Bankitalia vince, ma è perdente

Ferme le sanzioni contro ex DG di MPS

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cms_17597/apertura.jpgSalve le due sanzioni amministrative e pecuniarie comminate da Bankitalia ad Antonio Vigni, già Direttore Generale MPS. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 9385/2020, con la quale ha respinto il ricorso del dirigente, fondato su presunte violazioni delle procedure che avevano portato alle misure da lui contestate. La responsabilità di Vigni è risultata sfacciata, declinandosi in forme che sono andate dalla superficialità nel condurre le analisi dei fattori di rischio alla omessa utilizzazione delle prove di stress, giungendo al disinteresse verso le raccomandazioni della Banca d’Italia, rivolte all’indomani di una prima ispezione del 2010. Una crisi finanziaria con precise responsabilità, quindi, che rappresenta un caso su cui il Giudice di Legittimità tiene anche a confermare un principio secondo cui anche i procedimenti di natura amministrativa che portano a questo tipo di provvedimenti, il più delle volte adottati invece solo a seguito di un accertamento in sede giudiziale, risultano conformi alle prescrizioni dell’art. 6 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo. Passi anche questo principio, visto che una certa forzatura è anche perdonabile quando è sostenuta da una collettività che ancora ha ferite aperte per la vera e propria cattiveria patita da molti risparmiatori, ma ciò che desta perplessità è che la più snella procedura amministrativa, rispetto a quella giurisdizionale, è intervenuta anch’essa soltanto quando i buoi erano già scappati via, mentre la natura di queste modalità operative ben avrebbe potuto e dovuto assicurare tempestivamente la chiusura della stalla da parte di chi aveva il potere e il dovere di farlo. Ma si sa: certi lavori non li vuol fare più nessuno.

Nicola D’Agostino

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