nei primi tre mesi del 2020 contro un calo di 21mila nello stesso trimestre del 2019. Il bilancio rispetto a aperture-chiusure delle imprese tra gennaio e marzo di quest’anno risente delle restrizioni seguite all’emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni, rispetto allo stesso arco temporale. E’ quanto emerge della fotografia scattata da Unioncamere – InfoCamere nel primo trimestre. In netto calo sia le iscrizioni che, in misura minore, le cessazioni.

Tra gennaio e marzo si registrano 96.629 nuove aperture, a fronte di 114.410 dello stesso trimestre dell’anno precedente, e 126.912 chiusure contro le 136.069 del 2019."Gli effetti conseguenti allo stato di eccezionalità in cui l’economia reale si sta muovendo appesantiscono il risultato di un bilancio che nei primi tre mesi dell’anno chiude sempre in rosso per effetto delle chiusure comunicate sul finire dell’anno precedente" sottolinea Unioncamere rispetto ai dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane consultabili online su www.infocamere.it.

Ruocco alle banche: "Fate presto, soldi a aziende e cittadini"

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In seguito ai provvedimenti del governo per contrastare l’emergenza Covid-19 "stiamo ahimè riscontrando che ci sono molti atteggiamenti poco corretti da parte delle banche". Lo dichiara Carla Ruocco, Presidente della Commissione di inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

"Le segnalazioni che riceviamo da cittadini e imprese", spiega in una nota, "sono tante: riguardano in primo luogo la difficoltà di accesso al finanziamento da parte di aziende sane. Aziende che magari si sono trovate in un momento di difficoltà e non hanno potuto pagare i loro fornitori. Che gli si blocchi il credito proprio ora è assurdo. Vanno assolutamente aiutate, e proprio perché sono in difficoltà in un momento del genere, in una situazione che non ha precedenti, hanno bisogno di ripartire". Le banche che dispongono di liquidità, dice, devono veicolarla nel tempo tecnico più veloce possibile. "La seconda questione che abbiamo posto, in base anche alle numerosissime segnalazioni ricevute dalla Commissione, riguarda l’iscrizione al Crif. Non è pensabile che essere iscritti sul registro della Centrale rischi impedisca l’accesso al credito. Le banche devono capire che esiste un ’prima Coronavirus’ e un ’dopo Coronavirus’. E il Crif fa parte di quello che è successo prima, i problemi sono arrivati per tutti e non è pensabile e neanche plausibile che il governo indirizzi un finanziamento ad un’azienda in difficoltà e la banca lo blocchi. Non oso immaginare cosa vorrebbe dire applicare questo diniego, ad esempio, a settori come quello del turismo che in questo momento è completamente fermo. Migliaia e migliaia di lavoratori bloccati. Per cui, si fermino subito le segnalazioni alla Centrale rischi e le rate dei mutui che sono state erroneamente prelevate sui conti correnti vengano riaccreditate al più presto", conclude Ruocco.

Redazione

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